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  • TASSO INTERESSE PER DIFFERIMENTO E RATEAZIONE CONTRIBUTI INPS
    on 14 Giugno 2024

    Con la decisione di politica monetaria del 6 giugno 2024 la Banca Centrale Europea ha ridotto di 25 punti base il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema che, a decorrere dal 12 giugno 2024, è pari al 4,25%.La variazione incide sia sulla determinazione del tasso di dilazione e di differimento da applicare agli importi dovuti a titolo di contribuzione agli Enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, che sulla misura delle sanzioni civili. Con Circolare n. 71 dell'11 giugno l'Inps comunica che, a decorrere dal 12 giugno 2024, l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi deve essere calcolato al tasso del 10,25% annuo.I piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso di interesse precedentemente in vigore non subiranno modificazioni.Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso, pari al 10,25%, è applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di maggio 2024. Nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, di cui alla lettera a) del comma 8 dell’articolo 116 della legge n. 388/2000, la sanzione civile è pari al 9,75% in ragione d’anno (tasso del 4,25% maggiorato di 5,5 punti).La misura del 9,75% annuo trova applicazione anche con riferimento all’ipotesi di cui alla lettera b) del secondo periodo del citato comma 8 dell’articolo 116.Resta ferma, in caso di evasione (articolo 116, comma 8, lettera b), primo periodo) la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.Con riferimento all’ipotesi disciplinata dal comma 10 dell’articolo 116, la sanzione civile è dovuta nella stessa misura del 9,75% annuo. Fonte: https://www.inps.it

  • CONTRIBUTI PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI ENPACL: COME COMPILARE IL CAMPO 'CODICE POSIZIONE'
    on 14 Giugno 2024

    Con Risoluzione n. 55/E del 29. maggio 2014 sono state istituite le causali contributo per il versamento, tramite modello F24, dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dagli iscritti all’ENPACL.L'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro ha rappresentato la necessità di valorizzare il campo “codice posizione” del modello F24 per il versamento delle suddette somme. Tanto premesso, con la Risoluzione n. 27/E del 31 maggio, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le causali contributo di cui alla predetta risoluzione, in sede di compilazione del modello F24, nel campo “codice posizione” va indicato il codice univoco composto da nove caratteri numerici, riportato sulle comunicazioni di pagamento precompilate dall’E.N.P.A.C.L. e presenti sull’area riservata del sito internet dell’Ente. Fonte: https://www.agenziaentrate.gov.it

  • AL VIA LE DOMANDE PER IL BONUS AGRIVOLTAICO
    on 13 Giugno 2024

    Si è aperta la possibilità per le imprese agricole di richiedere il contributo per gli impianti di produzione dell’energia fotovoltaica in campi e allevamenti, previsto dal Decreto MASE del 22 dicembre 2023, n. 436 (c.d. DM Agrivoltaico), recante disposizioni per l’incentivazione della realizzazione, entro il 30 giugno 2026, di sistemi agrivoltaici di natura sperimentale in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera c) del DL n. 199/2021, in coerenza con le misure di sostegno agli investimenti previsti dal PNRR per una potenza complessiva pari almeno a 1,04 GW ed una produzione indicativa di almeno 1.300 GWh/anno. Beneficiari della misura sono:a) imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria anche cooperativa, società agricole, nonché consorzi costituiti tra due o più imprenditori agricoli e/o società agricole imprenditori agricoli, ivi comprese le cooperative agricole che svolgono attività di cui all'art. 2135 del codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e associazioni temporanee di imprese agricole;b) associazioni temporanee di imprese che includano almeno un soggetto di cui alla precedente lettera A. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 2 settembre 2024. Fonte: https://www.mase.gov.it

  • SGRAVIO CONTRIBUTIVO IMPRESE PER CONTRATTI DI SOLIDARIETà: INDICAZIONI UNIEMENS
    on 13 Giugno 2024

    A seguito della rilevazione contabile, richiesta dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, delle somme complessivamente fruite a titolo di sgravio contributivo sullo stanziamento relativo al 2019 in favore delle imprese che hanno stipulato contratti di solidarietà, è emerso che le misure autorizzate nei decreti ministeriali sono risultate superiori a quanto effettivamente speso. Di conseguenza, il Ministero ha ammesso allo sgravio contributivo ulteriori imprese, in possesso dei requisiti richiesti, a valere sulle risorse residue delle somme stanziate per il 2019. Con Messaggio n. 2179 del 10 giugno l'Inps illustra le modalità di esposizione nel flusso Uniemens delle quote di sgravio connesso ai contratti di solidarietà difensivi accompagnati da CIGS, spettanti alle imprese destinatarie dei decreti di ammissione alle suddette riduzioni contributive, i cui periodi di CIGS per contratto di solidarietà si sono conclusi entro il 30 settembre 2020.Le operazioni di conguaglio dovranno essere effettuate entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello della pubblicazione del messaggio. In allegato al messaggio anche l’elenco degli aventi diritto, le istruzioni contabili e gli adempimenti in capo alle Strutture territoriali. Fonte: https://www.inps.it

  • GUIDA AL REGIME FORFETTARIO 2024: REQUISITI, PERMANENZA, ANALISI DI CONVENIENZA
    on 12 Giugno 2024

    Guida al Regime Forfettario 2024 è un manuale interattivo sul regime agevolato di cui alla legge 190/2014. La nuova versione è aggiornata al 13 febbraio 2024. Il regime forfettario è stato introdotto per la prima volta dalla Legge di Stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014 n.190). La disciplina del regime ha subito diverse modifiche con le leggi di Bilancio 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208), 2019 (Legge 30 dicembre 2018 n. 145) e 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160) e 2023 (Legge 29 dicembre 2022 n. 197), in particolare per quanto riguarda le condizioni di accesso. In questo manuale troverete utili approfondimenti ed indicazioni operative aggiornate sulle principali tematiche che riguardano il regime forfettario: dai requisiti per l'ingresso e la permanenza nel regime agevolato, alla tassazione, all'obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari, fino ad arrivare all'analisi dei principali vantaggi e svantaggi da considerare ai fini di una precisa analisi di convenienza ad aderire al regime. CLICCA QUI per accedere alla guida.

  • SIMPLE-PROF: NELL'ABBONAMENTO LA LETTERA SUL VERSAMENTO DELLE IMPOSTE ANNO 2024 (REDDITI 2023)
    on 12 Giugno 2024

    SimpleProf è l'abbonamento annuale che nasce dall'esperienza di Professionisti come soluzione semplice, intuitiva ed immediata a ricorrenti problemi quotidiani.Con SimpleProf hai sempre a disposizione, su tutti i tuoi device (smartphone compresi), un lungo elenco di Applicazioni cloud, oltre a Formulari, Lettere alla clientela e circolari, Modulistica fiscale e rassegna di prassi Agenzia Entrate e INPS.  Tra le applicazioni cloud ti segnaliamo: Credito Imposta Beni Strumentali 2024 New! Calcolo convenienza compensi amministratore o dividendi 2024 New! Calcolo previsionale Irpef 2024 New! Calcolo convenienza Cedolare Secca vs Irpef 2024 New! Credito imposta ricerca e sviluppo 2023 New! Credito imposta innovazione tecnologica 2023 New! Credito imposta design e innovazione estetica 2023 New! Deduzione ACE Società di Capitali 2024 (Esercizio 2023) Deduzione ACE Ditte Individuali e Società di Persone 2024 (Esercizio 2023) Tassazione dividendi SRL: analisi di convenienza tra 26% e 'trasparenza' FLAT TAX FORFETTARI 2024, test di convenienza  Plafond mobile IVA 2024 Plafond mobile IVA 2024 protocollo doganale Deducibilità costi auto non strumentali  Calcolo deduzione IRPEF/IRES per IRAP pagata sul costo del lavoro Easy Alert PMI per il monitoraggio sulla crisi d’impresa Calcolo Ravvedimento operoso versamenti  ONORARI CONSIGLIATI ANC ed EQUO COMPENSO COMMERCIALISTI 2023  Calcolo previsionale Irpef Cooperative a mutualità prevalente, calcolo IRES  Credito Imposta Beni Strumentali  Assegnazione Agevolata Immobili Società IVA: le triangolazioni interne e internazionali Definizione agevolata controversie tributarie Tra gl ultimi documenti pubblicati ti segnaliamo: Il versamento delle imposte anno 2024 (redditi 2023) New! Lettera ai clienti per adempimenti IMU, TARI e IVIE 2024 New! Le lettere del Profesisonista alla clientela: Richiesta dati modello REDDITI PF 2024 New! Le lettere del Profesisonista alla clientela: Richiesta dati modello 730/2024 New! Le lettere del professionista alla clientela: il Concordato preventivo Le lettere del professionista alla clientela: la Certificazione Unica 2024  Le lettere del Professionista alla clientela: richiesta dati per la Dichiarazione IVA 2024 Le lettere del Professionista alla clientela: Legge di bilancio 2024  Promemoria di aggiornamento contabile e fiscale Promemoria di aggiornamento del lavoro. Consulta il sito per l’elenco completo di tutto quello che è incluso nell'abbonamento!SimpleProf, strumenti che semplificano la vita. Maggiori informazioni.

  • INAIL: AL VIA IL SERVIZIO DI SIMULAZIONE DELLA REGOLARITà CONTRIBUTIVA
    on 12 Giugno 2024

    L'articolo 8, comma 4, della legge n. 160/2023, al fine di velocizzare la procedura di rilascio del Durc, ha previsto che le imprese possano avviare, su base volontaria, la procedura di verifica della regolarità contributiva fino a quindici giorni in anticipo rispetto alla data di scadenza di un DURC in corso di validità. Con l'Istruzione operativa del 6 giugno l'Inail comunica il rilascio del servizio online di verifica della regolarità contributiva Inail, demoninato “Simulazione Regolarità Contributiva INAIL”, che permette alle imprese, agli altri soggetti assicuranti e agli intermediari da essi delegati di effettuare una simulazione della regolarità contributiva, effettuata sulla base dei criteri di cui al Decreto interministeriale 30 gennaio 2015, relativamente a quanto di competenza dell’Istituto.Nel documento l'Istituto illustra il funzionamento del servizio, disponibile sul portale dell’Istituto esclusivamente per le imprese, gli altri soggetti assicuranti e per gli intermediari da essi delegati. Fonte: https://www.inail.it

  • IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO SULLA RIDUZIONE LISTE D'ATTESA PER LE PRESTAZIONI SANITARIE
    on 12 Giugno 2024

    Il Decreto legge con le misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie (DL 7 giugno 2024, n. 73), approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta n. 84 del 3 giugno, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 7 giugno 2024. Tra le misure previste: l'istituzione, presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (AGENAS), della Piattaforma nazionale delle liste di attesa, interoperabile con le piattaforme delle liste di ciascuna regione e provincia autonoma, in coerenza con l’obiettivo «Potenziamento del Portale della Trasparenza» previsto dal PNRR; l'istituzione, presso il Ministero della salute, dell’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, con il compito di verificare il corretto funzionamento del sistema di gestione delle liste di attesa e dei relativi piani operativi per il recupero; la convergenza al Centro unico di prenotazione (CUP) regionale o infra-regionale anche degli erogatori privati accreditati, ospedalieri e ambulatoriali. Per la stipula degli accordi contrattuali tra le regioni e le strutture sanitarie private, è richiesta l'interoperabilità tra i CUP pubblici e i centri di prenotazione privati per l'erogazione delle prestazioni sul territorio; l’attivazione, da parte del CUP, di un sistema di disdetta delle prenotazioni per ricordare la data di erogazione della prestazione e l’attivazione di sistemi di ottimizzazione delle agende di prenotazione, secondo linee guida omogenee di livello nazionale; l'attivazione di agende dedicate per le prestazioni presenti nei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA); l'introduzione del divieto per le aziende sanitare e ospedaliere di sospendere o chiudere le attività di prenotazione relative ai livelli essenziali di assistenza; il raddoppio delle sanzioni per la sospensione o chiusura delle attività di prenotazione. Il Decreto è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Fonte: https://www.governo.it

  • SIGLATO ACCORDO ITALIA-SVIZZERA SUL TELELAVORO FRONTALIERI
    on 12 Giugno 2024

    Il 6 giugno scorso il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, e la consigliera federale, Karin Keller-Sutter, hanno firmato a Roma e a Berna un Protocollo di modifica del vigente Accordo sui lavoratori frontalieri. L'Accordo siglato fra l'Italia e la Svizzera disciplina in via definitiva il telelavoro per i frontalieri e prevede che, dal 1° gennaio 2024, questi possano svolgere l’attività presso il proprio domicilio fino al 25% delle ore lavorative senza modifiche per il loro inquadramento fiscale. Il telelavoro, si legge nel Comunicato pubblicato sul sito del MEF, non ha ripercussioni né sullo Stato legittimato a imporre il reddito da attività lucrativa dipendente né sullo statuto di lavoratore frontaliere.La regolamentazione d’imposizione si basa su una dichiarazione d’intenti sottoscritta dalla Svizzera e dall’Italia nel novembre del 2023. Il Protocollo di modifica ora firmato sostituirà definitivamente la dichiarazione d’intenti, con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2024. I punti principali della regolamentazione esistente non subiscono pertanto modifiche. Il Protocollo di modifica entrerà in vigore non appena entrambi i Paesi avranno concluso le procedure interne di approvazione. Fonte: https://www.mef.gov.it

  • ETS: UTILIZZO DEGLI STATUTI STANDARD DA PARTE DI ENTI NON ADERENTI ALLE RETI ASSOCIATIVE
    on 11 Giugno 2024

    Con Nota n. 8301 del 4 giugno il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito chiarimenti in merito all'utilizzo degli statuti standard da parte di enti non aderenti alle reti associative proponenti, ai sensi dell'art. 47, comma 5 del D.lgs. 3 luglio 2017, n.117 (Codice del Terzo settore).In particolare, è stato chiesto al Ministero: se i modelli standard tipizzati di statuto di cui all’articolo 47, comma 5 del Codice del Terzo settore possano essere utilizzati solo dagli enti aderenti alle reti che li hanno predisposti e sottoposti all’approvazione ministeriale; nel caso in cui gli stessi fossero liberamente utilizzabili dagli enti non aderenti alle reti, se gli enti medesimi possano beneficiare o meno della riduzione dei termini procedimentali di cui al citato articolo. Il Ministero osserva che la conoscibilità dei modelli di statuto (assicurata dalla pubblicazione degli stessi sul sito ministeriale) predisposti a cura delle reti anche da parte di enti non affiliati, non dà luogo, in caso di utilizzo, alla riduzione dei tempi procedimentali legati alla presentazione di un’istanza di iscrizione o di deposito di una variazione statutaria, ma è in grado, nel medio periodo, di produrre, anche se indirettamente, effetti.  A meno di un evidente illogicità di collocazione/utilizzo rispetto allo statuto nel suo complesso, gli uffici non contesteranno una determinata formulazione statutaria se rinvenibile anche in uno dei modelli standardizzati approvati dal Ministero. Ove ciò si verificasse, l’ente interessato potrebbe portare tale circostanza all’attenzione dell’Amministrazione procedente, che a quel punto potrebbe rivedere la propria posizione oppure riaffermarla, ma in questo caso ricorrendo ad un supplemento di motivazione che dia conto delle ragioni specifiche per cui non debbano ritenersi sufficienti sul punto le argomentazioni addotte. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • ASSEGNO DI INCLUSIONE: SOSPENSIONI PER MANCATA PRESENTAZIONE AI SERVIZI SOCIALI ENTRO 120 GIORNI DALLA SOTTOSCRIZIONE DEL PAD
    on 11 Giugno 2024

    Dal 25 maggio scorso sono iniziati progressivamente a scadere i 120 giorni previsti, per i nuclei familiari beneficiari dell'Assegno di Inclusione (ADI), per presentarsi al primo appuntamento presso i servizi sociali.I beneficiari dell'ADI, infatti, hanno l’obbligo di presentarsi al primo appuntamento presso i servizi sociali, entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (PAD); in caso contrario il beneficio economico viene sospeso. Per le domande di ADI presentate tra dicembre 2023 e gennaio 2024 e a gennaio messe in pagamento, infatti, il termine ha iniziato a decorrere dal 26 gennaio 2024. Nel Messaggio n. 2132 del 5 giugno l'Inps fornisce tutte le indicazioni utili per gli operatori  e informa che, nella  piattaforma SIISL (sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa) accessibile dai beneficiari nell'area loro riservata, è consultabile il contatore dei 120 giorni. Subito dopo l'avvenuto primo appuntamento o presentazione del nucleo familiare, gli operatori dei servizi sociali dovranno registrare l'evento positivo nella piattaforma GePI, per sbloccare la sospensione se già intervenuta o comunque per azzerare e riavviare il contatore per la successiva scadenza. L'Istituto informa inoltre che le registrazioni che perverranno entro il giorno 20 del mese saranno rielaborate in tempo utile per relative disposizioni mensili di pagamento. Quelle che verranno inserite successivamente alla suddetta data saranno rielaborate per i pagamenti del mese successivo e i beneficiari recupereranno la o le mensilità spettanti e non percepite, come arretrato. Fonte: https://www.inps.it

  • BONUS PSICOLOGO: CHIUSURA DOMANDE 2024 ED ELABORAZIONE GRADUATORIE
    on 10 Giugno 2024

    Con Messaggio n. 2133 del 5 giugno l'Inps comunica la chiusura del termine per la presentazione delle domande per l'accesso al contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia (c.d. Bonus psicologo), introdotto dall’articolo 1-quater, comma 3, del DL n . 228/2021.Al 31 maggio 2024, indicato quale termine ultimo per l'invio delle domande, sono 400.505 le richieste presentate. Al fine di consentire l’istruttoria delle domande e la corretta elaborazione delle graduatorie regionali/provinciali, i richiedenti in possesso di un ISEE rilasciato con omissioni e/o difformità, hanno 30 giorni di tempo per regolarizzarlo, attraverso le seguenti tre modalità alternative: presentazione di una nuova dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), comprensiva delle informazioni in precedenza omesse o diversamente esposte; presentazione di idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e la veridicità dei dati indicati nella dichiarazione; rettificazione della DSU, con effetto retroattivo, esclusivamente qualora sia stata presentata tramite il Centro di assistenza fiscale (CAF) e quest’ultimo abbia commesso un errore materiale. A seguire l'Inps provvederà alla pubblicazione delle graduatorie per l'assegnazione del bonus e, contestualmente, comunicherà ai beneficiari l’importo assegnato e il codice univoco per usufruire delle sedute di psicoterapia, attraverso i recapiti presenti nella sezione “MyINPS” del portale dell’Istituto o indicati all’atto della presentazione della domanda.  L'Istituto ricorda che:il beneficiario ha 270 giorni di tempo per usufruire del Bonus psicologo, decorrenti dalla pubblicazione delle graduatorie;a decorrere dalla pubblicazione delle graduatorie, sarà resa disponibile per i professionisti la procedura per le prenotazioni e la conferma delle sedute. Fonte: https://www.inps.it

  • DIPENDENTI PUBBLICI CON FIGLI FINO A 3 ANNI: LEGITTIMO IL TRASFERIMENTO NELLA REGIONE DOVE RISIEDE LA FAMIGLIA
    on 10 Giugno 2024

    La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 99, depositata il 4 giugno 2024, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42?bis, comma 1, del Dl n. 151/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui prevede che il trasferimento temporaneo del dipendente pubblico, con figli minori fino a tre anni di età, possa essere disposto «ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa», anziché «ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale è fissata la residenza della famiglia o nella quale l’altro genitore eserciti la propria attività lavorativa». Un simile ampliamento dell’ambito di applicazione dell’istituto dell'assegnazione temporanea, chiarisce la Corte Costituzionale, oltre a risultare pienamente coerente con la finalità di protezione della famiglia e di sostegno all’infanzia, risponde anche all’esigenza di preservare la più ampia autonomia dei genitori rispetto alle scelte concernenti la concreta definizione dell’indirizzo familiare. Tale autonomia, infatti, mal si concilia con la fissazione, da parte del legislatore, di rigide e non ragionevoli limitazioni all’ottenimento di benefici che dovrebbero essere diretti a sostenere la genitorialità e, quindi, a promuovere la formazione delle nuove famiglie. Fonte: https://www.cortecostituzionale.it

  • PROTEZIONE LAVORATORI CONTRO I RISCHI DA ESPOSIZIONE AD AGENTI CANCEROGENI
    on 7 Giugno 2024

    Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 84 del 4 giugno, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2022/431, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.Le nuove norme, in particolare, prevedono l'inserimento dele sostanze tossiche per la riproduzione tra quelle a rischio per la salute dei lavoratori. Questi i principali ambiti di intervento: l’individuazione e la valutazione dei rischi; l’esclusione o riduzione dell’esposizione (con la previsione di relativi valori limite); le informazioni da fornire all’autorità competente; le misure per i casi, prevedibili o non prevedibili, di aumento dell’esposizione; l’accesso alle zone di rischio; le misure igieniche e di protezione individuale; l’informazione e la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti nonché la consultazione e partecipazione degli stessi; la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti; la conservazione della documentazione. Il provvedimento, inoltre, prevede modifiche alla normativa vigente necessarie ad assicurare la corretta applicazione della direttiva (UE) 2022/431, in conformità al Piano europeo di lotta contro il cancro del 3 febbraio 2021, attraverso la previsione di obblighi specifici del datore di lavoro, anche in materia di formazione o informazione e aggiorna l’attuale sistema di sorveglianza sanitaria. Fonte: https://www.governo.it

  • BANDO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA PER IL SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DELLE STARTUP INNOVATIVE
    on 7 Giugno 2024

    Con delibera n. 910 del 27 maggio 2024, la Regione Emilia-Romagna ha pubblicato il Bando per il sostegno allo sviluppo delle startup innovative che intende supportare lo sviluppo, il consolidamento e l’insediamento nel territorio regionale di startup innovative di rilevanza strategica per lo sviluppo e il rafforzamento dei sistemi produttivi individuati nella Strategia di Specializzazione Intelligente 2012-2027, attraverso il sostegno a piani di investimento lungo tutta la catena del valore, dalla idea generation, alla accelerazione fino allo scale-up. Possono presentare la domanda di contributo le micro e piccole imprese che risultano registrate alla data di presentazione della domanda nella Sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start up innovative (ai sensi della Legge 221/2012 e della Legge 33/2015) presso la Camera di Commercio competente per territorio. Gli interventi ammessi devono essere finalizzati alla realizzazione di piani imprenditoriali di investimento caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e/o innovativo, finalizzati a: sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni generati da know-how, conoscenze e competenze tecniche, scientifiche e tecnologiche competenze, esperienze dei fondatori valorizzazione economica di risultati derivanti da attività di ricerca e sviluppo e/o di trasferimento tecnologico realizzate nell’ambito di università ed enti di ricerca pubblici e privati operanti in ambito nazionale e internazionale, adozione e implementazione di modelli di business e/o di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive nuove rispetto al mercato di riferimento per lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi prodotti, servizi e/o l’implementazione di nuovi modelli di business. Le risorse complessive per finanziare i progetti sono di 5 milioni di euro, di cui una quota pari a euro 2.000.000 è riservata al finanziamento di progetti presentati da imprese operanti nei settori delle Industrie culturali e creative e innovazione nei servizi. Il contributo verrà concesso a fondo perduto fino al 40% della spesa ritenuta ammissibile e per un importo non superiore a euro 150.000. La misura del contributo può essere incrementata di 10 e/o 5 punti percentuali nei casi previsti dall’articolo 3 del bando. Le domande possono essere presentate dalle ore 13 del 25 giugno fino alle ore 13 del 11 settembre 2024 esclusivamente online, tramite l’applicativo Sfinge 2020.

  • RAPPORTO BIENNALE SULLA PARITà UOMO-DONNA: DISPONIBILE IL NUOVO MODELLO TELEMATICO
    on 6 Giugno 2024

    Dal 4 giugno, sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Servizi Lavoro, è disponibile per la compilazione il nuovo modello telematico per la presentazione del Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile da parte delle aziende pubbliche e private che occupano più di 50 dipendenti. Da quest'anno viene resa disponibile la funzionalità di upload con file in formato ".xls" dei dati richiesti dal modello. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • GESTIONE SEPARATA COMMITTENTI: INDIVIDUAZIONE CODICI 'TIPO RAPPORTO' E ALIQUOTE 2024
    on 6 Giugno 2024

    Con Messaggio n. 2090 del 3 giugno l'Inps fornisce indicazioni in merito all’individuazione dei codici 'Tipo rapporto' da inserire nel flusso delle denunce mensili (Uniemens) relativi ai compensi erogati ai parasubordinati per i quali vi è obbligo di versamento della contribuzione previdenziale presso la Gestione separata. Al riguardo l'Istituto ha effettuato un monitoraggio sulla corretta applicazione delle aliquote valevoli per le varie tipologie di rapporto di lavoro ed è stata riscontrata la presenza di flussi Uniemens nei quali sono stati indicati codici 'Tipo rapporto' abbinati ad aliquote errate.Al fine, quindi, di evitare la trasmissione di dati non coretti, l'Istituto ha provveduto ad attivare un ulteriore controllo dei requisiti formali all’interno della procedura dei flussi Uniemens, che blocca l’invio del flusso contenente errori. La procedura, in tali casi, rilascia un messaggio informativo di errore.Per individuare correttamente i codici relativi ai 'Tipo rapporto' e le relative aliquote che devono essere indicate, l'Inps allega al Messaggio la tabella delle aliquote in vigore per l’anno 2024, suddivise tra aliquote da applicare per i lavoratori assicurati presso altra cassa previdenziale obbligatoria o titolari di pensione e quelle per coloro che sono privi di altra forma di previdenza obbligatoria. Fonte: https://www.inps.it

  • DISPONIBILE L'APPLICAZIONE PER LA REDAZIONE DEL PROSPETTO BIENNALE SULLA SITUAZIONE DEL PERSONALE
    on 5 Giugno 2024

    Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è attiva, dallo scorso 3 giugno, l'applicazione per la redazione del rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile da parte delle aziende pubbliche e private che occupano più di 50 dipendenti. L'applicativo è stato revisionato per introdurre semplificazioni relative alla procedura per la presentazione del rapporto, che prevedono nuove funzionalità di precompilazione e di recupero delle informazioni pregresse. Le aziende dovranno redigere il rapporto per il biennio 2022-2023 entro il 15 luglio 2024. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • PRECOMPILATA 2024: DALL'AGENZIA ENTRATE ASSISTENZA A 360 GRADI
    on 5 Giugno 2024

    L'Agenzia Entrate, per garantire ampio supporto ai cittadini che desiderano avere maggiori informazioni o assistenza per consultare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata, ha ampliato il servizio di assistenza telefonico.Il call center dell’Agenzia, in aggiunta ai consueti orari (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 17), è stato infatti attivo anche lo scorso sabato 1° giugno, e lo sarà anche sabato prossimo, 15 giugno, dalle ore 9 alle 13. Questi i numeri per contattare il call center: numero verde 800.90.96.96 da rete fissa 06.97.61.76.89 da cellulare 0039.06.45.47.04.68 dall’estero.  Il servizio e rivolto unicamente ai cittadini. Al termine della chiamata, sarà possibile esprimere, in forma anonima, un giudizio sull’assistenza ricevuta. Le Entrate ricordano che in aggiunta al call center è possibile consultare il sito dedicato “Info e assistenza” dove sono raccolti tutti i contenuti sulla stagione dichiarativa 2024 e le risposte alle domande più frequenti. Disponibili inoltre: una guida dedicata con tutti i passi da seguire per inviare, con o senza modifiche, la propria dichiarazione; le guide a tema sulle agevolazioni della dichiarazione 2024; un video pubblicato sul canale istituzionale YouTube illustra in pillole le modalità per accedere e le principali date da ricordare. Fonte: https://www.agenziaentrate.gov.it

  • IRREGOLARE PERCEZIONE DELL'ADI: NEL DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO LE MISURE DI CONTRASTO
    on 5 Giugno 2024

    Sul sito internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stato pubblicato il Decreto n. 121/2023, che definisce il Piano triennale di contrasto all'irregolare percezione dell'Assegno di inclusione, la misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all'esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro. Per il triennio 2024-2026 all'Ispettorato nazionale del lavoro (INL) è stato assegnato il compito di avviare una specifica attività di vigilanza finalizzata a contrastare l'irregolare percezione dell'Assegno di inclusione.L'attività di vigilanza sarà realizzata sulla base di criteri fondati sull'analisi del territorio e del contesto sociale di riferimento, al fine di individuare le aree maggiormente critiche. All'attività di vigilanza parteciperà uno specifico contingente di personale dell'Arma dei Carabinieri, dell'INPS e della Guardia di finanza, rispetto al quale l'Ispettorato dovrà assicurare l'unitarietà di azione, l'uniformità di comportamento e la razionalizzazione degli interventi attraverso l'emanazione di puntuali indicazioni in ordine ai soggetti da ispezionare, ai tempi, agli ambiti e alle modalità di accertamento. Tutti i dettagli nel documento. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • DECRETO COESIONE: GLI INCENTIVI ALL?"AUTOIMPIEGO
    on 4 Giugno 2024

    Tra le misure in materia di lavoro previste dal Dl n. 60 del 7 maggio 2024 (c.d. Decreto "Coesione") anche incentivi per l’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione al digitale ed ecologica. Le persone disoccupate che non hanno compiuto i 35 anni e che, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, avviano sul territorio nazionale un’attività imprenditoriale che opera nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica, possono chiedere l'esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, nel limite di 800 euro su base mensile per ciascun lavoratore (con esclusione dei premi e contributi INAIL), relativamente ai dipendenti che, alla data di assunzione, non abbiano compiuto 35 anni e che siano stati assunti a tempo indeterminato nel medesimo periodo (dal 01.07.2024 al 31.12.2025). L’esonero è garantito per il periodo massimo di 3 anni e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2028, e non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato. Inoltre, le imprese avviate dai soggetti sopra indicati possono richiedere all’INPS un contributo per l’attività, il quale non concorre alla formazione del reddito, per l’importo di 500 euro mensili per la durata massima di 3 anni e comunque non oltre il 31 dicembre 2028. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • LAVORATORI MARITTIMI: IL 'BONUS ADJUSTMENT' ENTRA NEL CALCOLO DELL'INDENNITà DI MALATTIA
    on 4 Giugno 2024

    Con Messaggio n. 2022 del 29 maggio l'Inps fornisce chiarimenti in merito all’inclusione, nel computo della retribuzione media globale giornaliera (RMGG) da considerare ai fini del calcolo dell'indennità per inabilità temporanea assoluta da malattia fondamentale e l’indennità per inabilità temporanea assoluta da malattia complementare dei lavoratori marittimi, della voce retributiva c.d. “bonus adjustment - gross up”. La Legge di Bilancio 2024 ha modificato le norme che disciplinano le predette indennità, stabilendo che, per gli eventi insorti dal 1° gennaio 2024, le indennità siano corrisposte nella misura del 60% della retribuzione media globale giornaliera (RMGG) del mese precedente a quello in cui si è verificato l’evento morboso. Fonte: https://www.inps.it

  • RISCATTO PERIODI NON COPERTI DA CONTRIBUZIONE: ISTRUZIONI INPS
    on 3 Giugno 2024

    L’articolo 1, commi da 126 a 130, della legge di Bilancio 2024 ha reintrodotto nell’ordinamento, per il biennio 2024-2025, l’istituto del riscatto di periodi non coperti da contribuzione. Con Circolare n. 69 del 29 maggio l'Inps fornisce istruzioni in merito suddetto istituto, specificandone i soggetti beneficiari, la durata del periodo di riscatto e l'efficacia del periodo riscattato ai fini pensionistici, la determinazione dell'onere da riscatto, oltre alle indicazioni in merito alla presentazione della domanda e alle modalità di versamento dell'onere. Fonte: https://www.inps.it

  • ORGANISMI PER LA PARITà: NUOVE DIRETTIVE UE
    on 3 Giugno 2024

    Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 29 maggio sono state pubblicate due direttive (UE) con le quali sono stabiliti i requisiti minimi per il funzionamento degli Organismi per la parità con lo scopo di migliorarne l'efficacia e garantirne l'indipendenza al fine di rafforzare l'applicazione del principio della parità di trattamento. Si tratta: della Direttiva (UE) 2024/1499 del Consiglio del 7 maggio 2024 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall'origine etnica, tra le persone in materia di occupazione e impiego indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall'età o dall'orientamento sessuale e tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura, e che modifica le direttive 2000/43/CE e 2004/113/CE; della Direttiva (UE) 2024/1500 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 maggio 2024 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE. Le due direttive entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, dunque, il 18 giugno 2024, mentre le modifiche alle precedenti direttive (art. 23 delle direttive), entreranno in vigore il 19 giugno 2026. Entro il 19 giugno 2026, la Commissione, per mezzo di un atto di esecuzione, compilerà un elenco di indicatori comuni sul funzionamento degli organismi per la parità designati ai sensi delle due direttive.Entro il 19 giugno 2031, e successivamente ogni 5 anni, gli Stati membri dovranno fornire alla Commissione tutte le informazioni pertinenti relative all'applicazione delle direttive. Fonte: https://eur-lex.europa.eu

  • TESTO UNICO INFORTUNI: L'INAIL PUBBLICA LA VERSIONE AGGIORNATA
    on 31 Maggio 2024

    L'Inail ha pubblicato la versione aggiornata del Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che si propone come strumento di lavoro per gli operatori, per una facile e diretta percezione delle disposizioni che attualmente disciplinano l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.  Il testo, che è stato oggetto di interventi del legislatore finalizzati a modificarne o integrarne alcuni articoli, è  aggiornato al decreto legislative 29 agosto 2023, n. 120. Nella prima parte del volume è pubblicato il risultato finale del lavoro di lettura integrata, per consentirne una rapida e semplice consultazione. Nella seconda parte è pubblicata la versione recante il testo originario del decreto presidenziale con l’evidenza delle modifiche e integrazioni apportate, utile per chi intenda approfondire il percorso attraverso il quale si è pervenuti alla formulazione di detta proposta. Fonte: https://www.inail.it

  • BONUS LAVORO NOTTURNO E STRAORDINARIO: RIDENOMINATO IL CODICE TRIBUTO PER L'UTILIZZO IN COMPENSAZIONE
    on 31 Maggio 2024

    Con Risoluzione n. 26/E del 20 maggio l'Agenzia delle Entrate ha ridenominato il codice tributo “1702” per l’utilizzo in compensazione da parte dei sostituti d’imposta, tramite modello F24, del credito maturato per effetto dell'erogazione del trattamento integrativo speciale del lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi, ai senti dell'Art. 1, commi da 21 a 24, della L. n. 213/2023. Il codice tributo, istituito con risoluzione n. 51/E del 9 agosto 2023, è stato ridenominato come segue: “1702” denominato “Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione del trattamento integrativo speciale del lavoro notturno e straordinario effettuato nei giorni festivi - articolo 39-bis del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, e articolo 1, comma 24, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”. Fonte: https://www.agenziaentrate.gov.it

  • ECOBONUS 2024: LA PIATTAFORMA PER LA PRENOTAZIONE DEGLI INCENTIVI OPERATIVA DAL 3 GIUGNO
    on 31 Maggio 2024

    Il 25 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM relativo alla rimodulazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti. Per l'anno in corso sono sono state stanziate risorse complessive pari a 1 miliardo di euro.  La piattaforma per la prenotazione degli incentivi sarà operativa a partire dalle ore 10:00 del prossimo 3 giugno. Sarà possibile inserire le prenotazioni per i contributi per l'acquisto di veicoli non inquinanti di categoria M1 (autoveicoli), L1e - L7e (motocicli e ciclomotori), N1 e N2 (veicoli commerciali).Con il nuovo decreto sarà possibile prenotare anche contributi per l’acquisto di veicoli di categoria M1 usati e veicoli commerciali N1 e N2 anche ad alimentazione non elettrica. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a seguito della pubblicazione in GU del Decreto che rimodulato gli incentivi, ha pubblicato la Circolare del 27 maggio con le indicazioni operative sulla misura. Fonte: https://www.mimit.gov.it

  • APPROVATO DECRETO CON DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI SPORT
    on 30 Maggio 2024

    Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 82 del 24 maggio, ha approvato uno schema di decreto legge relativo a disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025.  Relativamente al funzionamento degli Organismi sportivi, l'articolo 1 del Decreto prevede che il Presidente candidato al quarto mandato consecutivo, che non raggiunge i due terzi del totale dei voti validamente espressi, non è eletto e non è più candidabile.Con l'articolo 2 viene invece istituita la Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, che svolge i compiti di controllo e vigilanza sulla legittimità e regolarità della gestione economica e finanziaria delle società sportive professionistiche partecipanti ai campionati relativi a discipline di sport di squadra al fine di verificare il rispetto dei principi di corretta gestione, il mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario e il funzionamento dei controlli interni.La Commissione, che ha tra i propri poteri quello di indicare le misure correttive e riparatrici, è dotata di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria. Il decreto prevede inoltre modifiche alla disciplina dei rimborsi ai volontari in ambito sportivo. Fonte: https://www.governo.it

  • COSA PREVEDE IL DL SEMPLIFICAZIONE EDILIZIA E URBANISTICA APPROVATO DAL GOVERNO
    on 30 Maggio 2024

    Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 82 del 24 maggio, ha approvato un Decreto legge che introduce misure urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica, con il duplice scopo di fornire un riscontro immediato e concreto al crescente fabbisogno abitativo e, allo stesso tempo, di supportare gli obiettivi di recupero del patrimonio edilizio esistente e di riduzione del consumo del suolo.  Le misure introdotte, in particolare, sono volte: a semplificare le disposizioni in materia di edilizia e urbanistica; rilanciare il mercato della compravendita immobiliare, anche nell’ottica di stimolare un andamento positivo dei valori dei beni immobili; consentire il recupero e la rigenerazione edilizia, anche mediante la regolarizzazione delle c.d. lievi difformità edilizie, al fine di salvaguardare l’interesse pubblico alla celere circolazione dei beni. Queste le misure nel dettaglio, come riportate sul sito del Governo: si amplia la categoria degli interventi di edilizia libera che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo; si semplifica l’iter di riconoscimento dello stato legittimo dell’immobile o dell’unità immobiliare; si agevolano i mutamenti di destinazione d’uso senza opere, prevedendo il principio dell’indifferenza funzionale tra le destinazioni d’uso omogenee; si permette l’alienazione del bene o dell’area oggetto di abuso, da parte del Comune, in presenza di determinate condizioni; si modifica la disciplina delle “tolleranze costruttive” limitatamente agli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, prevedendo: la riparametrazione dei limiti tollerati in misura inversamente proporzionale alle dimensioni delle unità immobiliari; l’ampliamento della casistica delle c.d. “tolleranze esecutive”; in materia di “doppia conformità”, si mantiene il suddetto requisito ai fini della sanatoria degli interventi realizzati in totale difformità dal titolo o con variazioni essenziali e, quanto alle parziali difformità, se ne ammette la sanatoria anche in assenza del requisito della doppia conformità, purché gli interventi siano conformi alla disciplina edilizia vigente al momento della loro realizzazione e alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda (disposizione applicabile anche agli interventi realizzati in assenza di autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa); si permette il mantenimento di alcune strutture amovibili realizzate durante lo stato di emergenza sanitaria da Covid-19; si stabilisce che le tolleranze costruttive, realizzate entro il 24 maggio 2024, rientrano tra gli interventi ed opere esclusi dall'autorizzazione paesaggistica; si specifica che le disposizioni in materia di tolleranze costruttive ed esecutive introdotte dal DL nonché in materia di accertamento di conformità per le parziali difformità di cui all’art. 36-bis (ad eccezione del comma 5, che prevede il regime sanzionatorio) siano applicabili, ove compatibili, anche all’attività edilizia delle amministrazioni pubbliche; si prevede che, in caso di trasferimento di immobili pubblici di proprietà dello Stato alle regioni e agli enti locali, la riduzione delle risorse destinate a questi ultimi, prevista al fine di compensare la riduzione delle entrate erariali conseguente al suddetto trasferimento, sia ripartita in un numero di annualità pari a quelle intercorrenti tra il trasferimento dell’immobile e l’adozione del decreto con cui viene determinata la suddetta riduzione. Fonte: https://www.governo.it

  • PIANO NUOVE COMPETENZE: IN GU IL DECRETO CON LE INTEGRAZIONI AI PERCORSI FORMATIVI
    on 29 Maggio 2024

    Sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio è stato pubblicato il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Decreto 30 marzo 2024) di adozione del Piano nuove competenze - transizione, che aggiorna e integra l'allegato A - Piano nuove competenze del D.M. 14 dicembre 2021.  Il decreto riporta alcune modifiche relative ai percorsi di aggiornamento. Fonte: https://www.gazzettaufficiale.it

  • BANDO ISI 2023: SCADE DOMANI IL TERMINE PER PRESENTARE LE DOMANDE
    on 29 Maggio 2024

    L'Inail ricorda che domani, 30 maggio 2024, scade il termine per presentare le domande di partecipazione al Bando Isi 2023, per il quale sono stati stanziati 508 milioni di euro per investimenti in sicurezza.Le imprese hanno tempo fino alle ore 18:00 del 30 maggio 2024 per richiedere il finanziamento di soluzioni prevenzionali previste dagli allegati tecnici. Fonte: https://www.inail.it

  • ACCESSO AL PREPENSIONAMENTO DEI LAVORATORI DELL?"EDITORIA NEL 2024
    on 29 Maggio 2024

    Con la Circolare n. 68 del 23 maggio l'Inps fornisce istruzioni e chiarimenti sul perfezionamento dei requisiti che consentano il prepensionamento anche nel 2024.La legge di bilancio 2024 ha infatti autorizzato, per il triennio 2024-2027, ulteriori risorse per l’accesso al prepensionamento dei lavoratori poligrafici di imprese stampatrici di giornali quotidiani e di periodici e di imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale che abbiano presentato, tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2023, piani di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale in presenza di crisi e per i quali siano stati autorizzati trattamenti straordinari di integrazione salariale. Considerando che il requisito contributivo ridotto di 35 anni, previsto per il 2020-2023, deve essere maturato entro il 31 dicembre 2023, precisa l'Istituto, il trattamento pensionistico potrà essere conseguito con decorrenza non successiva a dicembre 2024.Di conseguenza, il trattamento straordinario di integrazione salariale finalizzato al prepensionamento dovrà essere fruito entro il 30 novembre 2024, data ultima per la presentazione della domanda di pensione. Fonte: https://www.inps.it

  • CALCOLO PREMI ASSICURATIVI INAIL: NUOVI LIMITI RETRIBUTIVI PER IL 2024
    on 28 Maggio 2024

    Con Circolare n. 12 del 23 maggio l'Inail fornisce istruzioni in merito ai limiti minimi di retribuzione imponibile giornaliera per il calcolo dei premi assicurativi per l’anno 2024.L'Istituto ha adeguato gli importi rivalutandoli in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita, calcolato dall’Istat nella misura del 5,4%.Concorrono alla determinazione del premio assicurativo ordinario il tasso di premio indicato dalla tariffa dei premi con riferimento alla lavorazione assicurata e l’ammontare delle retribuzioni su cui calcolare il premio assicurativo, che si distinguono in effettive, convenzionali e di ragguaglio. Il nuovo limite minimo giornaliero per le retribuzioni effettive della generalità dei lavoratori dipendenti è pari a 56,87 euro, mentre il limite minimo mensile è pari a 1.478,62 euro. Fonte: https://www.inail.it

  • INGRESSI 'FUORI QUOTA': TUTTE LE INDICAZIONI DEL MINISTERO DEL LAVORO
    on 28 Maggio 2024

    I lavoratori stranieri che hanno frequentato all’estero programmi di formazione professionale e civico linguistica approvati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali possono entrare in Italia ed essere assunti in qualunque momento dell’anno, indipendentemente dalle quote di ingressi per lavoro autorizzati dal governo con i decreti flussi. La novità relativa ai c.d. ingressi "fuori quota" è stata introdotta nel 2023 nel Testo Unico dell’Immigrazione (art.23 del DLgs 286/1998) per rispondere al fabbisogno di lavoratori espresso dalle imprese.  Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha aggiornato le FAQ sul tema, oltre alle Linee Guida per la predisposizione e la valutazione dei programmi di formazione all'estero, entrambi pubblicati nel Portale integrazione migranti dello stesso ministero.Nella sezione dedicata, anche i programmi di formazione all'estero approvati dal MLPS e la procedura per far arrivare in Italia e assumere i lavoratori formati all'estero. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • LAVORATORI SPORTIVI: LE REGOLE PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI DI DISOCCUPAZIONE NASPI E DIS-COLL
    on 27 Maggio 2024

    Il Decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, recante il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo, ha innovato la disciplina dei rapporti di lavoro degli sportivi prevedendo, tra l’altro, l’ampliamento delle tutele previdenziali per il settore del professionismo e l’estensione delle stesse al dilettantismo. Con Circolare n. 67 del 20 maggio l'Inps, ai sensi del suddetto decreto, fornisce istruzioni per l'accesso: alla prestazione di disoccupazione NASpI in favore dei lavoratori sportivi del settore professionistico e dei lavoratori sportivi subordinati del settore dilettantistico; alla prestazione di disoccupazione DIS-COLL in favore dei lavoratori sportivi del settore dilettantistico titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Fonte: https://www.inps.it

  • NASPI ANTICIPATA: RESTITUZIONE PROPORZIONALE SE LA CHIUSURA DELL'ATTIVITà NON è IMPUTABILE AL PRECETTORE
    on 27 Maggio 2024

    Con sentenza n. 90 del 20 maggio 2024 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 4, del DL n. 22/2015 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), nella parte in cui non limita l’obbligo restitutorio dell’anticipazione della Nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) nella misura corrispondente alla durata del periodo di lavoro subordinato, quando il lavoratore non possa proseguire, per causa sopravvenuta a lui non imputabile, l’attività di impresa per la quale l’anticipazione gli è stata erogata. Il caso esaminato dalla Corte ha riguardato un soggetto a cui era stata concessa l’anticipazione della NASPI per avviare un’attività di ristorazione. L'Inps, successivamente, gli aveva chiesto la restituzione integrale dell'indennità di disoccupazione dopo che lo stesso aveva dovuto chiudere l'attività prima del termine del periodo per il quale la NASpI gli era stata accordata, per cause a lui non imputabili (restrizioni Covid), ed aveva trovato un’occupazione come lavoro subordinato a tempo indeterminato. Fonte: https://www.cortecostituzionale.it

  • SGRAVIO CONTRIBUTIVO PER I CONTRATTI DI SOLIDARIETà: ISTRUZIONI PER LA FRUIZIONE E MODALITà DI RECUPERO
    on 24 Maggio 2024

    In favore dei datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà, è prevista una riduzione contributiva del 35% per ogni lavoratore interessato alla riduzione dell’orario di lavoro, in misura superiore al 20%, per la durata del contratto e, comunque, per un periodo non superiore a 24 mesi nel quinquennio mobile. Con la Circolare n. 66 del 20 maggio l’Inps fornisce le istruzioni per la fruizione della suddetta riduzione contributiva in favore delle aziende che sono state ammesse allo sgravio dei contributi sullo stanziamento relativo al 2022.Per tale anno, sono destinatarie della riduzione contributiva le imprese che al 30 novembre 2022 avevano stipulato un contratto di solidarietà ai sensi del decreto legislativo 148/2015 e quelle che avevano un contratto di solidarietà in corso nel secondo semestre dell’anno precedente. Il beneficio contributivo, si legge nella Circolare, è incompatibile con qualunque altra agevolazione contributiva prevista, a qualsiasi titolo, dall’ordinamento e fruita dall’impresa, mentre è consentito il cumulo solo nel caso dell’esonero denominato “Decontribuzione Sud”. Fonte: https://www.inps.it

  • VA ESTESO ANCHE AL 'CAREGIVER' IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE: IMPORTANTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE
    on 24 Maggio 2024

    Il divieto di discriminazione diretta, previsto dalla Direttiva n. 78/2000/Ce, non deve essere limitato alle sole persone che siano esse stesse disabili. Conseguentemente, ogni volta che un datore di lavoro tratti un lavoratore non disabile in modo sfavorevole rispetto al modo in cui è, è stato o sarebbe trattato un altro lavoratore in una situazione analoga, e sia provato che il trattamento sfavorevole di cui tale lavoratore è vittima sia causato dalla disabilità di un familiare, al quale presta la parte essenziale delle cure di cui quest'ultimo ha bisogno, viola li divieto di discriminazione diretta enunciato al detto art. 2, n. 2, lett. a) della citata Direttiva n. 78/2000/Ce. Così la Corte di Cassazione (Sezione Lavoro - Sentenza n. 13934 del 20 maggio 2024), che ha accolto, con rinvio, il ricorso di una lavoratrice che curava il marito disabile e destinataria dei benefici della L. 104/1992, licenziata per giusta causa, per aver rifiutato un trasferimento lontano da casa. Fonte: https://www.cortedicassazione.it

  • TRATTAMENTO INTEGRATIVO SPECIALE LAVORATORI DEL TURISMO: RIDENOMINATO IL CODICE TRIBUTO
    on 23 Maggio 2024

    L’articolo 1, commi da 21 a 23, della Legge di Bilancio 2024 riconosce ai lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e ai lavoratori del comparto del turismo, inclusi gli stabilimenti termali, per il periodo dal 1° gennaio 2024 al 30 giugno 2024, un trattamento integrativo speciale, in relazione al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi.Il successivo comma 24 dell'articolo 1 della citata legge prevede che il sostituto d'imposta compensi il credito maturato per effetto dell'erogazione del predetto trattamento integrativo speciale. L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 20/E del 20 maggio, ha ridenominato il codice tributo, istituito con precedente risoluzione n. 51/E del 9 agosto 2023, per permettere ai sostituti di imposta di utilizzare in compensazione il credito d'imposta in argomento, tramite modello F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dalla stessa Agenzia Entrate. Questo il codice tributo ridenominato:“1702”, denominato “Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione del trattamento integrativo speciale del lavoro notturno e straordinario effettuato nei giorni festivi - articolo 39-bis del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, e articolo 1, comma 24, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”.  Fonte: https://www.agenziaentrate.gov.it

  • PARITà DI TRATTAMENTO PER LAVORATORI FRONTALIERI E LAVORATORI RESIDENTI: SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA UE
    on 23 Maggio 2024

    Il lavoratore frontaliero deve godere degli stessi vantaggi sociali del lavoratore residente. A questa conclusione è giusta la Corte di Giustizia dell'Unione Europea che, con sentenza del 16 maggio (causa C-27/23), ha chiarito che la normativa di uno Stato membro che prevede che i lavoratori non residenti non possano, a differenza dei lavoratori residenti, percepire un vantaggio sociale per minori collocati in affidamento presso il loro nucleo familiare, di cui essi hanno la custodia e che hanno il domicilio legale nonché la residenza effettiva e continuativa presso di loro, configura una discriminazione indiretta fondata sulla cittadinanza. La circostanza che la decisione di collocamento in affidamento provenga da un’autorità giurisdizionale di uno Stato membro diverso dallo Stato membro ospitante del lavoratore interessato non può incidere su tale conclusione. Allo stesso modo, la questione se il lavoratore frontaliero provvede egli stesso al mantenimento del minore collocato in affidamento presso il suo nucleo familiare non può essere presa in considerazione se tale condizione non è del pari applicata al lavoratore residente presso il quale sia collocato in affidamento un minore. Fonte: https://curia.europa.eu

  • BONUS ZES PER IMPRESE FINO A 10 DIPENDENTI OVER35 DISOCCUPATI DA 24 MESI
    on 22 Maggio 2024

    Tra le misure messe in campo con lo scopo di incrementare l'occupazione il "Decreto Coesione" prevede tre esoneri contributivi per i datori di lavoro che effettuano nuove assunzioni: il bonus giovani, il bonus donne e il bonus ZES. Quest'ultima misura prevede l’esonero, per un periodo massimo di 24 mesi, del 100% dal versamento dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro privato nel limite massimo di 650 euro su base mensile (con esclusione dei premi e contributi INAIL), per ciascun dipendente assunto quale lavoratore subordinato non dirigente, a tempo indeterminato, dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025. L’esonero è garantito esclusivamente ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione del dipendente per il quale è richiesto l’esonero. Inoltre, il dipendente deve: aver compiuto 35 anni di età; essere disoccupato da almeno 24 mesi; essere assunto presso una sede o un’unità produttiva ubicata nella ZES. Nelle slide pubblicate sul sito del Ministero del Lavoro tutte le misure previste dal Decreto Coesione. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • CHIUSURA ANPAL: NUOVI CONTATTI PER CITTADINI, IMPRESE E CPI
    on 22 Maggio 2024

    A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 230 del 22 novembre 2023, l’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (ANPAL) è stata soppressa, e le funzioni dell'Agenzia sono state attribuite al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ne ha assorbito le competenze. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali comunica che tutte le informazioni sulle politiche attive sono consultabili sul portale istituzionale del Dicastero e i servizi di contatto ed help desk, prima gestiti dall'Agenzia, sono attualmente disponibili sull’Urp Online del Ministero, con accesso alle FAQ e al servizio di ticket. Tutti gli utenti (cittadini, imprese e Cpi) possono inoltrare le loro richieste di assistenza tramite il form disponibile alla sezione "Chiedi supporto" dell'Urp Online. Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • INAIL: AGGIORNAMENTO DIARIE PER ACCERTAMENTI MEDICO-LEGALI ASSICURATI INVIATI FUORI RESIDENZA
    on 21 Maggio 2024

    Con Circolare n. 11 del 13 maggio l'inali comunica di aver provveduto all'aggiornamento, per il 2024, delle diarie riconosciute agli assicurati invitati fuori residenza presso gli Uffici dell'Istituto per accertamenti medico-legali, amministrativi o per finalità terapeutiche, sulla base dell'indice di variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati tra la media annua del 2023 e la media annua del 2022 (5,4%). Gli importi risultanti dall’aggiornamento sono così fissati: euro 8,91 per assenza della durata di quattro ore e che obblighi aconsumare un pasto fuori residenza (importo precedente, euro 8,45); euro 17,85 per assenza di una intera giornata senza pernottamento(importo precedente, euro 16,94); euro 34,82 per assenza di una intera giornata con pernottamento(importo precedente, euro 33,04). L'aggiornamento decorre dal 1° giugno 2024. Fonte: https://www.inail.it

  • FONDO SOSTEGNO FAMIGLIE DI VITTIME DI GRAVI INFORTUNI SUL LAVORO: DEFINITI GLI IMPORTI 2024
    on 21 Maggio 2024

    Con Decreto n. 62 del 12 aprile il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha definito, per l'esercizio finanziario 2024, l'importo delle prestazioni del Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro, per gli eventi verificatesi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024, in relazione alle risorse disponibili e alla numerosità degli aventi diritto per ciascun evento. Gli importi delle prestazioni 2024, riportati nella seguente tabella, sono determinati secondo le seguenti tipologie distinte per numerosità del nucleo familiare: Tipologia N. superstiti Importo per nucleo superstiti (euro) A 1 10.265,35 B 2 16.449,29 C 3 22.633,23 D più di 3 28.817,17 Fonte: https://www.lavoro.gov.it

  • ENTI FILANTROPICI: DOCUMENTO DI ANALISI SUGLI SCHEMI DI BILANCIO
    on 21 Maggio 2024

    Il Consiglio nazionale dei commercialisti, in collaborazione con l'Associazione Italiana Fondazioni e Enti Filantropici (Assifero), ha pubblicato il “Documento di ricerca in materia di Schemi di bilancio per gli Enti del Terzo Settore – Peculiarità degli Enti Filantropici”. Il Codice del Terzo settore, infatti, ha riconosciuto formalmente la figura degli enti filantropici quali “enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione riconosciuta o di fondazione al fine di erogare denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale”. Gli enti filantropici iscritti nel RUNTS, destinando risorse sul territorio per lo svolgimento di attività di interesse per le comunità di riferimento, hanno un peso rilevante all’interno del Terzo settore. Le risorse necessarie allo svolgimento della propria attività originano principalmente da contributi pubblici e privati, erogazioni liberali e lasciti testamentari, rendite finanziarie e patrimoniali.Le tipicità di questi enti, si legge nel Comunicato stampa congiunto, comportano anche modelli gestionali particolari e la necessità di prevedere nell’ambito della rendicontazione finanziaria, specifiche accortezze espositive e informative, per raggiungere un livello di trasparenza sempre più alto. Il Consiglio Nazionale e Assifero hanno quindi formulato alcune proposte di integrazione tecniche delle norme vigenti per la redazione del bilancio d’esercizio, con lo scopo, da un lato di supportare già oggi gli operatori del settore, dall'altro di fornire al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e all’Organismo Italiano di Contabilità motivi di riflessione da sviluppare in sede di aggiornamento delle disposizioni contabili. Fonte: https://commercialisti.it

  • LICENZIAMENTO PER CONDOTTE EXTRA LAVORATIVE COSTITUENTI REATO
    on 20 Maggio 2024

    "Condotte costituenti reato possono - anche a prescindere da apposita previsione contrattuale in tal senso - integrare giusta causa di licenziamento sebbene realizzate prima dell'instaurarsi del rapporto di lavoro, purché siano state giudicate con sentenza di condanna irrevocabile intervenuta a rapporto ormai in atto e si rivelino - attraverso una verifica giurisdizionale da effettuarsi sia in astratto sia in concreto - incompatibili con il permanere di quel vincolo fiduciario che lo caratterizza".Il principio di diritto è stato pronunciato dalla Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, nell'Ordinanza n. 4458 pubblicata il 20 febbraio 2024. Fonte: https://www.cortedicassazione.it

  • IL DL 'AGRICOLTURA' IN GAZZETTA UFFICIALE
    on 20 Maggio 2024

    E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 15 maggio il Decreto Legge con disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale (c.d. Decreto Agricoltura). Il testo si compone di 16 articoli, suddivisi in cinque Capi: Capo I: interventi a tutela delle imprese del settore agroalimentare e della pesca e per la trasparenza dei mercati; Capo II: misure urgenti per il contrasto della diffusione della peste suina africana (PSA), della brucellosi bovina, bufalina, ovina e caprina e della tubercolosi bovina e bufalina, nonché per il contenimento del granchio blu; Capo III: misure urgenti per il rafforzamento dei controlli nel settore agroalimentare; Capo IV: norme in materia faunistica e venatoria nonché misure in materia di utilizzo della risorsa idrica e di rafforzamento delle politiche del mare; Capo V: misure urgenti per le imprese di interesse strategico nazionale. Fonte: https://www.gazzettaufficiale.it

  • BANDO ISI 2023: PUBBLICATE LE REGOLE TECNICHE PER L'ACCESSO ALLO SPORTELLO INFORMATICO
    on 20 Maggio 2024

    L'Inail ha pubblicato le regole tecniche per l'accesso allo sportello informativo relativo al Bando Isi 2023, che descrivono il funzionamento dello sportello informatico e le modalità di comportamento dell’utente, con particolare attenzione alla fase di invio della domanda online.L’art. 14 dell’Avviso pubblico ISI 2023 prevede, infatti, che la domanda di ammissione al contributo debba essere inviata attenendosi alle regole tecniche di funzionamento dello sportello informatico. Le istruzioni fanno riferimento al periodo successivo alla registrazione della domanda, la cui scadenza è prevista per le ore 18.00 del 30 maggio 2024. Fonte: https://www.inail.it

  • PROROGA MOBILITà IN DEROGA PER LAVORATORI AREE DI CRISI COMPLESSE REGIONE SICILIA
    on 17 Maggio 2024

    L’articolo 3, comma 2-bis, del Dl n. 4/2024, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 2024, n. 28, ha previsto la proroga, fino al 31 dicembre 2024, dell'indennità pari al trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa ubicate in Sicilia, di cui all’articolo 1, comma 251-bis, della legge n. 145/2018. Lo ricorda l'Inps nel Messaggio n. 1850 del 14 maggio, dove precisa che ai fini della copertura degli oneri derivanti dalla proroga del trattamento di mobilità in deroga per l’anno corrente, il comma 2-ter del citato articolo 3 del decreto-legge n. 4/2024 ha previsto uno stanziamento pari a 973.400 euro per l'anno 2024, a valere sul Fondo per il finanziamento di esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. L’indennità in oggetto, già oggetto di diverse proroghe, è concessa dalla Regione siciliana in continuità e previa verifica della disponibilità finanziaria da parte dell'Istituto.Tutte le istruzioni operative relative alla gestione della misura l'Inps rinvia a propria Circolare n. 51 del 26 marzo 2021. Fonte: https://www.inps.it

  • RIVALUTATI GLI IMPORTI MENSILI DEGLI ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE
    on 17 Maggio 2024

    Con Circolare n. 65 del 15 maggio l'Inps comunica che, a seguito della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi, calcolata dall’Istat tra l’anno 2023 e l’anno 2022, pari a + 5,4%, sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli Assegni per il nucleo familiare, in vigore per il periodo dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025. Allegate alla Circolare i nuovi livelli reddituali, con i corrispondenti importi mensili della prestazione da applicare, dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025, alle diverse tipologie di nuclei familiari.Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione. Fonte: https://www.inps.it

  • L’importo del Diritto camerale 2024
    on 30 Maggio 2024

    <br>Il D.L. n. 90/2014 (“Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”) aveva previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria. In particolare l’importo del diritto annuale, rispetto all’anno 2014, è stato ridotto del 50%, a decorrere dall’anno 2017. Le misure del diritto annuale per l’anno 2024 sono state indicate nella nota n. 383421 del 20-12-2023 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (pdf) che ha confermato la riduzione percentuale del 50% dell’importo del diritto camerale, come determinato per l’anno 2014, stabilita a decorrere dall’anno 2017 dall’art. 28, c. 1 del D.L. 24 giugno 2014 n. 90, convertito con modificazioni nella legge 11 agosto 2014, n. 114. Il decreto MIMIT del 23 febbraio 2023 ha autorizzato per gli anni 2023, 2024 e 2025 l’incremento della misura del diritto annuale del 20% (comma 10 articolo 18 legge 29.12.1993 n. 580, come modificato dal D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 219) per il finanziamento dei progetti indicati nelle deliberazioni dei Consigli camerali elencate nell’allegato “A” del medesimo decreto (CCIAA delle Marche – Delibera di Consiglio n. 15 del 25 ottobre 2022). Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2024, salvo le nuove iscrizioni in corso d’anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 1° luglio 2024 (il 30 giugno cade di domenica). È inoltre disponibile sul sito internet dedicato la possibilità di: – consultare la normativa di riferimento sul diritto annuale; – calcolare l’importo da versare, ricevendo le informazioni al proprio indirizzo di posta elettronica certificata; – effettuare il pagamento del dovuto attraverso la piattaforma Pago PA, in alternativa al modello F24. Sono tenuti al pagamento del diritto annuale: le imprese individuali; le società semplici; le società commerciali; le cooperative e le società di mutuo soccorso; i consorzi e le società consortili; gli enti pubblici economici; le aziende speciali ed i consorzi tra enti territoriali; i GEIE (Gruppi economici di interesse europeo); società tra avvocati D.Lgs. 96/2001 iscritte o annotate nel Registro Imprese al 1º gennaio di ogni anno, ovvero iscritte o annotate nel corso dell’anno anche solo per una frazione di esso. Le imprese devono inoltre pagare un diritto annuale per ognuna delle unità locali o sedi secondarie iscritte nel Registro Imprese. A partire dal 2011 sono tenuti al pagamento del diritto annuale anche i soggetti già iscritti al R.E.A. o che richiedono l’iscrizione nel corso dell’anno. Le misure fisse del diritto annuale dovuto dalle imprese e dagli altri soggetti obbligati dal 1º gennaio 2024, già ridotte del 50%, sono le seguenti (le misure indicate del tributo non tengono conto delle maggiorazioni fino al 20% applicabili dalle singole Camere di Commercio):   Sede Unità Imprese che pagano in misura fissa     Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli) €44,00 €8,80   Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria €100,00 €20,00 Imprese che in via transitoria pagano in misura fissa     Società semplici non agricole €100,00 €20,00   Società semplici agricole €50,00 €10,00   Società tra avvocati previste dal D.lgs. N. 96/2001 €100,00 €20,00   Soggetti iscritti al REA €15,00   Imprese con sede principale all’estero     Per ciascuna unità locale/sede secondaria €55,00     Le società e gli altri soggetti collettivi risultanti come iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese, al 1º gennaio, devono calcolare il diritto in base al fatturato conseguito nell’esercizio precedente (sulla base di quanto indicato nel modello IRAP), sommando gli importi dovuti per ciascuno scaglione, secondo la tabella sotto riportata:  SCAGLIONI DI FATTURATO ALIQUOTE da euro a euro   0,00 100.000,00 200,00 (importo fisso) oltre 100.000,00 250.000,00 0,015% oltre 250.000,00 500.000,00 0,013% oltre 500.000,00 1.000.000,00 0,010% oltre 1.000.000,00 10.000.000,00 0,009% oltre 10.000.000,00 35.000.000,00 0,005% oltre 35.000.000,00 50.000.000,00 0,003% oltre 50.000.000,00   0,001% (fino a un massimo di € 40.000,00)   Unità 20% del diritto dovuto per la sede fino ad un massimo di € 200,00 Tutte le imprese che determinano il diritto annuale sulla base del fatturato devono calcolare il diritto sommando gli importi dovuti per ciascun scaglione di fatturato con arrotondamento matematico al 5º decimale. Si rammenta che la misura fissa prevista per la prima fascia di fatturato è soggetta alla riduzione complessiva del 50%, con la conseguenza che per le imprese che fatturano fino a 100.000,00 euro, l’importo del diritto annuale da versare è pari a €100,00.

  • Assumere 'a chiamata' nei pubblici esercizi e negli impianti sportivi
    on 16 Maggio 2024

    <br>Con l’arrivo della stagione estiva i datori di lavoro che operano nella ristorazione e nel turismo, ma anche quelli che gestiscono impianti sportivi, devono fronteggiare l’aumento del volume della clientela attraverso l’assunzione di personale. Il contratto più utilizzato è quello di natura intermittente (storicamente detto “a chiamata”). Questo contratto risulta flessibile e versatile perché permette di pagare esclusivamente le ore di lavoro effettuate, mantenendo però tutte le caratteristiche di regolarità di un rapporto di lavoro subordinato. Le ipotesi in cui è ammesso ricorrere al lavoro intermittente sono: Per necessità individuate nei contratti collettivi, compresi quelli aziendali, e con la possibilità di prestare servizio in periodi prestabiliti settimanali, mensili o annuali; In mancanza di un contratto collettivo, è possibile stipulare contratti di lavoro intermittente facendo riferimento alle attività elencate nella tabella allegata al regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657 (tra cui rientrano i camerieri e il personale di servizio e cucina negli alberghi, trattorie ed esercizi pubblici in generale); In tutti i casi, con soggetti di età inferiore ai 24 anni, a patto che le prestazioni lavorative siano completate entro il 25° anno, e con soggetti di età superiore ai 55 anni. Di conseguenza, in mancanza di specifiche indicazioni nel CCNL oppure in mancanza di un contratto aziendale, i datori di lavoro che operano nei pubblici esercizi, alberghi, ristoranti ed osterie potranno sempre fare ricorso al lavoro intermittente per l’assunzione di camerieri o personale di servizio. I datori di lavoro degli impianti sportivi dovranno invece rispettare i limiti previsti per tutti gli altri settori. Inoltre, il limite massimo di giornate lavorative nel triennio è di 400. Questo limite non opera per datori di lavoro dei pubblici esercizi, ristorazione e turismo perché espressamente escluso dalla normativa, mentre per gli impianti sportivi bisognerà fare attenzione a non superarlo. Infine è bene ricordare alcune regole comuni a tutti i datori di lavoro che fanno ricorso a questo tipo di contratto: Il contratto può essere stipulato sia a tempo determinato, che a tempo indeterminato. Il lavoratore non è obbligato a rispondere alla chiamata, salvo che non sia prevista un'indennità specifica (chiamata indennità di disponibilità). Il datore di lavoro è obbligato ad effettuare la chiamata al ministero del lavoro prima dell’inizio della prestazione lavorativa, comunicando il giorno o i giorni in cui questa avverrà. l ricorso al lavoro intermittente è vietato: per sostituire lavoratori in sciopero; presso unità produttive in cui si è proceduto, nei sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce tale contratto; presso unità produttive nelle quali sono in corso una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario per cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto intermittente; ai datori che non hanno effettuato la valutazione dei rischi in applicazione delle norme di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Ma quanto costa un lavoratore a chiamata? Partiamo con il chiarire che la retribuzione oraria di un lavoratore intermittente è pari a quella di un lavoratore assunto con un contratto non intermittente (a parità di livello e mansioni).  Rispetto a quest’ultimo però, vi sono due particolarità: il lavoratore intermittente viene pagato solo per le ore di lavoro effettivamente svolte. in busta paga gli verranno liquidati anche i ratei (rapportati alle ore di lavoro) relativi a ferie, permessi e mensilità supplementari. Quindi ad un lavoratore intermittente apparentemente viene pagata una retribuzione più alta (in proporzione alle ore), però questo non deve trarre in inganno il datore di lavoro, perché lui non sosterrà un costo maggiore ma semplicemente anticiperà i ratei che avrebbe dovuto comunque accantonare e liquidare al lavoratore. Un’eccezione è fatta per le qualifiche di Hostess e Steward di impianto sportivo e relativi coordinatori, per i quali le ore di lavoro intermittente devono essere maggiorate del 20% ai sensi dell’art. 21 del CCNL lavoratori dello Sport Il lavoro intermittente è quindi molto vantaggioso per le aziende ma la gestione corretta è anche una questione delicata che deve passare dalla predisposizione di un contratto di assunzione completo e preciso, alla gestione delle chiamate e all’elaborazione della busta paga.  Un consulente del lavoro può aiutare a gestire tutti gli aspetti di questo contratto.

  • Contanti ed entrata od uscita dal territorio nazionale
    on 14 Maggio 2024

    <br>Circolare 12/2024 dell’Agenzia delle Dogane.    L'introduzione del limiteCon D.lgs. 19.11.2008 n. 195 pubblicato sulla G.U. 13.12.2008 n. 191 e con effetto dal 1° gennaio 2009, sono state poste limitazioni al trasferimento da e verso l'estero - inclusi i paesi appartenenti alla Comunità Europea - di contanti (inclusi strumenti negoziabili al portatore, traveller's cheques - assegni firmati ma privi del nome del beneficiario) per somme superiori ai 9.999,99 euro. Le disposizioni non si applicano ai trasferimenti di vaglia postali o cambiari, assegni postali - bancari o circolari che rechino l'indicazione del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. L'introduzione di tale norma è finalizzata a contrastare il trasferimento di proventi da attività illecite e a coordinare la normativa del D.lgs. 231/2007 relativa al contrasto al riciclaggio di denaro ed al finanziamento del terrorismo, monitorando con lo scambio di informazioni con gli altri paesi, il trasferimento transfrontaliero di denaro contante. Sintesi della norma e degli adempimentidal 1° gennaio 2009 e tuttora in vigore chi intende trasferire all'estero o trasferire dall'estero in Italia denaro contante di importo pari o superiore ai 10.000 euro (o corrispondente a tale valore se in valuta diversa) deve dichiarare preventivamente la somma all' Agenzia delle Dogane la dichiarazione – resa con il modello di cui al link che segue -  va trasmessa telematicamente all' Agenzia delle Dogane prima dell'attraversamento della frontiera ed il dichiarante deve avere con sé copia della dichiarazione e il numero di registrazione attribuito dal sistema telematico doganale    o p p u r e consegnata in forma scritta, al momento del passaggio, presso gli uffici doganali di confine o limitrofi, che ne rilasciano copia con attestazione di ricevuta da parte dell'ufficio ed il dichiarante deve recare con sé tale copia. Per i trasferimenti di contante superiore alla soglia di cui sopra, effettuati a mezzo posta o con plico postale la dichiarazione viene consegnata alle Poste od ai fornitori del servizio postale all'atto della spedizione, questi ultimi rilasciano ricevuta e provvedono a trasmettere la dichiarazione in via telematica all' Agenzia delle Dogane entro sette giorni. Le novità della Circolare n. 12/2024 Preliminarmente il modello con il quale dichiarare il trasferimento sopra la soglia dei 9.999,99 euro  è stato “unificato” prevedendo che abbia validità sia per i trasferimenti intra UE che per quelli Extra UE, nel modello (vedi quadro 5 D  e 5B) va indicata la provenienza economica e l’uso previsto del contante, il proprietario ed il destinatario.  Precisa la circolare che nella nozione di valuta sono da comprendersi le banconote e monete, mentre gli strumenti negoziabili al portatore sono rappresentati dagli assegni turistici (traveller’s cheque)  e assegni e vaglia cambiari o ordini di pagamento emessi al portatore  privi del nome del beneficiario; nella circolare il pragrafo 1 include nella nozione di denaro contante anche le carte prepagate, quelle non nominative, che però rimangono escluse dall’obbligo di dichiarazione.  Sono compresi invece i beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore (ovvero le monete con un tenore in oro dil almeno il 90% ed i lingotti sotto forma di barre, pepite o aggregati con un tenore in oro di almeno il 99,5%)  che vanno separatamente indicati nel modulo di dichiarazione nel punto 4 – dettaglio.  Il paragrafo 4 della circolare tratta del trasferimento del contante per sé stessi e per conto di accompagnatori: nel caso di rinvenimento sul passeggero, nel suo bagaglio o nel suo mezzo di trasporto  di denaro contante il funzionario procede all’accertamento della violazione a prescindere dalla titolarità/riferibilità di una parte delle somme a soggetti accompagnatori, in quanto il soggetto all’obbligo dichiarativo è sempre il “portatore”; in questo senso appare opportuno che tra due viaggiatori venga suddiviso opportunamente ed inserito il denaro contante, ad esempio, nel bagaglio di ciascuno, essendo così in presenza di due “portatori”.  Il paragrafo 5 della circolare tratta dei soggetti minorenni, nel cui caso l’obbligo dichiarativo ricade sul rappresentante legale. Nel caso in cui un portatore maggiorenne che reca con sé una somma pai o superiore a 10 mila euro affermando che una parte è riferibile ad un soggetto minore da egli accompagnato, deve compilare la dichiarazione indicando nelle caselle del modulo la somma e gli elementi identificativi del minore. Si consiglia inoltre, di consultare la Carta del Viaggiatore (predisposta dall’ ADM) che tratta anche il presente argomento.  Testo della Circolare  12/2024  Modello di dichiarazione 

  • Titolare effettivo: la conferma con il bilancio?
    on 8 Maggio 2024

    <br>La prima comunicazione del titolare effettivo al Registro Imprese (quella che scadeva il 11 dicembre 2023, poi sospesa dal TAR del Lazio) non è l’unico adempimento da assolvere in materia, poiché, come peraltro indicato a pagina 9 del Manuale Unioncamere sul titolare effettivo, occorre annualmente procedere alla conferma dei dati, entro 12 mesi dalla prima comunicazione o dall’ultima conferma, così come indicato nel comma 3 dell’articolo 3 del Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 55 dell’11 marzo 2022 pubblicato sulla G.U. 121 del 25 maggio 2022 che testualmente recita 3. I soggetti di cui ai commi 1 e 2 comunicano eventuali variazioni dei dati e delle informazioni relativi alla titolarita' effettiva entro trenta giorni dal compimento dell'atto che da' luogo a variazione. Gli stessi soggetti comunicano annualmente la conferma dei dati e delle informazioni, entro dodici mesi dalla data della prima comunicazione o dall'ultima comunicazione della loro variazione o dall'ultima conferma. Le imprese dotate di personalita' giuridica possono effettuare la conferma contestualmente al deposito del bilancio. Delle avvenute comunicazioni e' rilasciata contestuale ricevuta. Ora nel manuale operativo per il deposito dei bilanci al Registro delle Imprese – campagna bilanci 2024 predisposto da Unioncamere – versione del 18 marzo 2024 – salvo che mi sia sfuggito – nessun riferimento viene fatto alla conferma del titolare effettivo: me ne sono chiesto il perché e sono giunto alla seguente conclusione. La comunicazione del titolare effettivo, così come le variazioni, comportano il fatto che la “distinta” debba essere firmata digitalmente da un amministratore (il manuale operativo di Unioncamere relativo al titolare effettivo indica espressamente che “non sono ammesse deleghe o incarichi a terzi per la sottoscrizione digitale del modello”) mentre la domanda di deposito del bilancio può essere firmata digitalmente o da un amministratore della società o come avviene nella maggioranza dei casi da parte di un professionista incaricato; in merito alla conferma del titolare effettivo questa potrebbe a mio avviso avvenire solo se il bilancio venga depositato da un amministratore con firma digitale dell’amministratore medesimo. Per ovviare a tale limitazione potrebbe essere inserita una doppia funzionalità, cioè nel deposito del bilancio vi sarebbe un allegato (quello della conferma del titolare effettivo) che dovrebbe essere unicamente sottoscritto da un amministratore. A questo punto sembra più che logico creare uno “scadenziario” delle pratiche del titolare effettivo ed eseguire la conferma entro i dodici mesi dalla prima comunicazione, nel caso non siano intervenute nel frattempo variazioni. Quanto sopra ha validità unicamente per le imprese dotate di personalità giuridica, mentre i trust e le persone giuridiche private (ai sensi D.P.R. 361/2000 e gli E.T.S. con personalità giuridica ai sensi art. 22 del D.lgs. 117/2017 pur facendo riferimento il Decreto M.E.F. 55/2022 all’art. 1 lettera h alle persone giuridiche private che acquistano personalità giuridica solo ai sensi del D.P.R. 361/2000) dovranno tenere conto della scadenza entro i dodici mesi dalla prima comunicazione o dalla comunicazione di variazione. Per gli ETS che erano in precedenza già in possesso di personalità giuridica ai sensi del D.P.R. 361/2000 e che hanno ora richiesto il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi dell’articolo 22 del D.lgs. 117/2017 personalmente ritengo non si debba procedere ad alcuna variazione, mentre per gli ETS che non erano in possesso di personalità giuridica ed ora la richiedono ai soli sensi del predetto articolo 22, non avendo in precedenza inoltrato alcuna pratica relativa al titolare effettivo, il riconoscimento ora della personalità giuridica obbliga alla comunicazione entro trenta giorni dal predetto riconoscimento. Manuale Unioncamere – paragrafo 1.3.3. Comunicazioni periodiche Indipendentemente dalla circostanza che intervengano variazioni della titolarità effettiva, è prevista una comunicazione periodica annuale. Lo stabilisce l’art. 3 comma 3 del Decreto (55/2022): “Gli stessi soggetti comunicano annualmente la conferma dei dati e delle informazioni, entro dodici mesi dalla data della prima comunicazione o dall'ultima comunicazione della loro variazione o dall'ultima conferma. Le imprese dotate di personalità giuridica possono effettuare la conferma contestualmente al deposito del bilancio”. Quindi le società già ricordate, le persone giuridiche private, i trust e gli istituti giuridici affini devono periodicamente comunicare la loro titolarità effettiva anche se nulla sia cambiato rispetto all’ultima comunicazione presentata. L’adempimento deve essere effettuato entro 12 mesi dall’ultima comunicazione di variazione o dall’ultima conferma

  • Nuove indicazioni dell’Agenzia sul decreto 'Adempimenti'
    on 6 Maggio 2024

    <br>Dopo la pubblicazione della  Circolare n. 8/E dell’11 aprile 2024 con i chiarimenti in tema di dichiarazioni fiscali, l’Agenzia Entrate ha fornito ulteriori delucidazioni sul pacchetto di norme finalizzate alla semplificazione e razionalizzazione del sistema tributario, introdotte dal Decreto Adempimenti (Dlgs n. 1/2024). La circolare n. 9/E del 2 maggio 2024,  si focalizza sulle misure connesse al pagamento dei tributi, alle comunicazioni obbligatorie, ai servizi digitali e agli strumenti elettronici di pagamento, nonché sui periodi di invio delle comunicazioni e degli inviti da parte dell’Amministrazione finanziaria. Semplificazioni relative ai pagamentiIn primis, sono stabiliti nuovi termini per il pagamento “a rate” delle somme dovute a titolo di saldo e di primo acconto delle imposte e dei contributi risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate dai titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall’Inps. L’articolo 8 del decreto Adempimenti prevede, in particolare: il differimento, dal 30 novembre al 16 dicembre, del termine ultimo entro il quale perfezionare la rateizzazione dei versamenti dovuti a titolo di saldo e di primo acconto l’individuazione di un’unica data di scadenza, corrispondente al giorno 16 di ogni mese, entro la quale effettuare il pagamento delle rate mensili successive alla prima. In parallelo, viene data la possibilità ai titolari di partita Iva di ridurre il numero di versamenti periodici di importo ridotto. L’articolo 9, infatti, fissa per l’Iva periodica e per le ritenute sui redditi di lavoro autonomo una soglia di versamenti minimi pari a 100 euro. Fermo restando le ordinarie scadenze di versamento, pertanto, se l’importo del periodo non supera 100 euro, questo può essere versato congiuntamente a quello relativo al periodo successivo, ma non oltre il 16 dicembre dell’anno stesso. Le novità riguardano tuttavia anche le modalità con cui vengono effettuati i pagamenti. Pur demandando l’attuazione a specifici provvedimenti del direttore dell’Agenzia Entrate, infatti, il decreto Adempimenti prevede: per i versamenti che siano ricorrenti, rateizzati e predeterminati, la possibilità di disporre in via preventiva, su un conto di pagamento aperto presso un intermediario della riscossione convenzionato con l’Agenzia Entrate, l’addebito di somme dovute per scadenze future (articolo 17) l’estensione, anche progressiva, dell’utilizzo della piattaforma “PagoPA” in relazione alle somme che possono essere pagate con modello F24 (articolo 18). Razionalizzazione delle comunicazioni obbligatoriePer il depositario delle scritture contabili è introdotta la possibilità, in caso di inerzia del cliente, di comunicare all’Agenzia Entrate il recesso dal proprio incarico (articolo 4). L’obiettivo della disposizione è evitare che, in caso di controlli in loco, gli organi verificatori si rechino presso un depositario in sostanza ormai cessato. Al contempo si fornisce all’ex-depositario la possibilità di liberarsi, anche nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, dall’obbligo di tenuta e conservazione delle scritture del contribuente. Trascorsi 60 giorni dall’avvenuta cessazione dell’incarico senza che il contribuente abbia provveduto ad effettuare la comunicazione, pertanto, sarà l’ex-depositario che, previa comunicazione allo stesso contribuente dell’intenzione di avvalersi di tale facoltà, provvederà ad effettuare la comunicazione secondo le modalità e tempistiche stabilite dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 17 aprile 2024. Chi è tenuto all’invio al Sistema tessera sanitaria dei dati relativi alle spese sanitarie, inoltre, lo fa “a regime” con cadenza semestrale(articolo 12). Le scadenze di trasmissione, stabilite da ultimo con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 8 febbraio 2024, sono: il 30 settembre di ciascun anno, per le spese sanitarie sostenute nel primo semestre dell’anno stesso il 31 gennaio di ciascun anno, per le spese sanitarie sostenute nel secondo semestre dell’anno precedente. Tale adempimento, per effetto di quanto previsto dall’articolo 4-quinquies del decreto Anticipi, può venir meno per i commercianti al minuto di farmaci che memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente i dati relativi ai corrispettivi giornalieri. Rafforzamento dei servizi digitaliGli incentivi al miglioramento, da parte dell’Agenzia, e all’utilizzo, da parte del contribuente, dei servizi digitali e delle soluzioni softwaremessi a disposizione, passano attraverso: l’introduzione di un modello unico di delega, valido sia per l’Agenzia Entrate sia per l’Agenzia Entrate-Riscossione, con il quale il contribuente potrà, con un’unica operazione, individuare puntualmente e consapevolmente i servizi per i quali intende conferire la delega all’intermediario (articolo 21) il potenziamento dei canali di assistenza a distanza, l’implementazione della registrazione delle scritture private e dell’ottenimento di certificati rilasciati dall’Agenzia, il rafforzamento delle modalità di confronto “a distanza” tra contribuente e uffici dell’Agenzia delle entrate, nonché lo scambio della documentazione relativa all’attività di controllo e accertamento (articolo 22) la messa a disposizione dei contribuenti, all’interno della propria area riservata del sito internetdell’Agenzia Entrate, di servizi digitali per la consultazione e l’acquisizione di tutti gli atti e le comunicazioni gestiti dall’Agenzia Etrate che li riguardano (articolo 23) l’implementazione di soluzioni software che possano essere installate su un qualsiasi dispositivo, come quelli più evoluti di pagamento elettronico denominati “SmartPOS”, che siano in grado di consentire la piena integrazione e interazione del processo di registrazione dei corrispettivi con il processo di pagamento elettronico (articolo 24). Si tratta di misure che necessitano tutte di essere attuate mediante l’emanazione di appositi provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate, sentito il parere, laddove necessario, del Garante per la protezione dei dati personali. Sospensione dell’invio di comunicazioni e invitiPer effetto di quanto previsto all’articolo 10, l’Agenzia Entrate, salvo casi di indifferibilità e urgenza, non può inviare comunicazioni e inviti al contribuente nei due seguenti periodi dell’anno: 1° agosto – 31 agosto 1° dicembre – 31 dicembre. Tra gli atti interessati dalla disposizione vi rientrano le comunicazioni concernenti gli esiti dei controlli automatizzati e dei controlli formali delle dichiarazioni, gli esiti della liquidazione delle imposte dovute sui redditi assoggettati a tassazione separata, nonché le lettere di invito per l’adempimento spontaneo. La previsione non fa venir meno la sospensione, già prevista ex lege nel periodo 1° agosto – 4 settembre, in relazione al pagamento delle somme dovute in esito alla stessa tipologia di atti, nonché in relazione alla trasmissione di documenti e informazioni richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle entrate o da altri enti impositori.

  • ANTIRICICLAGGIO: manuale operativo Unioncamere per la richiesta di accreditamento al Registro dei titolari effettivi
    on 3 Maggio 2024

    <br>Unioncamere ha pubblicato il manuale operativo per la richiesta di accreditamento al registro dei titolari effettivi da parte  dei soggetti obbligati all’adeguata verifica, accesso che si reputa necessario in quanto il comma  5 del D.M.55  prevede l’obbligo di segnalare eventuali difformità tra le risultanze del registro e le informazioni  acquisite dal professionista nel corso delle operazioni di adeguata verifica.  L’accesso al Registro è al momento consentito  alle Autorità (art. 5 del D.M.55/2022) – l’accesso al Registro avviene tramite stipula di apposita convenzione con Unioncamere -  ai soggetti obbligati  (art. 6 del D.M. 55/2022) – l’accesso è subordinato, appunto, ad una preliminare procedura di accreditamento -  ai soggetti legittimati ad un interesse giuridico rilevante per curare o difendere un interesse corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata -  Tra i soggetti obbligati – articolo 3 del D.lgs. 231/2007  comma 4 e punto 2.4 del manuale – rientrano i soggetti iscritti negli Albi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e nell’Albo dei Consulenti del Lavoro, i Notai e gli Avvocati (per l’assistenza per talune operazioni) che possono utilizzare le risultanze del registro ai fini dell’adeguata verifica della clientela. La richiesta di accreditamento va inviata alla Camera di Commercio competente in base alla sede legale del Soggetto Obbligato (SO) se persona giuridica od ente, dalla sede del SO se imprenditore persona fisica, del domicilio professionale del SO se professionista persona fisica.  La domanda di accreditamento – soggetta ad imposta di bollo di 16,00 euro (gli estremi identificativi della marca da bollo e la data vanno indicati in sede di compilazione della domanda)  viene compilata e presentata tramite accesso al sito e la domanda di accreditamento deve contenere: a) l'appartenenza del richiedente ad una o più delle categorie tra quelle previste dall'articolo 3 del decreto antiriciclaggio;  b) i propri dati identificativi, compreso l'indirizzo di posta elettronica certificata, e quelli del rappresentante legale nel caso di persona giuridica;  c) l'indicazione dell'autorità di vigilanza competente di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto antiriciclaggio o dell'organismo di autoregolamentazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera aa) del medesimo decreto e, se del caso, delle amministrazioni e degli organismi interessati di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), del decreto antiriciclaggio;  d) la finalità dell'utilizzo dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva a supporto degli adempimenti di adeguata verifica della clientela. La domanda di accreditamento (così come anche, le comunicazioni di conferma, modifica o cessazione di status di obbligato, l'indicazione di delegati all’accesso, le segnalazioni di difformità) sono rese mediante apposita autodichiarazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. 445/2000 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), l’art. 46 riguarda le dichiarazioni sostitutive di certificazioni mentre l’art. 47 riguarda le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, rammentando che l’articolo 76 del T.U. in materia di documentazione amministrativa, all’articolo 76 prevede espressamente che Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. La sanzione ordinariamente prevista dal codice penale è aumentata da un terzo alla metà.”. Una volta generata dal portale dedicato l’autodichiarazione, questa viene inviata via pec dal portale in modo che il SO abbia piena consapevolezza di quanto si accinge a dichiarare. In pratica ed in sintesi, per registrarsi collegarsi al sito ed entrare con CIE oppure SPID oppure CNS.  Nel caso di persona fisica la procedura richiede i dati anagrafici, la PEC, la categoria di appartenenza (commercialisti ed esperti contabili), l’Autorità di Vigilanza o Organismo di Autoregolamentazione (la procedura propone Consiglio Nazionale Commercialisti e degli Esperti Contabili), mentre il  campo “Amministrazioni e organismi interessati” non va compilato; inserire l’eventuale delega a terzi per consultazione (ipotesi delega a collaboratori di studio); inserire gli estremi identificativi della marca da  bollo e la data della medesima. A questo punto la procedura avvisa che all’indirizzo PEC indicato nella domanda viene inviata una comunicazione che riporta tutti i dati inseriti nella domanda (indirizzata nel mio caso alla Camera di Commercio di Cuneo); nella PEC ricevuta  è riportato il campo “invia la richiesta” e la richiesta dovrà essere inviata entro 72 ore, previa verifica dei dati.  Dopo aver inviato la richiesta si apre nuovamente la procedura del titolare effettivo che riporta il seguente messaggio “La richiesta è stata inoltrata – Riceverai l’esito via mail”.

  • GRUPPO IVA: nessuna riduzione dei termini di accertamento
    on 2 Maggio 2024

    <br>L’articolo 3 - Incentivi per la tracciabilita' dei pagamenti - del DLgs. n. 127 del 05 agosto 2015, stabilisce che: “Il termine di decadenza di cui all'articolo 57, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e il termine di decadenza di cui all'articolo 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono ridotti di due anni. La riduzione si applica solo per i soggetti passivi di cui all'articolo 1 che garantiscono, nei modi stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, la tracciabilita' dei pagamenti ricevuti ed effettuati relativi ad operazioni di ammontare superiore a euro 500. [...]”. A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’Istanza di interpello n. 69 pubblicata in data 12 marzo 2024, specifica che la riduzione dei termini di accertamento, riconosciuta ai soggetti che “tracciano” tutti gli incassi e i pagamenti superiori all’importo di cinquecento euro, non si applica ai Gruppi IVA (costituiti ai sensi degli artt. 70-bis e ss. del D.P.R. 633/1972). Il D.M. 04 agosto 2016, su tale punto, specifica che, qualora ricorrano i presupposti legati alla tracciabilità dei pagamenti, è necessario che il possesso di tali requisiti sia indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale si intende usufruire del beneficio. Al fine di beneficiare della riduzione dei termini di accertamento, occorre, inoltre, che le operazioni siano documentate mediante emissione di fatture elettroniche trasmesse mediante Sistema di Interscambio o memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi telematici. Nella suddetta Risposta all’Istanza di interpello, più precisamente, una società aderente al Gruppo IVA chiedeva di beneficiare della riduzione dei termini di accertamento previsti dall’articolo 3 del DLgs. 127/2015, avendo utilizzato nel corso del periodo d’imposta 2022 solo mezzi tracciabili relativamente ai pagamenti e agli incassi di importo superiore ad euro cinquecento e avendo documentato le operazioni mediante fattura elettronica emessa tramite Sistema di Interscambio. Dalla stessa Istanza a interpello, però, emerge che generalmente il beneficio in esame è escluso per tutte le società partecipanti al Gruppo IVA. L’Agenzia delle Entrate, infatti, conferma che il Gruppo IVA è individuato come un soggetto passivo unico, nonostante sia costituito da più soggetti passivi IVA, inteso quali società partecipanti allo stesso. In particolare, le stesse società partecipanti, pur rimanendo giuridicamente indipendenti, perdono la propria individualità ai fini del tributo e, peraltro, le operazioni infragruppo non assumono rilevanza ai fini IVA. La mancanza della qualifica di soggetti passivi d’imposta da parte delle società aderenti al Gruppo IVA, quindi, è una motivazione che giustifica la posizione dell’Agenzia delle Entrate, in quanto si tratta di una condizione essenziale per l’agevolazione.  Si precisa, a tal riguardo, che la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 19/2018 ha affermato quanto segue: “a seguito della costituzione del Gruppo IVA, gli aderenti al Gruppo perdono l’autonoma soggettività ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e si costituisce un nuovo soggetto d’imposta dotato di un proprio numero di partita IVA e di una propria autonoma iscrizione al VIES”. Infine, considerando che il Gruppo IVA non presenta la dichiarazione dei redditi (in cui riportare l’esistenza dei presupposti per la riduzione dei termini di decadenza), è escluso a monte quanto previsto dall’articolo 3 del DLgs. n. 127 del 05 agosto 2015, in quanto risulterebbe in contrasto con quanto previsto dallo stesso Decreto Legislativo.    Le opinioni espresse nel presente contributo sono da ritenersi proprie dell’autore e non si riferiscono in alcun modo alla società di riferimento.

  • Dal 30 aprile consultazione della dichiarazione precompilata
    on 2 Maggio 2024

    <br>Dal 30 aprile 2024 sono visualizzabili online, nell’apposita area riservata, i modelli dichiarativi già predisposti con i dati in possesso dell’Agenzia o inviati dagli enti esterni, come, ad esempio, datori di lavoro, farmacie e banche. Le novità della dichiarazione dei redditi precompilata 2024 relativa al periodo d’imposta 2023 sono il debutto del 730 semplificato per lavoratori dipendenti e pensionati, un’interfaccia più intuitiva e parole semplici con cui si potrà procedere alla compilazione senza la necessità per l’utente di conoscere quadri, righi e codici. Da quest’anno, in via sperimentale, troveranno il modello precompilato dall’Agenzia anche i contribuenti titolari di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente e pensione. Un provvedimento, firmato il 29 aprile 2024, dal direttore dell’Agenzia Entrate, ha definito le istruzioni per l’accesso alla dichiarazione precompilata, individuato i soggetti abilitati, le modalità di delega a terzi, le procedure per consultare, modificare o confermare i dati in possesso dell’Amministrazione e le istruzioni per la presentazione del modello. Dal 30 aprile 2024 il contribuente direttamente, oppure il suo rappresentante e gli altri soggetti delegati o autorizzati, possono accedere alla dichiarazione precompilata dal Fisco con riferimento ai redditi 2023. È possibile accedere anche all’elenco delle informazioni utilizzate dall’Agenzia, distinte per dati inseriti e non inseriti. Quanto agli oneri detraibili e deducibili, nel modello 2024 arrivano per la prima volta le spese per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e ai relativi rimborsi, il cui invio era previsto per quest’anno solo in via facoltativa, i rimborsi erogati per l’acquisto di occhiali da vista o di lenti a contatto correttive (“bonus vista”). Inoltre, la precompilata 2024 tiene conto delle informazioni comunicate dall’Inps relative ai familiari a carico per i quali è stato riconosciuto l’Assegno unico e universale. Tutte voci che si aggiungono a quelle già presenti negli anni scorsi: contributi previdenziali, spese universitarie, per gli asili nido, per gli interventi di ristrutturazione, erogazioni liberali eccetera. Il contribuente può accedere alla propria precompilata e ai documenti utilizzati dall’Amministrazione finanziaria dall’area riservata del sito delle Entrate tramite Cns (Carta nazionale dei Servizi) o Spid, Cie (Carta d’identità elettronica) o, per i soggetti titolati a utilizzarle, con le credenziali rilasciate dall’Agenzia (Entratel/Fisconline). Effettuato l’accesso, l’utente può visionare e stampare il modello, mentre dal prossimo 20 maggio potrà modificare, accettare e presentare la dichiarazione, versare l’imposta se dovuta. Sempre nell’area riservata, è possibile indicare i recapiti per le eventuali comunicazioni, consultare le ricevute, inserire i riferimenti bancari o postali per l’accredito dei rimborsi, verificare l’elenco dei delegati ai quali è stata resa disponibile la dichiarazione precompilata. Anche quest’anno per consultare la dichiarazione e compiere tutte le operazioni fino all’invio è possibile delegare un familiare o una persona di fiducia direttamente nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia, o in alternativa inviando una pec o ancora formalizzando la richiesta presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.  L’Amministrazione ha introdotto modalità più snelle per richiedere, tra l’altro, l’accesso alla dichiarazione precompilata da parte di rappresentanti legali di persone fisiche (tutori, amministratori di sostegno, curatori speciali e genitori esercenti la responsabilità genitoriale) o di persone di fiducia che operano nell’interesse di altre persone fisiche. Il provvedimento descrive, inoltre, i requisiti e le modalità di accesso alla precompilata e ai documenti da parte dei sostituti d’imposta, Caf e professionisti abilitati, e fissa i limiti e le modalità di conferimento delle abilitazioni. Quest’anno fa il suo esordio, in via sperimentale, all’interno dell’area riservata di dipendenti e pensionati, una modalità semplificata di presentazione del 730 precompilato alternativa a quella ordinaria. Una volta autenticato, il contribuente, se ha le caratteristiche per presentare il 730, potrà scegliere se accedere alla propria dichiarazione in modalità semplificata o in modalità ordinaria. Con la modalità semplificata, potrà visualizzare i dati utilizzati (e non) all’interno di un’interfaccia semplice da navigare anche grazie alla presenza di termini di uso comune che indicano in modo chiaro le sezioni in cui sono presenti dati da confermare o modificare: “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro”, “altri redditi”, “spese sostenute”. I dati relativi all’abitazione (rendita, eventuali contratti di locazione, interessi mutuo ecc) sono per esempio raccolti nella nuova sezione “casa”, gli oneri nella sezione “spese sostenute”, le informazioni su coniuge e figli nella sezione “famiglia”. Una volta che le informazioni fiscali saranno confermate o modificate (dal 20 maggio), il sistema le riporterà in automatico nel modello. Alla modalità semplificata di presentazione del 730 precompilato dedicata a lavoratori dipendenti e pensionati, quest’anno si sommano altre novità specificamente dedicate al 730, come da input fornito dal Dlgs n. 1/2024 (Decreto “Adempimenti”). In particolare, si allarga in via sperimentale la platea di contribuenti che possono utilizzare il modello 730, che potrà infatti accogliere dati che prima dovevano necessariamente transitare per Redditi, per esempio, redditi di capitale di fonte estera soggetti a imposta sostitutiva, investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria ai fini Ivie e Ivafe. Inoltre, da quest’anno chi presenta il modello 730 potrà selezionare la voce “nessun sostituto” prima di inviare la dichiarazione per chiedere di ricevere direttamente dall’Agenzia l’eventuale rimborso, anche se ha un datore di lavoro o ente pensionistico tenuto a effettuare i conguagli. L’opzione è valida anche se dalla dichiarazione emerge un debito: in questo caso il contribuente che invia direttamente il modello potrà effettuare il pagamento tramite la stessa applicazione online: la procedura consente infatti di addebitare l’F24 sullo stesso Iban indicato per il rimborso. In alternativa, è anche possibile stampare l’F24 precompilato e procedere al pagamento con le modalità ordinarie e, quindi, entro il 30 giugno- Una delle novità più rilevanti del 2024 è inoltre l’elaborazione del modello predisposto dall’Agenzia anche per i contribuenti titolari di redditi di lavoro autonomo e d’impresa, che troveranno i dati precompilati dei redditi risultanti dalle certificazioni uniche di lavoro dipendente e autonomo (compresi i dati relativi ai compensi e alle indennità e provvigioni da indicare nel modello Redditi persone fisiche), dei redditi dei fabbricati e dei terreni, delle spese detraibili e deducibili e dei familiari. L’accesso, tramite lo scarico sia puntuale che massivo, è consentito anche tramite intermediari delegati. I soggetti che aderiscono al regime di vantaggio o al regime forfetario, direttamente tramite l’applicativo della dichiarazione precompilata possono completare e inviare il modello Redditi persone fisiche e possono aderire, a partire dal 15 giugno, al Concordato Preventivo. Il contribuente può presentare telematicamente la dichiarazione accettata o modificata o integrata a partire dal 20 maggio 2024. C’è tempo fino al 30 settembre per inviare il 730 e fino al 15 ottobre per il modello Redditi. Entro cinque giorni dall’invio il sistema fornisce una ricevuta con lo stesso numero di protocollo assegnato al file di presentazione. La ricevuta riporta la data di presentazione della dichiarazione e il riepilogo dei principali dati contabili. L’Amministrazione finanziaria trasmette i dati contabili del 730 al sostituto d’imposta del contribuente. Se ciò non fosse possibile o se il sostituto che riceve i dati non è tenuto a effettuare il conguaglio, l’Agenzia mette al corrente del fatto il contribuente con un avviso recapitato nell’area riservata del sito dell’Agenzia e tramite una e-mail all’indirizzo di posta elettronica comunicato dall’interessato stesso. In entrambe le ipotesi, l’interessato può presentare un 730 integrativo utilizzando le funzionalità disponibili nell’area riservata, con la possibilità di modificare esclusivamente i dati del sostituto d’imposta o indicare l’assenza del sostituto oppure potrà rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato. In assenza del sostituto d’imposta che opera il conguaglio, è direttamente l’Agenzia Entrate a erogare i rimborsi emersi ai contribuenti che presentano i modelli Redditi Pf o 730. In caso di debito con il Fisco, il pagamento deve essere effettuato tramite presentazione del modello F24, anche richiedendo l’addebito delle somme dovute sul proprio conto corrente bancario o postale.

  • Presentazione del modello IVA TR per il credito del primo trimestre 2024
    on 16 Aprile 2024

    <br>Scade il 30 aprile il termine per la presentazione delle istanze per chiedere a rimborso o in compensazione il credito IVA relativo al primo trimestre 2024. Il modello TR infatti deve essere presentato entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento. La presentazione dell’istanza deve avvenire telematicamente e l’utilizzo del credito per importi superiori a 5.000 euro può avvenire, salvo apposizione del visto di conformità, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza. Ricordiamo che l’art. 38-bis del D.P.R. n. 633/1972 prevede la possibilità di chiedere a rimborso o di utilizzare in compensazione orizzontale il credito IVA maturato in ciascuno dei primi 3 trimestri dell’anno, quando l’importo è superiore a 2.582,28 euro e se: si esercitano esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l’effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni. Tale possibilità è stata estesa anche alle operazioni in reverse charge e a quelle in regime di split payment; si effettuano operazioni non imponibili per un valore superiore al 25% del volume d’affari; si effettuano acquisti ed importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi dell’ammontare complessivo degli acquisti e delle importazioni di beni e servizi imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Tra i beni ammortizzabili non si considerano i canoni di leasing di beni strumentali; in tal caso il diritto al rimborso dell’IVA viene riconosciuto solo alla società concedente in quanto proprietaria dei beni (Risoluzione n. 392/E del 23 dicembre 2007); si effettuano in un trimestre solare, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, riferite alle seguenti attività: prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali; prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni di servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni indicate nell’art. 19, comma 3, lettera a-bis), del D.P.R. n. 633/1972 (art. 8 della legge comunitaria n. 217/2011). Se il contribuente rientra in una delle casistiche sopra descritte, potrà chiedere il rimborso o comunicare la richiesta di compensazione presentando, entro il mese successivo al trimestre in cui è maturato il credito e per via telematica, l’apposito modello IVA TR. Possono chiedere il rimborso anche i soggetti non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, identificati direttamente (art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972) o che hanno nominato un rappresentante residente nel territorio dello Stato. Come già sottolineato, per importi chiesti in compensazione superiori a 5.000 euro (da calcolarsi cumulativamente tra i trimestri oggetto di richiesta) è necessario l’apposizione del visto di conformità.

  • Conferimento di ditta individuale in società: sembra semplice
    on 15 Aprile 2024

    <br>Passare dalla teoria del conferimento di una ditta individuale con contestuale costituzione di una società non è così semplice dal punto di vista pratico, poiché si innestano adempimenti burocratici impossibili da rispettare.   Con l’operazione del conferimento di una ditta individuale e contestuale costituzione di società si realizza, molto sinteticamente, la seguente operazione:  si costituisce una società nella quale uno dei soci apporta la propria ditta individuale (cioè le attività della ditta individuale quali attrezzature, autoveicoli, crediti, saldo attivo di conti correnti bancari etc. e passività della ditta individuale quali debiti verso fornitori, finanziamenti etc.)  l’altro socio apporta del denaro. Il caso che intendo affrontare, di seguito esposto, è stato opportunamente “semplificato”.  Il mio cliente intende apportare in una costituenda società di persone -  una s.a.s.- la propria ditta individuale che ha ad oggetto il commercio al dettaglio di generi non alimentari, non ha personale alle dipendenze, mentre un altro socio intende apportare una somma di denaro.  Il primo passo da fare è redigere una situazione patrimoniale (dato il conferimento in società di persone è una “semplice”  situazione patrimoniale), risalente al massimo a 120 giorni antecedenti la data fissata per l’atto notarile di costituzione della s.a.s., che evidenzi le attività e le passività della ditta individuale da conferire: e sino a qui non vi sono difficoltà. Il conferimento ha effetto dalla data di deposito dell’atto notarile nel Registro delle Imprese, cioè da quando il notaio effettua tale deposito, allegando il file relativo al modello AA7 dell’Agenzia delle Entrate con il quale si chiede l’attribuzione della partita iva e del codice fiscale della s.a.s., il conferimento con contestuale costituzione della società comporta il fatto che l’attività non subisce interruzione e che gli effetti del conferimento non possano essere posticipati (esempio nell’atto di conferimento non si può andare a scrivere che gli effetti dell’operazione decorreranno, poniamo, ad una data corrispondente a 15 giorni successivi quelli dell’atto): e qui nascono i problemi.  Il mio cliente - ditta individuale senza dipendenti - non era assicurato all’INAI, mentre la s.a.s. dovrebbe quantomeno assicurare il socio accomandatario che presta la propria opera nella società ma come faccio ad assicurarlo dal giorno dell’atto di conferimento o del deposito se non ho il codice fiscale della società?  In aggiunta: intendono assumere un dipendente.  Per ottenere l’indirizzo PEC della società mi viene richiesto di indicare il codice fiscale della società che non ho, ma l’indirizzo PEC va indicato nel deposito che effettua il Notaio al Registro Imprese.  Per inoltrare la SCIA per l’attività di commercio al dettaglio mi viene richiesto di indicare il codice fiscale della società: stessa domanda di cui al punto precedente. .  Per fatturazione elettronica, attivazione del misuratore fiscale etc. stessa domanda.  L’unica via di uscita che abbiamo ritenuto di percorrere è la seguente:  costituire tra il mio cliente e l’altro socio una s.a.s. senza alcun conferimento “immediato”, al di fuori di denaro contante; iscrivere la s.a.s. nel Registro Imprese come società inattiva, ottenendo così il numero di codice fiscale e partita i.v.a.; quando in possesso di tutti gli “ingredienti” necessari, stipulare un atto di aumento di capitale della s.a.s. con conferimento della ditta individuale.  Come dire  “dalla pratica alla grammatica” le cose cambiano e non poco, e poi sono due atti notarili.  annotazione sul trasferimento del credito/debito IVA - Precisazioni sul conferimento: La circolare 188/E del 16 luglio 1998 consente di non trasferire il credito/debito Iva in capo alla conferitaria; nel caso di cui sopra –ditta individuale conferente – può essere indicato nell’atto notarile di conferimento una clausola del seguente tenore: “Ai fini di quanto indicato nella Circolare 188/E del 16 luglio 1998 del Ministero delle Finanze, precisa il signor …... titolare della ditta individuale conferente che non viene trasferito in capo alla società conferitaria il credito o debito relativo all'imposta sul valore aggiunto in capo al conferente, cosicché detto credito o debito si intende permanere in capo allo stesso con l'assolvimento da parte di questi dei conseguenti obblighi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, inclusi  quelli inerenti l'obbligo di presentazione delle  dichiarazioni. L’estromissione del credito iva dal conferimento è stato confermato dall’ordinanza 5 luglio 2019 n. 18143.

  • Il mantenimento dei requisiti 4.0
    on 4 Aprile 2024

    <br>Nella circolare 9/E 2021, l’Agenzia Entrate richiamando la risposta a istanza di interpello n. 394 dell’8 giugno 2021, specificava, anche sulla base del parere tecnico reso dal Mi.S.E. che: “il rispetto delle 5+2/3 caratteristiche tecnologiche e del requisito dell’interconnessione, dovranno essere mantenute in essere per tutto il periodo di godimento dei benefici 4.0. Al riguardo, si precisa che, ai fini dei successivi controlli, dovrà essere cura dell’impresa beneficiaria documentare, attraverso un’adeguata e sistematica reportistica, il mantenimento, per tutto il periodo di fruizione dei benefici, delle caratteristiche e dei requisitirichiesti”. In occasione dei controlli, anche dopo il termine di fruizione del beneficio quindi, l’Agenzia Entrate potrebbe richiedere una dimostrazione, “attraverso un’adeguata e sistematica reportistica”, che la macchina, l’impianto o il software abbiano mantenuto ininterrottamente i requisiti 4.0 per tutta la durata del periodo di godimento del beneficio. Come chiarito nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E/2017, affinché un bene possa essere definito “interconnesso” , è necessario e sufficiente che: scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.); sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP). La prova del mantenimento dei requisiti potrà quindi avvenire documentando gli avvenuti scambi di informazioni (con tabulati e report identificabili per data) o, nei casi opportuni, da un vero e proprio audit tecnico svolto da un certificatore esterno. Si ritiene infine che, a prescindere dal tempo utilizzato per compensare il credito d’imposta o per terminare l’ammortamento del bene, l’intero periodo di godimento del beneficio sia da intendersi di 5 o 3 anni, a seconda che si tratti di iperammortamento o credito d’imposta.

  • Antiriciclaggio: i dati dell’UIF sul secondo semestre 2023
    on 2 Aprile 2024

    <br>La UIF ha pubblicato il quaderno dati statistici del II semestre 2023 nel quale sono riportati, appunto,  i dati statistici relativi alle segnalazioni ricevute e informazioni sintetiche sull’operatività della stessa UIF, per il secondo semestre 2023, chiaramente in materia di antiriciclaggio (79 pagine). Nel  secondo semestre 2023 sono pervenute alla UIF 72.811  segnalazioni di operazioni sospette, con un decremento del 10,4%  rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;  delle segnalazioni: 72.650 sono legate a fenomeni di riciclaggio      156  sono legate al finanziamento del terrorismo          5 sono legate al finanziamento di programmi di armi di distruzione di massa  Le segnalazioni sono pervenute per il 55% da Banche e Poste, per il 28 % da altri intermediari e operatori finanziari e per il 16% da soggetti non finanziari;  su 4.395 segnalazioni pervenute da professionisti 4.182 sono pervenute da parte di Notai e C.N.N.,  123 da commercialisti e consulenti del lavoro, 26 da studi associati interprofessionali e tra avvocati, 15 da avvocati, 38 da società di revisione e revisori legali, 11 da altri soggetti esercenti attività professionale. Si nota una variazione rilevante nell’origine del sospetto, in particolare quella effettuata con sistemi automatici (oltre il 32%), mentre per i professionisti si conferma la preponderanza dell’elemento  “comportamento sospetto”.  Rispetto al primo semestre in Basilicata si è passati da 392 a 601 segnalazioni, in Campania da 7.442 a 8.461, mentre nelle altre Regioni il dato è pressoché costante.  Le principali forme tecniche ad origine delle operazioni sospette sono rappresentate da bonifici nazionali,  da operazioni di money transfer, da carte di pagamento, moneta elettronica e da operazioni in contanti. Le forme tecniche segnalate da professionisti sono in prevalenza operazioni societarie, cui seguono le operazioni immobiliari.  Per i trasferimenti attraverso  Money Transfer i maggiori paesi destinatari sono: Pakistan,  Marocco, Romania, Albania, Senegal, Tunisia, Bangladesh, seguono altri paesi con percentuali inferiori al 4%. Le comunicazioni oggettive relative ad operazioni in contanti, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, hanno registrato un incremento da 126,4 Mld. di euro a 127,1 Mld. di euro; in percentuale le maggiori operazioni consistono in prelevamento di contante, versamenti tramite sportello automatico o cassa continua, versamento di contanti; dal Quaderno si può constatare come nel 2023  le operazioni in contanti sono quantificate in 251 Mld., mentre nel 2022 ammontavano a circa 243 mld. e nel 2021 a 225,5 Mld.  Per le operazioni in contanti la Regione con maggior numero di operazioni è la Lombardia, cui seguono Veneto e Lazio, mentre il Veneto rappresenta il valore maggiore medio delle operazioni in contanti.  Nel secondo semestre 2023 le richieste di informazioni da parte dell'Autorità giudiziaria e le risposte fornite dall’Unità di Informazione Finanziaria sono pari a 221 (contro le 190 del primo semestre).  Nel periodo considerato l'Unità di Informazione Finanziaria ha complessivamente analizzato e trasmesso agli Organi investigativi 73.359 segnalazioni e ha adottato 11 provvedimenti di sospensione di operazioni sospette, mentre gli accertamenti ispettivi avviati dall'Unità sono stati sei,  coinvolgendo per la prima volta una casa da gioco ed un operatore in oro.  Continuano ad aumentare gli scambi con le FIU estere: la UIF ha inoltrato oltre 300 richieste.  Rammenta inoltre il Quaderno che il GAFI nell’ottobre 2023 ha pubblicato un rapporto sui rischi a fini illeciti del crowdfunding, cioè della raccolta fondi realizzati prevalentemente da soggetti no profit (anzi, da soggetti che si spacciano per tali) il cui ricavato viene poi utilizzato ai fini di finanziamento del terrorismo; in tale rapporto vengono individuati indicatori di rischio e buone prassi da seguire in materia. Sempre il GAFI nel novembre 2023 in collaborazione anche con l’Interpol ha svolto un’analisi sull’evoluzione delle frodi informatiche e su come le vulnerabilità delle nuove tecnologie possano essere sfruttate a fini illeciti.  Rammenta inoltre che il 18 dicembre 2023 sono stati adottati Regolamenti UE che rientrano nel “dodicesimo pacchetto” di sanzioni finalizzato ad inasprire il regime di restrizioni nei confronti della Russia. 

  • Autotrasportatori: riduzione accise I trimestre 2024
    on 25 Marzo 2024

    <br>  Con nota 172030 RU del 20.03.2024 sono state rese note le istruzioni, il modello ed il software per la richiesta dei benefici relativi alla riduzione accise del I trimestre 2024.  L’articolo 61 del Decreto Legge 1/2012 ha introdotto modificazioni all’articolo 3 comma 1 del D.P.R. 277/2000, cosicché l’istanza per accedere al beneficio può essere presentata dal 1° aprile al 30 aprile 2024. La Legge 28 dicembre 2015 n. 208, articolo 1, comma 645 (Legge di Stabilità 2016) prevedeva che a decorrere dal 1° gennaio 2016 il beneficio non spettasse per i veicoli di categoria EURO 2 o inferiore, successivamente la Legge 160/2019 comma 630 disponeva che a decorrere dal 1° ottobre 2020 il rimborso non spettasse per i consumi dei veicoli di categoria euro 3 od inferiore; infine a decorrere dal 1° gennaio 2021 il rimborso non spetta per i consumi dei veicoli di categoria euro 4 o inferiore (art. 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2019, n. 160). Per la classificazione dei veicoli si consulti la tabella classificazione euro, In seguito a tale introduzione nella dichiarazione trimestrale di rimborso è stata inserita la dicitura “dichiara che il gasolio consumato per cui si chiede il beneficio non è stato impiegato per il rifornimento di veicoli di categoria Euro 4 o inferiore”.  Si rammenta inoltre che in sede di conversione del D.L. 29.5.2023 (Legge 26.7.2023 n. 95) è stato inserito l’articolo 3 quinquies con il quale il gasolio paraffinico (HVO) viene equiparato fiscalmente al gasolio commerciale, in merito alle accise ed al rimborso delle accise (vedi anche pagina 3 della Nota).  La riduzione delle accise relativa al I trimestre 2024 è pari ad euro 214,18 per mille litri di prodotto relativo ai consumi dal 1° gennaio al 31 marzo 2024. L’articolo 8 del Decreto Legge 124/2019 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2020, un limite quantitativo di gasolio consumato da ciascun veicolo; come riportato al paragrafo VI della nota tale limite è stato fissato in un litro di gasolio per ogni chilometro percorso da ciascun veicolo: risulta quindi fondamentale il dato sulla percorrenza chilometrica di ciascun veicolo per il quale il beneficio non sarà più riconosciuto oltre il consumo di un litro per ciascun chilometro percorso e,  per questo motivo, sono state apportate le relative modifiche al quadro A1 della dichiarazione dove nella colonna “chilometri percorsi” dovranno essere indicati i chilometri percorsi da ciascun veicolo nel periodo 1° gennaio al 31 marzo ed i litri consumati nel medesimo periodo. Infine per le imprese comunitarie obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia, nel modello di dichiarazione (dopo frontespizio, quadri e legenda) è stata inserita una tabella riportante per gli stati di appartenenza alla UE l’ufficio delle Dogane competente a ricevere la dichiarazione.  Si rammenta inoltre che: nel settore dell’autotrasporto (in conto proprio o in conto terzi) svolta da persone fisiche o giuridiche il beneficio riguarda i veicoli con massa complessiva pari o superiore alle 7,5 tonnellate e di categoria superiore ad euro 4; gli autotrasportatori possono documentare gli acquisti di carburante unicamente con fattura;  si richiama la nota n. 64837 del 7 giugno 2018 della Direzione Centrale legislazione e procedure accise ed altre imposte indirette dell’Agenzia delle Dogane relativa alla confermata obbligatorietà, per la fruizione del rimborso, dell’indicazione nella fattura elettronica (art. 1, comma 917, della legge 27.12.2017, n. 205) della targa del veicolo rifornito da impianti di distribuzione carburanti;  la dichiarazione può essere presentata in via telematica entro il 30.04.2024 per i soggetti che si avvalgono del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., le cui modalità di invio sono riportate al paragrafo V della nota, oppure in forma cartacea, in quest’ultimo caso il contenuto della dichiarazione deve essere fornito anche su supporto informatico (CD ROM, DVD, pen drive, USB) unitamente alla dichiarazione stessa; le dichiarazioni prive del supporto informatico saranno considerate irregolari  causando l’interruzione del procedimento di riconoscimento del credito; il codice tributo per effettuare la compensazione con modello F24 corrisponde al 6740;  la compensazione è ammessa (salvo comunicazioni pervenute da parte dell’Ufficio) decorsi 60 giorni dal ricevimento della dichiarazione da parte dell’Ufficio - in caso di trasmissione a mezzo del servizio postale è opportuno effettuare l’invio con raccomandata con avviso di ricevimento in modo da conoscere la data di ricezione da parte dell’Ufficio (articolo 4 comma 2 del D.P.R. 277/2000);  per il credito riconosciuto non opera la limitazione alla compensazione prevista dall’art. 1, comma 53, della Legge 244/2007; il termine per procedere alla compensazione del credito di imposta scadrà il 31 dicembre 2025 (entro l’anno solare successivo a quello in cui è sorto, ai sensi articolo 4 comma 3 del D.P.R. 277/2000 così come modificato dall’articolo 61 comma 1 lettera b del Dl n. 1 del 24 gennaio 2012) e qualora il credito non venga utilizzato entro tale termine occorrerà presentare istanza di rimborso entro il 30 giugno 2026; il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile (articolo 2 D.P.R. 277/2000). In relazione al termine di presentazione della dichiarazione è opportuno richiamare il contenuto della nota dell’ Agenzia delle Dogane R.U. 62488  del 31 maggio 2012, paragrafo  A, nella quale si ha modo di leggere che “La legge 244/2012, inserendo il comma 13-ter nell’art. 3 del D.L. n.16/2012, ha disposto una modifica all’art. 3, comma 1, del D.P.R. n.277/2000 intervenendo ad eliminare la previsione della decadenza quale sanzione per la mancata presentazione della dichiarazione entro il prescritto termine del mese successivo alla scadenza del trimestre solare di riferimento.  In sostanza, il sopraindicato termine, in assenza di qualificazione, non assume carattere di perentorietà e, conseguentemente, la presentazione tardiva della dichiarazione da parte degli esercenti non preclude il riconoscimento del rimborso e dà avvio al previsto procedimento.  In tale evenienza, inoltre, il limite temporale per l’utilizzo in compensazione del credito (art. 4, comma 3, D.P.R. n.277/2000) sarà determinato in base alla data di riconoscimento del medesimo per effetto del formarsi del silenzio assenso o del provvedimento espresso dell’Ufficio delle Dogane. Pertanto, a titolo meramente esemplificativo, in caso di dichiarazione relativa al primo trimestre dell’anno 2012 presentata tardivamente nel mese di aprile 2013, non potrà essere precluso all’esercente il riconoscimento del beneficio che potrà essere utilizzato, ai sensi dei commi 1 e 2, art. 4, del D.P.R. n. 277/2000, fino al 31 dicembre 2014. Da tale termine decorrono, poi, i sei mesi entro i quali (30 giugno 2015) deve essere richiesto il rimborso in denaro per la fruizione delle eccedenze qualora non sia stato utilizzato integralmente in compensazione. Alla luce del mutato quadro giuridico, in riferimento al riconoscimento del beneficio correlato al decorso del tempo, si precisa che l’esercente l’attività di trasporto ha l’onere di presentare comunque l’apposita dichiarazione entro il termine di decadenza biennale fissato, a valenza generale, dall’art. 14, comma 2, del D.lgs. n.504/95, decorrente dal giorno in cui il rimborso stesso avrebbe potuto essere richiesto (nel caso sopra esemplificato, inizio decorrenza del termine: 1.4.2012)”.

  • Senza esplicita adesione consultazione e-fatture più agevole
    on 22 Marzo 2024

    <br>Il provvedimento firmato l’8 marzo 2024 dal direttore dell’Agenzia Entrate ha reso più semplice per i contribuenti consultare e acquisire le proprie fatture elettroniche tramite la funzionalità disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia. Operatori economici, intermediari delegati e consumatori finali, infatti, a partire dal 20 marzo, non dovranno più aderire espressamente al servizio. L’aggiornamento della procedura deriva dall’allineamento con l’evoluzione normativa. La necessità dell’adesione espressa era prevista, infatti, dall’articolo 1, comma 3, del Dlgs n. 127/2015, secondo cui le e-fatture dovevano essere messe a disposizione dei consumatori finali su richiesta di quest’ultimi. Ma l’articolo 4-quinquies, comma 4, del Dl n. 145/2023, ha rivisto la norma ed eliminato la necessità di una espressa richiesta di consultazione da parte del consumatore finale. Tolto il vincolo dell’adesione specifica per i contribuenti, e fermo restando che l’Agenzia Entrate può memorizzare i file delle fatture elettroniche fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento oppure fino alla definizione di eventuali giudizi, (articolo 1, comma 5-bis, Dlgs n. 127/2015, introdotto dall’articolo 14 del decreto legge n. 124/2019, convertito con legge n. 157/2019), il provvedimento dell’8 marzo 2024 estende a tutti i contribuenti, operatori economici, persone fisiche o soggetti diversi da persone fisiche non titolari di partita Iva, la possibilità di avvalersi del servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici più agilmente, senza la necessità di sottoscrivere un accordo di servizio. I documenti elettronici rimarranno disponibili in consultazione fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione dei documenti fiscali da parte del Sistema di interscambio. Grazie a questa semplificazione, quindi, sarà possibile consultare le proprie fatture elettroniche che rientrano in questo arco temporale e non solo quelle registrate dall’Agenzia successivamente alla data di adesione. Un’ulteriore novità introdotta dal provvedimento è l’estensione agli enti non commerciali del servizio, già attivo per i titolari di partita Iva, di registrazione dell’indirizzo telematico, che consente di indicare l’indirizzo presso il quale intendono ricevere le proprie fatture indipendentemente dalle opzioni di compilazione del campo “CodiceDestinatario”.

  • Il decreto Milleproroghe è in Gazzetta Ufficiale
    on 5 Marzo 2024

    <br>Il 28 febbraio 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto Decreto Milleproroghe (DL 215/2023). Con la pubblicazione è quindi certa la riapertura dei termini per pagare le rate della cosiddetta Rottamazione quater. In particolare, è stata posticipata al 15 marzo la scadenza della rata scaduta il 28 febbraio 2024; inoltre è prevista anche la possibilità, per chi non avesse ancora provveduto, di versare la “maxi rata” scaduta il 18 dicembre 2023, che a sua volta era un posticipo delle rate scadute il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023. In sintesi è possibile versare le prime 3 rate della Rottamazione entro 15 marzo 2024. Le altre novità del decreto prevedono: conferma del divieto di e-fattura dei medici; proroga al 31 dicembre 2024 del termine relativo alla disciplina dei contratti di locazione passiva stipulati dalle Amministrazioni statali; estensione del ravvedimento speciale anche per le violazioni riguardanti le dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022; estensione sino a 72 mesi del termine per la presentazione di specifiche istanze di liquidazione di crediti derivanti da obbligazioni contratte dal comune di Roma; proroga di un anno i termini per la notifica degli atti di recupero in scadenza tra il 31 dicembre 2023 e il 30 giugno 2024; possibilità, per determinate società cooperative che concedono finanziamenti ai propri soci, di continuare a svolgere la propria attività fino al 31 dicembre 2024, senza il rispetto dei prescritti obblighi di iscrizione nell’albo degli intermediari finanziari, qualora sussistano determinate condizioni; estensione del termine per avvalersi dell’agevolazione per l’acquisto della prima casa di abitazione previste dall’art. 64 del D.L. n. 73/2021 a favore dei soggetti con età inferiore ai 36 anni e con ISEE non superiore a 40.000 euro. Dette agevolazioni si applicano anche nei casi in cui, entro il 31 dicembre 2023, sia stato sottoscritto e registrato il contratto preliminare di acquisto della casa di abitazione, a condizione che l’atto definitivo, anche nei casi di trasferimento della proprietà da cooperative edilizie ai soci, sia stipulato entro il 31 dicembre 2024; proroga dal 1° luglio 2024 al 1° gennaio 2025 dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui all’art. 5, comma 15-quater, del D.L. n. 146/2021, che stabilisce il passaggio dal regime fuori campo IVA al regime di esenzione IVA per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate in conformità alle finalità istituzionali da associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona, dietro pagamento di corrispettivi specifici o di contributi supplementari, nei confronti dei propri soci, associati o partecipanti; a seguito dell’attacco subito dai sistemi informatici della Regione Molise, non si tiene conto del periodo compreso tra il 7 dicembre 2023 e il 30 gennaio 2024, ai fini del computo dei diversi termini relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi pendenti o successivi, gestiti tramite le afferenti strutture informatiche. Si sospendono, altresì, in caso di inoperatività dei siti internet istituzionali della medesima regione, i relativi obblighi di pubblicità.

  • Con il milleproroghe gli aggiudicatari di immobili dalle esecuzioni immobiliari hanno ottenuto la proroga alle agevolazioni under 36?
    on 29 Febbraio 2024

    <br>L'art. 12-terdecies della legge "Milleproroghe" (1) ha dato risposta agli under 36 con un ISEE non superiore a euro 40.000 annui in merito alla proroga delle agevolazioni per l'acquisto della loro "prima casa" di abitazione (ossia immobili nella categoria A, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9). L'art. 64 del decreto-legge 25/05/2021 n. 73 (2) prevede i seguenti benefici: per le compravendite non soggette a IVA -> l'esenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale per gli acquisti soggetti a IVA -> l'esenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale ed il riconoscimento di un credito d'imposta di ammontare pari all'IVA corrisposta al venditore L'agevolazione si applica sia agli atti traslativi dell'intera proprietà che agli atti costitutivi della nuda proprietà, dell'usufrutto, dell'uso e dell'abitazione. Il termine, scaduto al 31.12.2023, è stato prorogato dal citato art. 12-terdecies per i soggetti che, entro il 31.12.2023 (3) avevano sottoscritto e registrato il contratto preliminare di acquisto della casa di abitazione, a condizione che l'atto definitivo, anche nei casi di trasferimento della proprietà da cooperative edilizie ai soci, sia stipulato entro il 31 dicembre 2024.La proroga era necessaria per tutti i soggetti che hanno avviato l'acquisto di un immobile, contando sull'agevolazione, ma che non hanno completato l'iter con l'atto translativo della proprietà. Dubbi non esistono per tutti i soggetti che hanno stipulato preliminari di compravendita ma, per problemi vari, magari anche la necessità di completare l'iter per ottenere il mutuo, al 31.12.2023 non avevano stipulato il rogito d'acquisto.Ma altri soggetti, che hanno i medesimi requisiti, si trovano nella medesima situazione: pensiamo agli aggiudicatari di immobili dalle esecuzioni immobiliari, ossia ai soggetti che hanno partecipato alle gare per acquistare un immobile, se lo sono aggiudicato ma entro il 31.12.2023 non hanno completato l'iter, che termina con la pubblicazione del decreto di trasferimento.Questi soggetti hanno anche loro diritto alla proroga?Chiaramente non è indicata nella norma una attenzione particolare a questo caso, ma la logica e la Costituzione fanno propendere per una risposta positiva.In merito ai diritti dei soggetti under 36, l'acquisto da un privato o tramite asta giudiziaria sono equivalenti. E' utile ricordare, per analogia, la sentenza n. 6 della Corte Costituzionale depositata il 23 gennaio 2014, che ha riconosciuto la possibilità di usufruire del "prezzo-valore" anche agli acquirenti di immobili ad uso abitativo e relative pertinenze acquisiti in sede di espropriazione forzata o a seguito di pubblico incanto, i quali non agiscono nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali. Per quanto sarebbe opportuno una chiara interpretazione "ufficiale", ci sbilanciamo ad ipotizzare che anche i soggetti under 36 che hanno avuto l'aggiudicazione di un bene all'asta, possano - a parità di condizioni - beneficiare delle agevolazioni in parola. Buon lavoro! Note:1. Legge 23 febbraio 2024, n. 18 in GU n.49 del 28-2-20242. Decreto indicato come "Sostegni bis" e denominato "Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali" ed in particolare l'art. 64 prevedeva "Misure in favore dell'acquisto della casa di abitazione ed in materia di prevenzione e contrasto al disagio giovanile"3. Ossia entro il termine indicato al comma 9 dell'articolo 64 del decreto-legge 25/05/2021 n. 73

  • Bonus pubblicità 2024: prenotazioni dal 1° marzo e fino al 2 aprile
    on 29 Febbraio 2024

    <br>E’ fissata al 2 aprile 2024 la scadenza per la presentazione della comunicazione di accesso al credito d’imposta riconosciuto per le campagne pubblicitarie 2024 realizzate su quotidiani e periodici anche online. A disporre la proroga, informa un avviso pubblicato sul sito del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, un provvedimento direttoriale dello scorso 15 febbraio.Il ricorso alla proroga è stato ritenuto opportuno per favorire la più ampia partecipazione dei soggetti interessati alla presentazione della domanda, visto che il termine del 31 marzo quest’anno coincide con la domenica di Pasqua e che anche il 1° aprile è un giorno festivo. Il bonus quindi è prenotabile dal 1° marzo al 2 aprile 2024. Il cosiddetto Bonus pubblicità è disciplinato dall’articolo 57-bis del Dl n. 50/2017 e dopo le deroghe previste nel periodo di emergenza Covid-19 per aiutare le categorie interessate, dal 2023 è concesso a regime, secondo il ridimensionato della misura disposto dal decreto “Energia” del 2022 (articolo 25-bis Dl n. 17/2022), che ha lasciato fuori gli investimenti su tv e radio analogiche o digitali.L’agevolazione torna, quindi, ad essere subordinata al valore incrementale non inferiore all’1% degli investimenti agevolabili, di analoga tipologia, effettuati nell’anno precedente. Il contributo riconosciuto è pari al 75% del valore incrementale della spesa ed è concesso fino all’esaurimento delle risorse disponibili e nei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti de minimis. Se la dote spendibile è insufficiente, la ripartizione delle risorse avverrà in misura proporzionale tra gli ammessi al credito.Possono beneficiarne imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali. Sono agevolabili gli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie esclusivamente sui giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea o in formato digitale, registrati presso il Tribunale, ovvero presso il Roc, e dotati del direttore responsabile. Il primo step per accedere al tax credit è la richiesta di accesso al beneficio. Il bonus deve essere prenotato entro il 31 marzo (quest’anno 2 aprile) dell’anno di riferimento attraverso i servizi telematici dell’Agenzia Entrate, utilizzando l’apposita procedura accessibile dalla sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile con Spid, Cns o Cie. Sul sito del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria e sul sito dell’Agenzia sono disponibili il modello e le istruzioni per la compilazione. Il dipartimento, conclusa l’istruttoria delle comunicazioni di accesso al credito d’imposta, redige un primo elenco dei richiedenti il tax credit con l’indicazione della somma teoricamente spettante. Per usufruire del contributo, i beneficiari, fin qui “teorici,” dell’agevolazione dovranno inviare, tra il 9 gennaio e il 9 febbraio dell’anno successivo a quello agevolato e, quindi, nel nostro caso, il 2025, la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, attestante quanto realmente realizzato nell’anno agevolato. Il modello è lo stesso utilizzato per la prenotazione. Successivamente il dipartimento pubblicherà l’elenco dei soggetti ammessi alla fruizione del credito di imposta.La somma è utilizzabile unicamente in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, indicando il codice tributo “6900”.

  • Le startup innovative a vocazione sociale
    on 22 Febbraio 2024

    <br>Il Decreto-Legge 179/2012, convertito con Legge 221/2012, che ha introdotto la nozione di nuova impresa innovativa ad alto valore tecnologico (cd startup innovativa) ha individuato anche la fattispecie particolare delle startup innovative “a vocazione sociale” (“SIAVS”). Secondo l’art. 25, comma 4, le SIAVS possiedono gli stessi requisiti posti in capo alle altre startup innovative, ma operano in alcuni settori specifici che l’articolo 2, comma 1, del D. Lgs 155/2006 sull’impresa sociale, considera di particolare valore sociale. I settori individuati da tale provvedimento sono: assistenza sociale; assistenza sanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; formazione universitaria e post-universitaria; ricerca ed erogazione di servizi culturali; formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo; servizi strumentali alle imprese sociali, resi da enti composti in misura superiore al settanta per cento da organizzazioni che esercitano un’impresa sociale. Poiché le finalità “sociali” delle SIAVS possono renderle meno “competitive” e “performanti” sul mercato, l’art. 29 del D.L. 179/2012 riconosceva inizialmente benefici fiscali maggiorati a favore di coloro che investono in questa particolare tipologia di startup innovativa. Il vantaggio fiscale è venuto meno con il successivo aumento delle detrazioni destinate a tutte le startup innovative, ma le SIAVS restano avvantaggiate nell’ottenimento di finanza agevolata. Il riconoscimento della finalità sociale in capo alla SIAVS non è limitato alla corrispondenza con i relativi codici Ateco ma è prevista un’autocertificazione con cui l’impresa: dichiara di operare in via esclusiva in uno o più dei settori elencati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155; specifica il/i settore/i; dichiara di perseguire una finalità d’interesse sociale; si impegna a dare evidenza dell’impatto sociale così prodotto. Per quest’ultimo requisito è necessario che sia redatto, una volta l’anno, un “Documento di descrizione di impatto sociale”, secondo le linee guida fornite dalla normativa.

  • Ravvedimento operoso del quadro RW
    on 15 Febbraio 2024

    <br>L’Agenzia Entrate con la Risoluzione n. 82/E del 24 dicembre 2020 aveva fornito alcuni chiarimenti in materia di ravvedimento operoso, anche in materia di quadro RW. Si ricorda che la compilazione del quadro RW è obbligatoria per il c.d. “monitoraggio fiscale”, ossia per consentire all’Amministrazione finanziaria di controllare gli investimenti all’estero e/o i trasferimenti da, verso e sull’estero, nonché per determinare le imposte patrimoniali estere (IVIE e IVAFE). La compilazione del quadro RW interessa le persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione e, in ogni caso, ai fini dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (IVIE) e dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (IVAFE). L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 15.000 euro; resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuta l’IVAFE. Le sanzioni legate al quadro RW sono le seguenti: dal 3% al 15% di quanto non dichiarato, se si tratta di attività detenute in Stati non a regime fiscale privilegiato (art. 5, comma 2, primo periodo, D.L. n. 167/1990); dal 6% al 30% di quanto non dichiarato, se si tratta di attività detenute in Stati a regime fiscale privilegiato (art. 5, comma 2, secondo periodo, D.L. n. 167/1990). È prevista comunque la sanzione fissa, pari a 258 euro, in caso di dichiarazione tardiva (presentata entro 90 giorni dal termine ordinario e quindi, per i redditi 2022, entro il prossimo 28 febbraio 2023). Alle sanzioni è possibile applicare le regole generali del ravvedimento operoso. Pertanto, le riduzioni sono le seguenti: Tipologia di Stato estero Entro 90 giorni Entro 1 anno (1/8) Entro 2 anni (1/7) Oltre 2 anni (1/6) Dopo PVC (1/5) A regime fiscale privilegiato 28,67 euro 0,375% 0,428% 0,5% 0,6% NON a regime fiscale privilegiato 28,67 euro 0,75% 0,857% 1% 1,2% L’Agenzia Entrate ha quindi chiarito che nel caso di omessa presentazione del quadro RW, se la dichiarazione annuale è stata presentata nei termini ed i dati nella stessa contenuti sono corretti, è possibile rimediare all’omessa presentazione del quadro RW sia entro i 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, ma anche oltre. Chiaramente cambiano le sanzioni applicabili ai due diversi casi. Se la presentazione del modulo RW avviene entro i 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione in misura fissa pari a 258 euro (art. 5, comma 2, ultimo periodo, D.L. n. 167/1990), nonché la sanzione del 30% delle eventuali IVIE e IVAFE omesse; non si applica, però, la sanzione da 250 a 2.000 per gli errori relativi al contenuto della dichiarazione (art. 8, D.Lgs. n. 471/1997) perché la violazione degli obblighi di liquidazione dell’IVIE e dell’IVAFE non ha riflessi sulla dichiarazione annuale in quanto tale. Se la presentazione del modulo RW avviene oltre i 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta (art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 471/1997) però senza la maggiorazione di 1/3 ovvero il raddoppio perché l’IVIE e l’IVAFE non derivano da “redditi” prodotti all’estero. Inoltre si applicano le sanzioni sopra elencate (dal 3% al 15% o dal 6% al 30%). Entrambe le sanzioni possono comunque essere ridotte con il ravvedimento operoso applicando le riduzioni riportate nella tabella di cui sopra. Il contribuente non obbligato alla presentazione del Mod. Redditi, se tenuto alla compilazione del quadro RW, deve presentare entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione (quindi entro il 28 febbraio) solo il frontespizio e il quadro RW.

  • PRIVACY: documento di indirizzo del Garante per le email dei dipendenti
    on 8 Febbraio 2024

    <br>(dalla newsletter del Garante del 6 febbraio 2024)  I datori di lavoro pubblici e privati che per la gestione della posta elettronica utilizzano programmi forniti anche in modalità cloud da oggi hanno a disposizione nuove indicazioni utili a prevenire trattamenti di dati in contrasto con la disciplina sulla protezione dei dati e le norme che tutelano la libertà e la dignità dei lavoratori. Il Garante per la protezione dei dati personali ha infatti adottato un documento di indirizzo denominato “Programmi e servizi informatici di gestione della posta elettronica nel contesto lavorativo e trattamento dei metadati” rivolto ai datori di lavoro pubblici e privati. Il documento nasce a seguito di accertamenti effettuati dall’Autorità dai quali è emerso che alcuni programmi e servizi informatici per la gestione della posta elettronica, commercializzati da fornitori anche in modalità cloud, sono configurati in modo da raccogliere e conservare - per impostazione predefinita, in modo preventivo e generalizzato - i metadati relativi all’utilizzo degli account di posta elettronica dei dipendenti (ad esempio, giorno, ora, mittente, destinatario, oggetto e dimensione dell’e-mail). In alcuni casi è emerso anche che i sistemi non consentono ai datori di lavoro di disabilitare la raccolta sistematica dei dati e ridurre il periodo di conservazione. Con il documento odierno il Garante chiede quindi ai datori di lavoro di verificare che i programmi e i servizi informatici di gestione della posta elettronica in uso ai dipendenti (specialmente in caso di prodotti di mercato forniti in cloud o as-a-service) consentano di modificare le impostazioni di base, impedendo la raccolta dei metadati o limitando il loro periodo di conservazione ad un massimo di 7 giorni, estensibili, in presenza di comprovate esigenze, di ulteriori 48 ore. Periodo considerato congruo, sotto il profilo prettamente tecnico, per assicurare il regolare funzionamento della posta elettronica in uso al lavoratore. I datori di lavoro che per esigenze organizzative e produttive o di tutela del patrimonio anche informativo del titolare (in particolare, ad esempio, per specifiche esigenze di sicurezza dei sistemi) avessero necessità di trattare i metadati per un periodo di tempo più esteso, dovranno espletare le procedure di garanzia previste dallo Statuto dei lavoratori (accordo sindacale o autorizzazione dell’ispettorato del lavoro). L’estensione del periodo di conservazione oltre l’arco temporale fissato dal Garante può infatti comportare un indiretto controllo a distanza dell’attività del lavoratore.

  • L’applicazione della marca da bollo in fattura
    on 31 Gennaio 2024

    <br>L’articolo 13, n. 1, della tariffa allegato A, parte I, annessa al DPR 26 ottobre 1972, n. 642, prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di euro 2,00 su ogni esemplare di “Fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi; ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria” deve essere apposta la marca da bollo di 2,00 euro. Sono generalmente esenti dall’imposta di bollo le fatture, le ricevute, le quietanze, le note, i conti, le lettere ed altri documenti di accreditamento e di addebitamento riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad IVA. L’imposta non è dovuta quando la somma non supera 77,47 euro (ex L. 150.000). Se la fattura evidenzia contemporaneamente importi soggetti ad IVA e importi non soggetti, qualora questi ultimi siano di importo superiore a € 77,47 è dovuta l’imposta di bollo (C.M. 2.01.1984, n. 301333 e Ris. Ag. Entrate 3.07.2001, n. 98). Ad oggi, con l’obbligo di emissione elettronica della fattura per la maggior parte dei contribuenti, l’assolvimento dell’imposta di bollo su dette fatture prevede l’obbligo di riportare una specifica annotazione su quelle soggette a tale imposta ed è stata disposta modalità e termini di versamento. Periodicamente, l’importo complessivo dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche deve essere versato dal contribuente mediante presentazione di modello F24. I termini per il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche sono fissati, con le dovute eccezioni, al 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Quest’anno, però, è bisestile, pertanto, il versamento di febbraio potrà essere eseguito entro il giorno 29. Se l’ammontare dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture del 1° trimestre non supera in totale 5.000 euro, la stessa potrà essere versata insieme all’imposta dovuta per il 2° trimestre, entro il 30 settembre, se l’ammontare dell’imposta complessivamente dovuta sulle fatture emesse nei primi due trimestri non supera l’importo di 5.000 euro, il pagamento potrà avvenire insieme con l’imposta dovuta per il terzo trimestre, entro il 30 novembre. La tabella che segue riporta le principali fattispecie di applicazione (o meno) dell’imposta di bollo (D.P.R. del 26/10/1972 n. 642, e successive modifiche) in caso di emissione di fattura: Classificazione Fattispecie Norma IVA Per importi > € 77,47 Imponibili Aliquota zero Art. 74 co. 7 e 8 DPR 633/72 Non soggetto a bollo Imponibili Altre aliquote   Non soggetto a bollo Esenti   Art. 10 DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00 Non imponibili Esportazioni e servizi internazionali Art. 8, 8bis e 9DPR 633/72 Non soggetto a bollo Non imponibili Cessioni intraUE Art. 41, 42 e 58 D.L. 331/1993 Non soggetto a bollo Non imponibili Esportatori abituali Art. 8 lett. c) DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00 Escluse per mancanza del presupposto territoriale Servizi estero Art. da 7 a 7-septies (compreso 7-ter) DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00 Split payment   Art. 17-ter DPR 633/72 Non soggetto a bollo Reverse charge   Art. 17, comma 5 e 6 e Art. 17ter DPR 633/72 Non soggetto a bollo Reverse charge   Art. 46 D.L. 331/1993 Non soggetto a bollo Fuori campo IVA   Artt. 2, 3, 4, 5, 7 e 15 DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00 Fuori campo IVA Regime minimi   Imposta di bollo € 2,00 Fuori campo IVA Regime forfettario   Imposta di bollo € 2,00 Fuori campo IVA Compenso occasionale   Imposta di bollo € 2,00

  • Antiriciclaggio: UIF – segnalazione di operazioni sospette II semestre 2023
    on 30 Gennaio 2024

    <br>L’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (UIF) ha pubblicato un nuovo numero della newsletter con la sintesi delle attività svolte nel secondo semestre 2023.  Nel comunicato stampa sottolinea la UIF che in detto periodo si è rilevata una contrazione della segnalazione delle operazioni sospette (SOS) del 10, 4%  rispetto al corrispondente semestre del 2022, contrazione relativa al comparto bancario e finanziario; nel semestre la UIF ha trasmesso agli Organi Investigativi 73.359 segnalazioni ed adottato provvedimenti di sospensione per un valore di 5,5 milioni di euro; nel periodo considerato la UIF ha ricevuto 221 richieste di collaborazione da parte dell’Autorità Giudiziaria e degli Organi Investigativi ed ha fornito 361 risposte; in tale periodo sono iniziate sei ispezioni, coinvolgendo per la prima volta una casa da gioco ed un operatore in oro mentre sono state avviate due verifiche cartolari presso due intermediari operanti nel settore della mediazione immobiliare.  Si rammenta che:  ai sensi dell’articolo 48 del D.lgs. 231/2007 la SOS è obbligatoria, senza alcuna soglia di importo, quando “sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che i fondi provengano da attività criminosa  - si tiene conto  delle caratteristiche, entità, frazionamento, natura, collegamento delle operazioni , tenendo anche conto della capacità economica e dell’attività  svolta dal soggetto” (sottolinea la UIF, ad esempio, il  ricorso frequente e ingiustificato  di operazioni in contanti anche non eccedenti la soglia) la segnalazione di operazioni sospette si effettua tramite la piattaforma ARSOS ; dovendo inoltrare la SOS senza ritardo e prima di compiere l’operazione, è consigliabile che il commercialista quantomeno abbia provveduto a registrarsi su tale piattaforma;  analogamente a quanto sopra indicato per la segnalazione delle operazioni di operazioni sospette, relativamente alle operazioni in contanti è consigliabile che il commercialista  quantomeno abbia provveduto a registrarsi sul portale del SIAR (segnalazione Infrazioni Anti Riciclaggio) raggiungibile attraverso il seguente LINK  dal 1° gennaio 2024 si rendono applicabili anche ai professionisti i nuovi indicatori UIF come pubblicato sul sito di Ateneoweb il 15 maggio 2023 e con la tavola di raccordo pubblicato sempre su questo sito il 30 maggio 2023. Alcuni dei dati riportati nel quaderno statistico del II semestre 2023:  nelle tipologie di segnalanti i professionisti risultano aver presentato 4.395 SOS di cui 4.182 da parte di Notai, cioè il 5,70% del totale delle SOS (123 segnalazioni da parte di Dottori Commercialisti, Esperti Contabili e Consulenti del Lavoro, pari allo 0,2% del totale delle SOS);  ripartizione per regioni: le regioni cui si riferiscono  la maggior parte delle SOS corrispondono alla Lombardia (13.083 di cui circa la metà relative alla provincia di Milano), seguita dalla Campania (8.461), dal Lazio (7.582) e dal Veneto (5.260).  Relativamente alle segnalazioni effettuate da Money Transfer (in calo di circa il 20% rispetto al primo semestre) i maggiori paesi di destinazione corrispondono al Pakistan, Marocco, Romania, Albania, Senegal, Tunisia, Bangladesh, Georgia, Filippine, Turchia, India.  Precisa inoltre la UIF che: -Il DL 145/2023, convertito dalla L. 191/2023, ha stabilito che gli organismi di autoregolamentazione (ad esempio il CNDCEC) possono istituire banche dati informatiche delle quali possono avvalersi i professionisti ai fini della valutazione delle operazioni sospette.  - La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha circoscritto gli obblighi di adeguata verifica nel servizio di prelievo di contante alle operazioni occasionali di importo complessivo superiore a 250 euro al giorno.  -Con decreto del 29 settembre 2023 il MIMIT ha reso operativo il sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva; l’efficacia del predetto decreto è stata sospesa dal TAR del Lazio con ordinanza del 7 dicembre 2023. Il 20 novembre 2023 il Ministero dell’Economia e delle finanze con la Banca d’Italia e la UIF hanno pubblicato frequently asked questions in materia di titolarità effettiva. - Il 21 dicembre 2023 la UIF, la DNA, la GDF e la DIA hanno stipulato un nuovo protocollo d’intesa relativo agli scambi informativi in materia di segnalazioni di operazioni sospette, innovando e rafforzando, anche sotto il profilo della sicurezza, le modalità di cooperazione reciproca. - Il 13 dicembre 2023 Consiglio e Parlamento hanno raggiunto l’accordo provvisorio sul testo finale del regolamento istitutivo della nuova Autorità Antiriciclaggio europea (AMLA); proseguono i triloghi sul Regolamento in materia di obblighi AML e sulla sesta Direttiva AML.

  • La riapertura dei termini per rideterminare il valore di partecipazioni e terreni
    on 30 Gennaio 2024

    <br>La legge di bilancio 2024 (art. 1, commi 52 e 53) ha riaperto i termini per la rideterminazione del costo o del valore di acquisto delle partecipazioni e dei terreni (edificabili e con destinazione agricola), posseduti al 1° gennaio 2024, dietro il versamento di un’imposta sostitutiva nella misura del 16% da effettuarsi entro il prossimo 30 giugno 2024 in unica soluzione ovvero ratealmente, in tre quote annuali di pari importo Si tratta di fatto di una “riapertura” dei termini dell’istituto della rivalutazione, introdotto dagli articoli 5, commi 1 e 1-bis, e 7 della legge n. 448/2001, che consente, ai soggetti non imprenditori, di poter assumere, ai fini del computo di plusvalenze e minusvalenze, il valore “rideterminato” sulla base di una perizia, in luogo del costo o del valore di acquisto, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, parametrata al “valore di perizia”, ovvero a quello risultante da un’apposita perizia di stima giurata, redatta da professionisti abilitati. La nuova norma non cambia le peculiarità della disciplina: i profili oggettivo e soggettivo rimangono immutati e a cambiare, ai fini applicativi, sono soltanto i parametri temporali. Il pagamento dell’imposta dovrà essere effettuato con il modello F24, utilizzando i codici tributo già istituiti con la risoluzione n. 23/2023, con riferimento alla rivalutazione 2023 e precisamente: “8055” – Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati “8056” – Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola “8057” – Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di titoli, di quote o di diritti negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione.

  • La Legge di bilancio 2024: sintesi delle principali novità fiscali
    on 18 Gennaio 2024

    <br>Nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2023 n. 303 – Suppl. Ordinario – è stata pubblicata la Legge di Bilancio 2024 (legge n. 213 del 30 dicembre 2023). Si anticipano, in estrema sintesi, le principali novità fiscali della Legge di Bilancio. Persone fisiche Fondo di garanzia prima casa: è prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2024, la possibilità di usufruire della garanzia massima dell’80%, a valere sul Fondo, sulla quota capitale dei mutui destinati alle categorie prioritarie con specifici requisiti. Tassazione fringe benefits: per il solo anno 2024 non concorreranno a formare il reddito di lavoro dipendente entro il limite complessivo di 1.000 euro, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori dai datori di lavoro per il pagamento: delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale; delle spese per l’affitto della prima casa; per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa. I limiti di cui sopra sono elevati a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi o affidati, a carico dei predetti lavoratori. Cessione immobili superbonus: a decorrere dal 1° gennaio 2024, la cessione di immobili sui quali sono stati effettuati interventi agevolati con il 110% di Superbonus se non sono trascorsi più di 10 anni dalla conclusione dei lavori, genera una plusvalenza imponibile ai fini delle imposte sui redditi sulla quale si potrà applicare l’Irpef o l’imposta sostitutiva del 26%. In particolare: se i lavori sono conclusi da non più di 5 anni rispetto alla data di cessione e si è usufruito dello sconto in fattura o cessione del credito nei costi da detrarre, ai fini del calcolo della plusvalenza, non si terrà conto delle spese oggetto di cessione del credito o sconto in fattura; se i lavori sono conclusi da più di 5 anni rispetto alla data di cessione e si è usufruito dello sconto in fattura o cessione del credito nei costi da detrarre, ai fini del calcolo della plusvalenza, si terrà conto del 50% delle spese oggetto di cessione del credito o sconto in fattura rivalutate in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati; sono esclusi dalla tassazione gli immobili acquisiti per successione e quelli adibiti ad abitazione principale del cedente per la maggior parte del periodo antecedente la cessione. Imprese Plastic tax e Sugar tax: è posticipata al 1° luglio 2024 la decorrenza dell’efficacia delle cosiddette plastic e sugar tax. PEX: la disciplina della cosiddetta partecipation exemption è estesa anche ai soggetti non residenti, in presenza di determinate condizioni e in particolare se risiedono in Stati membri UE o in stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE). Rideterminazione valore delle partecipazioni e dei terreni: è estesa la possibilità di rideterminare il valore di acquisto delle partecipazioni non negoziate, dei terreni e delle partecipazioni negoziate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione, posseduti alla data del 1° gennaio 2024. L’imposta sostitutiva è pari al 16%. Adeguamento delle rimanenze di magazzino: le imprese che non adottano i Principi contabili internazionali potranno, relativamente al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, adeguare le esistenze iniziali dei beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, delle materie prime e sussidiarie, dei semilavorati e degli altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione. L’adeguamento potrà essere effettuato mediante l’eliminazione delle esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi, nonché mediante l’iscrizione delle esistenze iniziali in precedenza omesse. L’adeguamento è condizionato al pagamento di una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), dell’imposta sul reddito delle società (IRES) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) pari al 18% nonché, in caso di eliminazione di valori, dell’IVA. Riversamento credito R&S: posticipato al 30 giugno 2024 il termine per il riversamento del credito indebitamente utilizzato. Rifinanziamento Legge Sabatini: viene previsto l’incremento dello stanziamento di 100 milioni di euro per l’anno 2024. Disposizioni generali Locazioni brevi: si è modificato il regime di tassazione previsto per i contratti di locazione breve ossia i contratti di locazione di immobili a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. In particolare è previsto: un incremento dal 21% al 26%dell’aliquota di imposta a “cedolare secca” applicabile ai contratti di locazione breve stipulati da persone fisiche, in caso di destinazione alla locazione breve di più di un appartamento per ciascun periodo d’imposta; che la ritenuta venga operata a titolo di acconto per i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero che gestiscono portali telematici, qualora incassino o intervengano nel pagamento dei canoni relativi ai contratti in questione; la modifica delle modalità di adempimento agli obblighi derivanti dalla disciplina fiscale sulle locazioni brevi distinguendo tra soggetti residenti fuori dall’UE, a seconda del fatto che dispongano o meno di una stabile organizzazione in uno Stato membro, e soggetti residenti nell’UE che non dispongano di una stabile organizzazione in Italia. Ritenuta sui bonifici: dal 1° marzo 2024 è elevata dall’8% all’11% la ritenuta d’acconto d’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari all’atto dell’accredito dei bonifici disposti da contribuenti che intendono beneficiare di oneri deducibili ed è estesa agli agenti di assicurazione e ai mediatori di assicurazione sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari. Riduzione canone RAI: è ridotto da 90 a 70 euro l’ammontare del canone di abbonamento alla televisione per uso privato, dovuto per l’anno 2024. IVA prodotti infanzia: viene meno l’aliquota agevolata al 5%, che torna quindi al 10%, prevista per: prodotti assorbenti ed i tamponi per la protezione dell’igiene femminile il latte, in polvere o liquido, nonché per alcuni prodotti per l’alimentazione di lattanti e primi infanti. Tax free shopping: è ridotta da 154,95 euro a 70 euro il valore?“soglia” per accedere al regime del c.d. “tax free shopping”. Si ricorda che le cessioni di beni a soggetti privati domiciliati o residenti fuori della UE possono essere fatturate senza l’applicazione dell’IVA sempre che: i beni escano dal territorio della UE, nei bagagli personali del cessionario extra-UE (condizione che comprende sia l’ipotesi di “bagaglio appresso”, sia quella di “bagaglio non accompagnato”), entro il 3° mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e che la fattura con il visto della dogana di uscita sia restituita al cedente nazionale entro il 4° mese successivo all’effettuazione dell’operazione; i beni acquistati siano destinati all’uso personale ovvero familiare del cessionario extra-UE. IVIE e IVAFE: è previsto l’incremento delle aliquote delle imposte patrimoniali sugli investimenti esteri. In particolare, dal 2024 l’IVIE passa dall’attuale 0,76% all’1,06%, mentre l’IVAFE si incrementa dall’attuale 0,2% allo 0,4%, ma soltanto per i prodotti finanziari detenuti in Paesi black list.   Questo elenco è solo una prima sintesi non esaustiva delle principali novità fiscali che sono numerose e molto articolate nei dettagli.

  • Fatturazione immediata e differita: le regole
    on 15 Gennaio 2024

    <br>Le cessioni di beni o le prestazioni di servizi possono essere documentate attraverso l’emissione della fattura immediata o della fattura differita riepilogativa di più operazioni. La fattura immediata è emessa, per ciascuna operazione imponibile, generalmente dal soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio. La fattura si ha per emessa all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente. La fattura immediata deve essere trasmessa al Sdi entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. L’effettuazione dell’operazione ai fini Iva, per le operazioni nazionali, corrisponde: alla data di stipula dell’atto, se riguardano beni immobili, alla consegna o spedizione del bene nelle vendite di cose mobili, al pagamento del corrispettivo nelle prestazioni di servizi. Se anteriormente a questi eventi viene emessa fattura o venga pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento. In alternativa alla fatturazione immediata è sempre possibile emettere una fattura differita, ai sensi dell’articolo 21, comma 4, lett. b), D.P.R. 633/1972. Per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione, ed avente le caratteristiche del ddt, nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni. Resta fermo il conteggio dell’imposta a debito nella liquidazione Iva del mese di effettuazione dell’operazione. Ad esempio, in caso di più consegne per vendite di beni effettuate nel mese di luglio nei confronti dello stesso cliente, accompagnate da documenti di trasporto, possono essere raggruppate in un’unica fattura emessa e trasmessa al Sistema di Interscambio entro il 15 agosto; tale operazione entrerà nella liquidazione Iva del mese di luglio.

  • Esportatori abituali e utilizzo del plafond IVA nel 2024
    on 11 Gennaio 2024

    <br>Gli esportatori abituali sono i soggetti passivi IVA che nei 12 mesi precedenti hanno effettuato esportazioni o altre operazioni assimilate, per un ammontare superiore al 10% del proprio volume d’affari. Il valore di queste operazioni costituisce il cosiddetto plafond tramite cui possono acquistare senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera c) del DPR 633/72. Gli esportatori abituali che applicano il metodo “solare” (alternativo a quello “mobile”) dal 1° gennaio 2024 possono quindi acquistare beni e/o servizi senza l’applicazione dell’IVA nel limite di un importo (cosiddetto “plafond”) corrispondente al totale delle esportazioni e/o operazioni assimilate registrate nei 12 mesi precedenti (periodo 2023). Per le operazioni da effettuare a partire dal 1° gennaio 2020, gli esportatori abituali che intendono acquistare o importare senza applicazione dell’IVA debbono però preventivamente trasmettere telematicamente all’Agenzia Entrate la dichiarazione d’intento, in via telematica, direttamente, da parte dei soggetti abilitati a Entratel o Fisconline, o tramite i soggetti incaricati (commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del Dpr 322/1998). Già dal 2020 non vi è più l’obbligo di comunicare al fornitore le dichiarazioni di intento trasmesse all’Agenzia Entrate, ma dal momento che il fornitore si trova comunque obbligato a verificare e ad inserire il numero di protocollo della dichiarazione in fattura, l’esportatore abituale dovrà comunque comunicare il numero di ricevuta al fornitore. Soltanto in questo modo potrà essere emessa in modo corretto la fattura senza l’applicazione dell’IVA ex articolo 8, comma 1, lettera c), DPR n 633/72. Il fornitore destinatario della dichiarazione d’intento dovrà effettuarne il riscontro telematico dell’avvenuta presentazione accedendo al servizio on line dell’Agenzia Entrate https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerIntent/index.jsp . Se tutti i dati inseriti corrispondono a quelli della ricevuta rilasciata dall’Agenzia a seguito della presentazione della dichiarazione d’intento, il messaggio di risposta sarà “dichiarazione d’intento correttamente presentata”. Si ricorda che per le cessioni di beni, il momento di effettuazione dell’operazione ai fini IVA si realizza alla data di consegna o spedizione. È quindi la data di consegna della merce al destinatario che individua il momento impositivo dell’operazione e di esigibilità dell’imposta, anche se la fattura può essere “differita” al 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle cessioni (art. 21 co.4 DPR 633/1972). Il cessionario esportatore abituale che intende avvalersi del plafond deve quindi comunicarlo al cedente, anteriormente alla effettuazione della operazione, a nulla rilevando il fatto che la fatturazione avvenga a fine mese. È perciò in corrispondenza del momento di effettuazione dell’operazione che si cristallizza il consumo del plafond. Per le prestazioni di servizi, invece, il momento di effettuazione dell’operazione si realizza al momento della fatturazione o del pagamento. In questi casi quindi è sufficiente che la comunicazione di volersi avvalere del plafond avvenga prima della fatturazione o del pagamento. Vi è un meccanismo automatico di blocco delle dichiarazioni d’intento nel caso di identificazione di falsi esportatori abituali. L’Amministrazione finanziaria effettuerà specifiche analisi di rischio per riscontrare la sussistenza delle condizioni per ottenere la qualifica di esportatore abituale e conseguenti attività di controllo sostanziali. Nel caso in cui detti riscontri dessero esito irregolare, al contribuente verrà inibita la facoltà di trasmettere dichiarazioni d’intento all’Agenzia Entrate. Con il provvedimento N. 293390/2021 del 28 ottobre 2021 del Direttore dell’Agenzia Entrate sono state definite le modalità operative relative all’individuazione dei criteri di analisi del rischio e di controllo, delle procedure di invalidazione e inibizione al rilascio di nuove lettere d’intento. Le attività di analisi e di controllo, operative a decorrere dal 1° gennaio 2022, sono effettuate in conformità a particolari criteri di rischio selettivi, elaborati attraverso l’incrocio delle informazioni contenute nelle dichiarazioni d’intento presentate dal contribuente con le informazioni disponibili nelle banche dati in possesso dell’Agenzia Entrate o in altre banche dati. In caso di esito irregolare delle attività di analisi, può quindi scattare la procedura di invalidazione delle dichiarazioni d’intentoe l’Agenzia trasmette all’esportatore abituale una comunicazione a mezzo PEC che riporta il protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento invalidata e le relative motivazioni. Allo stesso modo, viene informato anche il soggetto cedente o prestatore con una comunicazione riportante i dati identificativi del soggetto emittente e il protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento invalidata. L’attività di controllo può portare anche all’inibizione al rilascio di nuove dichiarazioni d’intento: in tal caso, a seguito della trasmissione del modello di dichiarazione d’intento viene rilasciata una ricevuta di scarto, contenente l’indicazione sintetica delle motivazioni che hanno causato l’inibizione e l’Ufficio dell’Agenzia delle entrate preposto, cui il contribuente potrà presentare la documentazione utile a dimostrare il possesso dei requisiti dell’esportatore abituale. Nel file xml della fattura elettronica emessa dal fornitore dell’esportatore abituale occorre indicare: nel campo 2.2.1.14 <Natura> il codice specifico N3.5 “Non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento”, nonché gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento trasmessa all’Agenzia Entrate dall’esportatore abituale. nel campo 2.2.1.16.1 <TipoDato> deve essere riportata la dicitura “INTENTO” nel campo 2.2.1.16.2 <RiferimentoTesto> deve essere riportato il protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento e il suo progressivo separato dal segno “-” oppure dal segno “/” nel campo 2.2.1.16.4 <RiferimentoData> deve essere riportata la data della ricevuta telematica rilasciata dall’Agenzia delle Entrate e contenente il protocollo della dichiarazione d’intento. Si ricorda infine che l’invalidazione della dichiarazione d’intento comporterà lo scarto della fattura elettronica trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI), recante il titolo di non imponibilità Iva, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera c) e il numero di protocollo di ricezione di una dichiarazione d’intento invalidata.

  • Gli aggiudicatari di immobili dalle esecuzioni immobiliari chiedono una proroga alle agevolazioni under 36
    on 8 Gennaio 2024

    <br>L’art. 64 del decreto-legge 25/05/2021 n. 73 (1) aveva introdotto una importante agevolazione per i soggetti che:  non avevano ancora compiuto 36 anni d’età avevano un ISEE non superiore a € 40.000 annui volevano acquistare la loro “prima casa” di abitazione (ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9) La norma prevedeva i seguenti benefici: per le compravendite non soggette a IVA -> l’esenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale per gli acquisti soggetti a IVA -> l’esenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale ed il riconoscimento di un credito d’imposta di ammontare pari all’IVA corrisposta al venditore L’agevolazione si applicava sia agli atti traslativi dell’intera proprietà che agli atti costitutivi della nuda proprietà, dell'usufrutto, dell'uso e dell'abitazione. Entrata in vigore il 26 maggio 2021, la disposizione ha avuto più proroghe, da ultimo con la Legge di Bilancio 2023 che ha portato l’agevolazione fino al 31.12.2023. La norma agevolativa si era dimostrata valida per permettere ai giovani di acquistare la prima casa di abitazione e se ne auspicava pertanto sia una riproposizione, se non un inserimento normativo in pianta stabile, che un allargamento in termini di ISEE (un aumento del limite di € 40.000 ad almeno € 60.000 e/o una modifica normativa per fare in modo che le nuove famiglie che si andavano a costituire non fossero penalizzate dalla situazione delle famiglie di origine).  Al contrario, la legge di Bilancio 2024 non ha riproposto tale agevolazione dedicata ai giovani che pertanto, a partire dall’1 gennaio 2024 non potrà più essere utilizzata. Il problema, a questo punto, riguarda tutti i soggetti che hanno avviato l’acquisto di un immobile, contando sull’agevolazione, ma che non hanno completato l’iter con l’atto translativo della proprietà. Pensiamo a tutti i soggetti che hanno stipulato preliminari di compravendita ma, per problemi vari, magari anche la necessità di completare l’iter per ottenere il mutuo, al 31.12.2023 non hanno stipulato il rogito d’acquisto e ancora agli aggiudicatari di immobili dalle esecuzioni immobiliari, ossia ai soggetti che hanno partecipato alle gare per acquistare un immobile, se lo sono aggiudicato ma che ancora non hanno completato entro il 31.12.2023 l’iter, che termina con la pubblicazione del decreto di trasferimento. Sappiamo infatti che, come previsto nell’avviso di vendita, il soggetto aggiudicatario ha un periodo di tempo (in genere 90 o 120 giorni) per effettuare il saldo prezzo, oltre al versamento degli altri oneri, compresi quelli fiscali e che dopo il versamento del saldo prezzo trascorre un ulteriore periodo, necessario per la redazione della bozza del decreto di trasferimento, la sottoscrizione da parte del Giudice dell’Esecuzione e quindi la pubblicazione da parte del Cancelliere. Per effetto della mancata proroga, sarà pertanto necessario che i delegati alla vendita rifacciano ed inviino al più presto tramite PEC i nuovi conteggi, aumentati dei nuovi oneri, ma cosa accadrà se questi aggiudicatari, che magari hanno già versato il saldo prezzo e gli oneri relativi, non hanno queste ulteriori disponibilità e non sono in grado o non vogliono versare gli ulteriori importi dovuti in base alle spirate agevolazioni? Infatti, tutti questi soggetti hanno previsto un onere per l’acquisto dell’abitazione, che verrà – spesso non per loro colpa – aumentato dagli oneri fiscali. Ebbene, è chiaro che tutti questi giovani acquirenti chiedono una proroga alle agevolazioni under 36 e sarebbe auspicabile – analogamente a quanto è stato previsto per le agevolazioni del 110% - almeno per loro un provvedimento ad hoc. Queste sono le richieste che accogliamo noi delegati alla vendita e giriamo “a chi di dovere”. Buon lavoro! Note: (1). Decreto indicato come “Sostegni bis” e denominato “Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali” ed in particolare l’art. 64 prevedeva “Misure in favore dell'acquisto della casa di abitazione ed in materia di prevenzione e contrasto al disagio giovanile”.

  • Corsa ad ostacoli per l'iscrizione all'albo dei CTU
    on 5 Gennaio 2024

    <br>I professionisti che, in qualità di ausiliari del Giudice, si propongono per il ruolo di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) o di Periti, nelle materie di propria competenza, a partire dal 4 gennaio 2024 e sino al 4 marzo 2024, anche se già iscritti agli albi tenuti in modalità cartacea dal Tribunale di competenza, devono ripresentare una nuova domanda di iscrizione.La procedura di iscrizione è gestita in modalità esclusivamente telematica attraverso il nuovo Portale all’indirizzo https://alboctuelenchi.giustizia.it/gestione-albi . Per i colleghi che si stanno cimentando nell’operazione di reiscrizione si tratta di un’attività complessa, lunga e laboriosa, che non si può risolvere in tempi brevi.Ad aggiungere il disagio vi è inoltre la necessità di allegazione OBBLIGATORIA di alcuni documenti, che potrebbero essere evitati o inviati almeno sotto forma di autocertificazione.Ci si riferisce: All’estratto dell'atto di nascita (che si può trovare anche on-line)ma in particolare al Certificato generale del casellario giudiziario di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione che il professionista deve richiedere al Tribunale (Ministero della Giustizia), con oneri a suo carico di tempo e bolli e riconsegnare al Ministero della Giustizia, allegato obbligatoriamente all’istanza. Vi sono poi alcuni documenti da allegare obbligatoriamente che non si comprendono, come ad esempio: Titoli/documenti a dimostrazione della capacità tecnica Ulteriore documentazione rilevante Senza l’invio di tali documenti, non è possibile completare il processo di iscrizione. Sul tema della semplificazione il Consiglio nazionale ha emanato in data odierna un comunicato stampa con il quale riferisce di aver inviato una lettera al Ministero della Giustizia per chiedere di consentire ai professionisti di allegare autocertificazioni anche per l’ulteriore documentazione richiesta. AGGIORNAMENTO: Il consiglio nazionale dottori commercialisti, con comunicato dell’8 gennaio 2024, ha precisato che il Ministero della Giustizia ha accolto le istanze del Consiglio nazionale dei commercialisti relativamente al nuovo “Portale Albo CTU, periti ed elenco nazionale”, consentendo ai professionisti di allegare la documentazione a corredo della domanda con dichiarazioni sostitutive ex art. 46 DPR 445/2000 in luogo dei documenti in originale. Dallo scorso 4 gennaio, infatti, la procedura di iscrizione all’Albo dei consulenti tecnici d’ufficio e dei periti presso il tribunale è gestita in modalità esclusivamente telematica attraverso il nuovo Portale e i consulenti tecnici d’ufficio e i periti già iscritti negli albi circondariali, tenuti in modalità cartacea alla data del 4 gennaio 2024, devono ripresentare la domanda di iscrizione attraverso la procedura telematica entro il prossimo 4 marzo. Gli iscritti all’albo avevano segnalato al Consiglio nazionale che, all’atto di compilazione della domanda, il sistema richiedeva di caricare obbligatoriamente la documentazione in originale, permettendo di allegare autocertificazioni esclusivamente con riferimento al certificato di iscrizione ad associazione professionale e al certificato di residenza nella circoscrizione del tribunale. I commercialisti potranno ora allegare con le modalità semplificate anche la ulteriore documentazione richiesta per il perfezionamento della domanda.

  • Entra in vigore dal 1° gennaio 2024 la riforma del Fondo di garanzia per le PMI
    on 5 Gennaio 2024

    <br>E’ entrata in vigore dal 1° gennaio 2024 la riforma del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui alla legge 662/96 art. 2, comma 100, lettera a) in applicazione del cosiddetto DL Anticipi (decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145). Le nuove disposizioni avranno validità per dodici mesi r confermano alcune novità introdotte nel periodo pandemico come l’importo massimo garantito per singola impresa pari a 5 milioni di euro, l’ammissibilità per small mid cap (nella nuova definizione di imprese con un numero di addetti compreso tra 250 e 499 unità), l’ammissibilità degli enti del terzo settore e la gratuità per le microimprese. Allo stesso tempo, sono ripristinate alcune misure previste dalla normativa precedente al Covid, come la non ammissibilità delle imprese nella fascia 5 del modello di rating del Fondo e la differenziazione della copertura per le operazioni di liquidità in base alla fascia di rating. Le percentuali di copertura sono ora: 80% per operazioni di investimento, di importo ridotto e di microcredito, nuova Sabatini; per start-up, start-up innovative, incubatori certificati e enti del terzo settore 60% per operazioni di liquidità (imprese in fascia 3 e 4 del modello di valutazione) 55% per operazioni di liquidità (imprese in fascia 1 e 2 del modello di valutazione); 50% per operazioni di capitale di rischio 40% per mid-cap a fronte di operazioni per investimento e per mid-cap start-up innovative. 30% per mid-cap a fronte di operazioni di liquidità Il nuovo limite dell’importo ammissibile è di 40 mila euro per ciascun soggetto beneficiario (limite cumulativo per tutte le operazioni in essere) che può arrivare fino a 80 mila euro per le richieste di riassicurazione presentate dai cosiddetti confidi “autorizzati”. Per gli enti del terzo settore, introdotti per la prima volta tra i beneficiari del Fondo di garanzia delle norme emergenziali, l’importo ammissibile per ciascuna operazione è di 60 mila euro (senza applicazione del modello di rating ai fini dell’ammissibilità), se iscritti al Registro nazionale del Terzo settore e al Repertorio economico amministrativo. Senza l’iscrizione al citato Repertorio, al pari di quanto previsto per gli enti religiosi civilmente riconosciuti, questa tipologia di soggetti beneficiari è ammissibile solo utilizzando le risorse di una specifica sezione speciale di prossima istituzione. Anche per le commissioni, infine, la riforma prevede novità e conferme. Le commissioni una tantum, eliminate per le microimprese, rimangono infatti in vigore per piccole e medie imprese (rispettivamente allo 0,5% e all’1% dell’importo garantito) e vengono introdotte per le small mid cap (1,25%). Le commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni accolte dal Fondo sono eliminate per tutte le richieste di riassicurazione. Per la garanzia diretta queste commissioni, invece, si applicano solo ai soggetti richiedenti (banche, confidi e altri intermediari) che superano la soglia del 5% delle operazioni accolte e non perfezionate nel corso di ciascun anno. CIRCOLARE N. 21/2023

  • Coefficienti del diritto di usufrutto 2024
    on 4 Gennaio 2024

    <br>In conseguenza dell’aumento del tasso legale di interesse al 2,5% con decorrenza 1.1.2024 (D.MEF GU 288/2023), con altro Decreto MEF 21.12.2023  pubblicato sulla GU 302 del 29.12.2023) sono stati aggiornati i coefficienti relativi al diritto di usufrutto che si applicheranno agli atti pubblici formati, alle scritture private autenticate e non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni apertesi e alle donazioni fatte a partire dall’1.1.2024. Viene quindi aggiornato il prospetto dei coefficienti allegati al Testo Unico dell’Imposta di Registro - D.P.R. 131/1986 - come da tabella  riportata in allegato al  Decreto MEF. Come si calcola il diritto di usufrutto Valore di un immobile in piena proprietà: 150.000 euro (a) Tasso di interesse legale (da 1.1.2023) 2,5% (b)Età del beneficiario (anni compiuti) anni 55 - coefficiente da tabella decreto MEF   = 26 (c)Rendita annua (a) x (b) = 3.750  (d) (d=150.000 x2,5%)Valore dell’usufrutto: (d) x (c) =  97.500  (e)  (e= 3.750x26)Valore della nuda proprietà: (a) - (e) = 52.500  (= 150.000 - 97.500) Coefficienti per la determinazione dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni vitalizie calcolati al saggio di interesse del 2,50 per cento. Età del beneficiario  (anni compiuti) Coefficiente Da 0 a 20 38 da 21 a 30 36 da 31 a 40  34 da 41 a 45 32 da 46 a 50 30 da 51 a 53 28 da 54 a 56  26 da 57 a 60 24 da 61 a 63 22 da 64 a 66 20 da 67 a 69 18 da 70 a 72 16 da 73 a 75 14 da 76 a 78 12 da 79 a 82 10 da 83 a 86 8 da 87 a 92 6 da 93 a 99 4  

  • Autotrasportatori: riduzione accise IV trimestre 2023
    on 30 Dicembre 2023

    <br>Con nota 764616 del 20.12.2023 sono state rese note le istruzioni, il modello ed il software per la richiesta dei benefici relativi alla riduzione accise del IV trimestre 2023.  L’articolo 61 del Decreto Legge 1/2012 ha introdotto modificazioni all’articolo 3 comma 1 del D.P.R. 277/2000, cosicché l’istanza per accedere al beneficio può essere presentata dal 1° al 31 gennaio 2024. La Legge 28 dicembre 2015 n. 208, articolo 1, comma 645 (Legge di Stabilità 2016) prevedeva che a decorrere dal 1° gennaio 2016 il beneficio non spettasse per i veicoli di categoria EURO 2 o inferiore, successivamente la Legge 160/2019 comma 630 disponeva che a decorrere dal 1° ottobre 2020 il rimborso non spettasse per i consumi dei veicoli di categoria euro 3 od inferiore; infine a decorrere dal 1° gennaio 2021 il rimborso non spetta per i consumi dei veicoli di categoria euro 4 o inferiore (art. 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2019, n. 160). Per la classificazione dei veicoli si consulti la tabella classificazione euro, In seguito a tale introduzione nella dichiarazione trimestrale di rimborso è stata inserita la dicitura “dichiara che il gasolio consumato per cui si chiede il beneficio non è stato impiegato per il rifornimento di veicoli di categoria Euro 4 o inferiore”.  Si rammenta inoltre che in sede di conversione del D.L. 29.5.2023 (Legge 26.7.2023 n. 95) è stato inserito l’articolo 3 quinquies con il quale il gasolio paraffinico (HVO) viene equiparato fiscalmente al gasolio commerciale, in merito alle accise ed al rimborso delle accise (vedi anche pagina 3 della Nota).  La riduzione delle accise relativa al IV trimestre 2023  è pari ad euro 214,18 per mille litri di prodotto relativo ai  consumi dal 1°ottobre  al 31 dicembre 2023. L’articolo 8 del Decreto Legge 124/2019 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2020, un limite quantitativo di gasolio consumato da ciascun veicolo; come riportato al paragrafo VI della nota tale limite è stato fissato in un litro di gasolio per ogni chilometro percorso da ciascun veicolo: risulta quindi fondamentale il dato sulla percorrenza chilometrica di ciascun veicolo per il quale il beneficio non sarà più riconosciuto oltre il consumo di un litro per ciascun chilometro percorso e,  per questo motivo, sono state apportate le relative modifiche al quadro A1 della dichiarazione dove nella colonna “chilometri percorsi” dovranno essere indicati i chilometri percorsi da ciascun veicolo nel periodo 1° ottobre al 31 dicembre ed i litri consumati nel medesimo periodo. Infine per le imprese comunitarie obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia, nel modello di dichiarazione (dopo frontespizio, quadri e legenda) è stata inserita una tabella riportante per gli stati di appartenenza alla UE l’ufficio delle Dogane competente a ricevere la dichiarazione.  Si rammenta inoltre che: nel settore dell’autotrasporto (in conto proprio o in conto terzi) svolta da persone fisiche o giuridiche il beneficio riguarda i veicoli con massa complessiva pari o superiore alle 7,5 tonnellate e di categoria superiore ad euro 4; gli autotrasportatori possono documentare gli acquisti di carburante unicamente con fattura;  si richiama la nota n. 64837 del 7 giugno 2018 della Direzione Centrale legislazione e procedure accise ed altre imposte indirette dell’Agenzia delle Dogane relativa alla confermata obbligatorietà, per la fruizione del rimborso, dell’indicazione nella fattura elettronica (art. 1, comma 917, della legge 27.12.2017, n. 205) della targa del veicolo rifornito da impianti di distribuzione carburanti;  la dichiarazione può essere presentata in via telematica entro il 31.01.2024 per i soggetti che si avvalgono del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., le cui modalità di invio sono riportate al paragrafo V della nota, oppure in forma cartacea, in quest’ultimo caso il contenuto della dichiarazione deve essere fornito anche su supporto informatico (CD ROM, DVD, pen drive, USB) unitamente alla dichiarazione stessa; le dichiarazioni prive del supporto informatico saranno considerate irregolari  causando l’interruzione del procedimento di riconoscimento del credito; il codice tributo per effettuare la compensazione con modello F24 corrisponde al 6740;  la compensazione è ammessa (salvo comunicazioni pervenute da parte dell’Ufficio) decorsi 60 giorni dal ricevimento della dichiarazione da parte dell’Ufficio - in caso di trasmissione a mezzo del servizio postale è opportuno effettuare l’invio con raccomandata con avviso di ricevimento in modo da conoscere la data di ricezione da parte dell’Ufficio (articolo 4 comma 2 del D.P.R. 277/2000);  per il credito riconosciuto non opera la limitazione alla compensazione prevista dall’art. 1, comma 53, della Legge 244/2007; il termine per procedere alla compensazione del credito di imposta scadrà il 31 dicembre 2025 (entro l’anno solare successivo a quello in cui è sorto, ai sensi articolo 4 comma 3 del D.P.R. 277/2000 così come modificato dall’articolo 61 comma 1 lettera b del Dl n. 1 del 24 gennaio 2012) e qualora il credito non venga utilizzato entro tale termine occorrerà presentare istanza di rimborso entro il 30 giugno 2026; il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile (articolo 2 D.P.R. 277/2000). In relazione al termine di presentazione della dichiarazione è opportuno richiamare il contenuto della nota dell’ Agenzia delle Dogane R.U. 62488  del 31 maggio 2012, paragrafo  A, nella quale si ha modo di leggere che “La legge 244/2012, inserendo il comma 13-ter nell’art. 3 del D.L. n.16/2012, ha disposto una modifica all’art. 3, comma 1, del D.P.R. n.277/2000 intervenendo ad eliminare la previsione della decadenza quale sanzione per la mancata presentazione della dichiarazione entro il prescritto termine del mese successivo alla scadenza del trimestre solare di riferimento.  In sostanza, il sopraindicato termine, in assenza di qualificazione, non assume carattere di perentorietà e, conseguentemente, la presentazione tardiva della dichiarazione da parte degli esercenti non preclude il riconoscimento del rimborso e dà avvio al previsto procedimento.  In tale evenienza, inoltre, il limite temporale per l’utilizzo in compensazione del credito (art. 4, comma 3, D.P.R. n.277/2000) sarà determinato in base alla data di riconoscimento del medesimo per effetto del formarsi del silenzio assenso o del provvedimento espresso dell’Ufficio delle Dogane. Pertanto, a titolo meramente esemplificativo, in caso di dichiarazione relativa al primo trimestre dell’anno 2012 presentata tardivamente nel mese di aprile 2013, non potrà essere precluso all’esercente il riconoscimento del beneficio che potrà essere utilizzato, ai sensi dei commi 1 e 2, art. 4, del D.P.R. n. 277/2000, fino al 31 dicembre 2014. Da tale termine decorrono, poi, i sei mesi entro i quali (30 giugno 2015) deve essere richiesto il rimborso in denaro per la fruizione delle eccedenze qualora non sia stato utilizzato integralmente in compensazione. Alla luce del mutato quadro giuridico, in riferimento al riconoscimento del beneficio correlato al decorso del tempo, si precisa che l’esercente l’attività di trasporto ha l’onere di presentare comunque l’apposita dichiarazione entro il termine di decadenza biennale fissato, a valenza generale, dall’art. 14, comma 2, del D.lgs. n.504/95, decorrente dal giorno in cui il rimborso stesso avrebbe potuto essere richiesto (nel caso sopra esemplificato, inizio decorrenza del termine: 1.4.2012)”.

  • Gli standard di sostenibilità anche per le PMI
    on 14 Dicembre 2023

    <br>Le grandi imprese già nel 2025 dovranno rendicontare la propria situazione in tema di sostenibilità, in conformità agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), con riferimento all’esercizio 2024.  Ma la sostenibilità non è argomento solo per le “grandi”! Le PMI, caratterizzanti la maggior parte del tessuto imprenditoriale italiano, sono e saranno sempre più interessate dai criteri ESG e quindi dalla rendicontazione di sostenibilità, per mantenere ed accrescere la propria competitività sul mercato. I consumatori sono infatti sempre più attenti a come si posizionano le imprese nei confronti dell’ambiente, dei lavoratori e della comunità in generale. Ma non è tutto, le imprese di grandi dimensioni porranno sempre più attenzione agli standard seguiti dei propri fornitori. Per non rimanere esclusi dal mercato l’attenzione alla sostenibilità sarà quindi un tema sempre più rilevante, per tutti. Porre attenzione sul posizionamento della propria impresa rispetto l’ambiente esterno permette di svolgere delle analisi il cui risultato comporta, oltre che un miglioramento reputazionale e di mercato, un efficientemente delle proprie risorse e dei propri processi aziendali. Non ultimo, un rating di sostenibilità positivo, permette un accesso più agevolato al sistema creditizio. L’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) sta lavorando alla creazione degli standard di rendicontazione semplificati destinati alle piccole e medie imprese (PMI), sia quotate che non quotate. Gli obiettivi delle bozze delle linee guida per le PMI non quotate sono: contribuire all’edificazione di un’economia più sostenibile e inclusiva, potenziare l’approccio alla gestione delle problematiche legate alla sostenibilità affrontate per accrescere la competitività rafforzare la resilienza delle imprese a breve, medio e lungo termine. Le linee guida hanno l’obiettivo di fornire informazioni cruciali per rispondere alla crescente richiesta di dati da parte di finanziatori e fornitori di credito, agevolando così l’accesso delle imprese ai necessari finanziamenti e di soddisfare le esigenze delle grandi imprese, le quali richiedono informazioni sulla sostenibilità ai propri fornitori (la cosiddetta “catena del valore”). Gli Standard volontari per le PMI non quotate (Vsme Ed) sono concepiti come uno strumento di segnalazione volontaria per le imprese non quotate che non rientrano nell’ambito del CSRD. Questo standard è articolato in tre moduli principali adattati alle diverse esigenze in base alle dimensioni e alle capacità delle PMI: Il Modulo Base, fondamentale per l’applicazione dei moduli successivi, soddisfa i requisiti informativi per le microimprese ed è un requisito minimo per le PMI di dimensioni più consistenti. In questo caso, non è necessaria un’analisi di materialità. Il Modulo Narrativa-Politiche, Azioni e Obiettivi (PAT) è consigliato per le imprese che hanno formalizzato politiche, azioni e obiettivi di sostenibilità. Qui, l’analisi della materialità è fondamentale per individuare le questioni di sostenibilità nell’Appendice B che sono rilevanti per l’attività e l’organizzazione dell’impresa. Il Modulo Sustainable Finance (SF) fornisce dati aggiuntivi richiesti da finanziatori, investitori e clienti aziendali. Anche qui, l’analisi di materialità è essenziale per limitare il report solo ai dati rilevanti per l’impresa. Gli Standard volontari per le PMI quotate (Lsme Ed) integrano l’intera gamma di moduli Vsme, includono ulteriori dati richiesti dalla sostenibilità finanziaria dell’Unione europea, contemplano informazioni aggiuntive richieste dalla Csrd e propongono adeguamenti in considerazione della prospettiva di una dichiarazione su base individuale.

  • Rendiconto di sostenibilità: gli amministratori non sono responsabili delle informazioni nella catena del valore
    on 5 Dicembre 2023

    <br>Assonime ha pubblicato un documento in cui vengono individuati i profili di maggior rilievo in sede di attuazione della nuova disciplina sulla rendicontazione societaria di sostenibilità, proponendo soluzioni normative auspicabili. La direttiva Ue 2022/2464 del 14 dicembre 2022 (che sostituisce la precedente direttiva 2014/95 sulla dichiarazione non finanziaria, recepita nel nostro ordinamento con il DLgs. 254/2016) ha introdotto una nuova disciplina in tema di informativa sulla sostenibilità, prevedendo un nuovo documento: il rendiconto di sostenibilità. Nella Relazione sulla gestione dovranno essere contenute le informazioni necessarie a comprendere l’impatto dell’attività d’impresa sui fattori di sostenibilità e a spiegare come gli stessi influenzino l’andamento, i risultati e la situazione dell’azienda. E’ stata ampliata la platea dei soggetti interessati dagli obblighi informativi e delle informazioni da fornire sulla base di standard europei, adottati dalla Commissione europea su proposta formulata dall’EFRAG, e le informazioni fornite saranno sottoposte a revisione. Innanzitutto Assonime interviene in merito ai due diversi ambiti di applicazione delle informazioni di sostenibilità: rendicontazione individuale di sostenibilità e rendicontazione consolidata. L’obbligo di redigere una rendicontazione individuale si applica alle imprese di grandi dimensioni e alle PMI (tranne le microimprese) con valori mobiliari negoziati su un mercato regolamentato, mentre l’obbligo di redigere una rendicontazione consolidata riguarda le imprese madri di un gruppo di grandi dimensioni, che si presuppone quindi non debbano pubblicare anche un rendiconto individuale. Assonime evidenzia, poi, come i principi di rendicontazione europei elaborati dall’EFRAG prevedano che il rendiconto sostenibilità contenga anche informazioni relative alle imprese che rientrano nella catena del valore, sulle quali l’azienda che redige il documento non ha un potere legale di verifica o di direttiva. Secondo Assonime occorrerebbe specificare che l’organo amministrativo non sia responsabile per le informazioni fornite dalle imprese delle catene del valore e dalle imprese non controllate che rientrano nel perimetro informativo del rendiconto e di prevedere che l’organo amministrativo debba omettere le informazioni irragionevoli fornite precisandone il motivo. Infine viene trattato l’obbligo relativo al rilascio, da parte di un soggetto esterno, di un’attestazione di conformità del rendiconto di sostenibilità. Secondo Assonime, in considerazione dell’ampliamento della platea dei soggetti obbligati e alla luce delle peculiarità delle informazioni fornite e delle professionalità richieste per eseguire questa forma di attestazione, sarebbe opportuno prevedere che l’attività possa essere esercitata dal revisore legale, da un altro revisore oppure ancora da un prestatore indipendente di servizi di attestazione, con un sistema di vigilanza in linea con quanto richiesto dalla direttiva.

  • La detrazione IVA a fine anno: anticipata anche per le fatture a cavallo d’anno
    on 1 Dicembre 2023

    <br>Con l’avvicinarsi della fine dell’anno occorre ricordare le regole da applicare in materia di detrazione dell’IVA sugli acquisti. Da quest’anno la legge delega di riforma fiscale ha introdotto un correttivo che consentirà di esercitare il diritto di detrazione anche con riferimento all’imposta indicata su fatture di acquisto relative a operazioni effettuate nell’anno precedente, ma ricevute dal cessionario o committente nei primi quindici giorni di gennaio (art. 7 comma 1 lett. d) n. 3 della L. 111/2023). L’art. 1, comma 1, del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100,  prevede che “Entro il giorno 16 di ciascun mese, il contribuente determina la differenza tra l’ammontare complessivo dell’imposta sul valore aggiunto esigibile nel mese precedente, risultante dalle annotazioni eseguite o da eseguire nei registri relativi alle fatture emesse o ai corrispettivi delle operazioni imponibili, e quello dell’imposta, risultante dalle annotazioni eseguite, nei registri relativi ai beni ed ai servizi acquistati, sulla base dei documenti di acquisto di cui è in possesso e per i quali il diritto alla detrazione viene esercitato nello stesso mese ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Entro il medesimo termine di cui al periodo precedente può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente. …”. Da un punto di vista operativo, il DPR 100/1998 prevede che: per le operazioni infrannuali: è possibile detrarre l’IVA anche sui documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui è effettuata l’operazione; per le operazioni a cavallo d’anno: non è possibile detrarre l’IVA sui documenti di acquisto ricevuti ed annotati nell’anno successivo a quello in cui è effettuata l’operazione. Si ricorda, inoltre, che la fattura immediata deve essere emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, determinata ai sensi dell’art. 6 del decreto IVA. Nel caso di fattura differita, invece, emessa quindi ai sensi dell’art. 21, quarto comma, lett. a), la trasmissione può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo rispetto a quello in cui sono state effettuate le operazioni, sempre considerando l’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972 per la determinazione del momento di “effettuazione” dell’operazione ai fini IVA. Può dunque intercorrere un certo tempo tra la “data” esposta nella fattura elettronica e la data di effettiva consegna della stessa. Per potere detrarre l’IVA sugli acquisti è necessario che la fattura sia ricevuta e contabilizzata. La data della fattura è quindi solo uno degli elementi da prendere in considerazione, che passa in secondo piano rispetto alla data di ricezione, il tutto in un quadro che, alla luce dei tempi concessi per l’emissione delle e-fatture, comporta normalmente uno sfasamento temporale tra data della fattura e data di ricezione da parte del destinatario. Il comma 3 dell’articolo 7 della legge 111/2023 prevede che “in relazione ai beni e servizi acquistati o importati per i quali l’esigibilità dell’imposta si verifica nell’anno precedente a quello di ricezione della fattura, il diritto alla detrazione possa essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui la fattura è ricevuta”. Quindi, modificando appunto il  comma 1 dell’articolo 1 del DPR 100/1998, sarà possibile detrarre l’IVA nell’ultima liquidazione IVA dell’anno (dicembre o quarto trimestre, a seconda del contribuente) anche per quelle fatture, esigibili nell’anno precedente, ricevute ed annotate da giorno 1 a giorno 15 dell’anno successivo. Nel caso in cui una fattura, recapitata nel 2023, non venga, registrata in tale anno, affinché sia possibile portare in detrazione l’IVA, l’annotazione dovrà essere effettuata entro il 15 gennaio 2024 per procedere alla detrazione in dicembre 2023 (o nel terzo trimestre 2023) oppure entro il termine previsto per la dichiarazione IVA, ovvero entro il 30 aprile 2024, in apposito sezionale – o comunque con una tecnica che consenta di distinguerla dalle fatture “correnti” per la detrazione in dichiarazione IVA.

  • I criteri per individuare il valore venale dell’area edificabile ai fini IMU
    on 13 Novembre 2023

    <br>L’atto impositivo che espone la valorizzazione ai fini IMU di un'area fabbricabile deve individuare, con accuratezza, l’impianto motivazionale ed il metodo che ha portato a determinare un certo valore di mercato. La mancanza di tali indicazioni nel corpo della motivazione dell’avviso di accertamento vizia irrimediabilmente, secondo gli insegnamenti della Corte di Cassazione, il provvedimento impositivo. IL VALORE VENALE DELL’AREA EDIFICABILE AI FINI IMU  La normativa originaria di riferimento che disciplina la determinazione da parte dell’Ufficio comunale della base imponibile ai fini IMU di un’area fabbricabile risiede, come  noto, nell’art. 5, del D.lgs. 30/12/1992, n. 504, riprodotto in larga parte nel testo dell’art. 1, co. 746 della L. 27/12/2019, n. 160. Secondo tale disposizione per le aree fabbricabili, il valore e' costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione, a far data dall’adozione degli strumenti urbanistici, avendo riguardo ai seguenti criteri: zona territoriale di ubicazione,  indice di edificabilità,  destinazione d'uso consentita,  neri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione,  prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.   L’ATTRIBUZIONE DEL VALORE VENALE DELLE AREE FABBRICABILI: GLI ATTI IMPOSITIVI L’avviso di accertamento esecutivo emesso dal Comune ai sensi dell'art. 1, commi 792 e ss. della l. 160/2019, assegna all’area fabbricabile un determinato valore venale in comune commercio.  Normalmente la determinazione della base imponibile cui commisurare l’aliquota dell’imposta è adottata sulla base: della dichiarazione IMU presentata con riferimento all’annualità oggetto di accertamento; del Regolamento Comunale attinente l'applicazione e la disciplina del tributo IMU, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale o della Giunta; delle informazioni acquisite d'ufficio a seguito di riscontro con l'Agenzia del Territorio. In funzione di tali elementi la parte motiva dell’atto impositivo generalmente riepiloga i dati catastali, la percentuale di possesso, nonché il valore dell’area fabbricabile. UNA POSSIBILE LINEA DIFENSIVA  Appare evidente che, l’atto impositivo che elenca unicamente i riferimenti catastali, il generico richiamo alle deliberazioni assembleari comunali ed il valore dell’area edificabile senza fornire idonee giustificazioni sui parametri che hanno condotto alla quantificazione del valore in comune commercio presenta, a nostro avviso, palesi vizi di legittimità sia in termini di carenza di motivazione che nel merito (1).  Vizio di motivazione dell’atto. Come noto, in tema di motivazione dei provvedimenti amministrativi l’art. 7, L. 27/07/2000, n. 212 così dispone “…gli atti dell’amministrazione finanziaria sono motivati secondo quanto prescritto dall’art. 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente la motivazione dei provvedimenti amministrativi, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione. richiama…”. Anche alla luce dei principi dello Statuto del Contribuente; pertanto, la revisione del valore di un immobile deve essere motivata in termini che esplicitino in maniera intellegibile le specifiche giustificazioni del maggior valore (Cass., Sez. 5, 4/12/2016, n. 26709). È quindi inaccettabile che gli Enti comunali "assegnino" un  valore senza minimamente esplicitare le ragioni che stanno alla base dei criteri di determinazione; in altri termini l’avviso di accertamento esecutivo ai fini IMU, per quanto riguarda la valorizzazione dell’area fabbricabile, non costituisce un atto di mera liquidazione e quindi non può ritenersi motivato con la semplice dicitura “Omesso o carente versamento”.  In tal modo, l'indicazione di (qualsiasi) valore al metro quadro supposto dall'ente territoriale si risolve in una stima assolutamente apodittica, non fondata su alcun elemento giustificativo, neppure astrattamente esplicitato.  Congruità di determinazione del valore in comune commercio  Sotto un diverso profilo gli atti impositivi che definiscono il valore delle aree fabbricabili ai fini IMU appaiono censurabili anche nel merito se sforniti di una corretta ed equa valorizzazione  adottata secondo i criteri imposti dall’art. 5, D.lgs. n. 504/92. La giurisprudenza unanime della Corte di Cassazione, sez. V, Ordinanza 10/01/2017, n. 310 (conforme: sez. V, 19/12/2003, n. 19515;  15/06/2010, n. 14385; 11/05/2012, n. 7297; 27/02/2015, n. 4093; Ord. 11/03/2015, n. 4817) ha statuito che i criteri per individuare il valore cenale sono tassativi, sicché il giudice di merito, investito della questione del valore attribuito ad un’area fabbricabile, non può esimersi dal verificarne la corrispondenza ai suddetti parametri. La vocazione edificatoria di un suolo formalizzata in uno strumento urbanistico non è sufficiente a far lievitare in modo sproporzionale, perché l’Amministrazione finanziaria ha l’obbligo di parametrare il valore venale dell’area, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’suo consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche. Note:(1) A beneficio dei lettori è proposta una traccia di ricorso avverso gli avvisi di accertamenti esecutivi notificati dai Comuni che determinano il valore in comune commercio dell’area fabbricabile.

  • Entro il 30 novembre la comunicazione al MIMIT per gli investimenti '4.0', R&S e Formazione del 2022
    on 10 Novembre 2023

    <br>Il prossimo 30 novembre 2023 scadrà il termine per l’invio al Ministero delle Imprese e del made in Italy (oggi MIMIT, ex MISE) la comunicazione dei dati e delle informazioni rilevanti riguardanti il credito d’imposta per gli investimenti “4.0”. Il modello di comunicazione, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, deve essere trasmesso tramite PEC all’indirizzo benistrumentali4.0@pec.mise.gov.it .In caso di problemi tecnici, il modello può essere inviato direttamente alla PEC della Direzione: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it . Ricordiamo che il comma 5 dell’art. 1 del DM 6 ottobre 2021 prevede che “l’invio del modello di comunicazione approvato con il presente decreto non costituisce presupposto per l’applicazione del credito d’imposta e i dati e le informazioni in esso indicati sono acquisiti dal Ministero dello sviluppo economico al solo fine di valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative. L’eventuale mancato invio del modello non determina comunque effetti in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria della corretta applicazione della disciplina agevolativa”. Analoghe comunicazioni sono previste, sempre entro il 30 novembre, anche per il credito ricerca, sviluppo e innovazione (art. 1 commi 200 ss. della L. 160/2019) e per il credito formazione 4.0 (art. 1 commi da 46 a 56 della L. 205/2017). Anche per tali agevolazioni la comunicazione non costituisce presupposto per la disciplina agevolativa. Per il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, attività di innovazione tecnologica e attività di design e ideazione estetica, il modello di comunicazione, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, va trasmesso tramite PEC all’indirizzo cirsid@pec.mise.gov.it o dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it. Per il credito d’imposta per le spese di formazione 4.0, il modello di comunicazione, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, va trasmesso tramite PEC all’indirizzo formazione4.0@pec.mise.gov.it o dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it .

  • Rendimenti migliori per aziende che puntano sulle donne, ma ancora bassa la percentuale ai vertici
    on 7 Novembre 2023

    <br>Secondo lo studio “Lifting financial performance by investing in women” di BlackRock, uno dei più importanti asset manager e uno dei principali fornitori di servizi di gestione degli investimenti al mondo, le aziende con una forza lavoro più bilanciata tra uomini e donne hanno performance economiche migliori di quelle meno equilibrate. Nel dettaglio, classificando le aziende in base alla diversità della loro forza lavoro nei vari paese e gruppi industriali, i ricercatori hanno constato che più equilibrata è la forza lavoro dell’azienda, maggiore è il suo RoA (Return on Assets, ovvero rendimento sulle attività). Tra le aziende dello stesso gruppo industriale e dello stesso paese, il portafoglio composto da una più alta rappresentanza femminile ha sovraperformato quello con meno partecipazione di donne di 1,6 punti percentuali in media tra il 2013-2022. In entrambi i portafogli, comunque, la percentuale di donne è aumentata, nel caso delle aziende più virtuose dal 42% nel 2012 al 50% nel 2021, mentre nelle altre dal 23% al 25%. E’ la diversità che conta, piuttosto che la prevalenza di donne o uomini. Tra le aziende del campione, infatti, né le società con la più bassa (16% in media) né quelle con la più alta (60% in media) rappresentanza femminile nella forza lavoro hanno ottenuto le migliori performance nell’ultimo decennio. Invece, le aziende che si collocano a metà dello spettro hanno sovraperformato le loro concorrenti. Osservando le differenze settoriali e industriali, BlackRock evidenzia che, in media, le donne tendono ad essere fortemente rappresentate nei settori sanitario (52%) e finanziario (49%), e molto meno nei materiali (23%) o nei servizi di pubblica utilità (26%). Si pone attenzione sul fatto che la rappresentanza delle donne è più vicina alla parità nei posti di lavoro entry-level, ma questo equilibrio viene meno con l’anzianità. Tra le società dell’indice MSCI World, solo il 18% dei posti dirigenziali nel 2021 erano detenuti da donne e solo il 6% dei posti di amministratore delegato nel 2022. Questo nonostante nell’ultimo decennio diverse giurisdizioni abbiano introdotto delle norme per regolamentare la presenza femminile nei CdA, come nel caso della legge Golfo-Mosca emanata in Italia nel 2011. La sottorappresentanza delle donne ai livelli senior è prevalente in quasi tutti i settori. Dallo studio in esame emerge che le aziende in cui la rappresentanza delle donne a livello di middle management si allinea meglio con quella della forza lavoro complessiva ottengono risultati migliori rispetto a quelle con una rappresentanza più sbilanciata. Si riporta infine un risultato frutto dell’analisi del mondo della finanza: spesso, i prodotti gestiti da donne hanno performance migliori di quelli sotto il controllo maschile. Ad esempio, secondo i dati di Hedge Fund Research, l’indice degli hedge fund posseduti o gestiti da donne ha sovraperformato del 10,5% negli ultimi 16 anni l’indice degli hedge fund complessivi. Questa sovraperformance delle donne nei settori del venture capital e degli hedge fund indica che le migliori donne manager potrebbero riuscire a superare questa barriera invisibile. Il World Economic Forum prevede che ci vorranno 169 anni per colmare il divario di genere globale nella partecipazione e nelle opportunità economiche. La bassa rappresentanza delle donne nel mondo degli investimenti significa che l’inclusione di più donne nel mix potrebbe aumentare il livello complessivo dei talenti, e con esso, la performance del settore finanziario. Si ricorda infine che la parità di genere è un obiettivo sociale fondamentale, rendicontato anche dai più utilizzati standard di riferimento ESG.

  • La fiscalità delle criptoattività
    on 30 Ottobre 2023

    <br>Si è conclusa la consultazione pubblica avviata lo scorso 15 giugno, per consentire agli interessati di valutare la bozza di documento di prassi predisposto, dall’Agenzia, all’indomani delle modifiche normative apportate dall’ultimo bilancio alla catalogazione e al trattamento fiscale delle cripto-attività (articolo 1, commi da 126 a 147, legge n. 197/2023); arriva quindi la versione definitiva della circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023. Come nella prima stesura, il documento esordisce con un excursus sul quadro normativo, nazionale e unionale e sui chiarimenti forniti in materia fino al 2022, poi, detta indicazioni operative in merito alle nuove disposizioni, le quali, tra l’altro, prevedono una nuova categoria di redditi diversi soggetti a tassazione con aliquota del 26%. Si tratta dei redditi riconducibili alla detenzione, al rimborso e al trasferimento di valori e diritti tramite tecnologia distribuita (Dlt). Il comma 126 della richiamata legge ha infatti aggiunto la lettera c-sexies) al comma 1 dell’articolo 67, del Tuir, la quale definisce le cripto-attività come “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”. Nell’ambito applicativo della norma rientra ogni fenomeno reddituale riconducibile alla “detenzione”, rimborso e al “trasferimento” di “valori” e “diritti”, mediante la tecnologia distribuita “distributed ledger technologies” (Dlt). Le plusvalenze realizzate e gli altri proventi percepiti per effetto di operazioni relative a cripto-attività, sono imponibili – in capo alle persone fisiche (purché il reddito non sia conseguito nell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni o in qualità di lavoratore dipendente), agli enti non commerciali (se l’operazione da cui deriva il reddito non è effettuata nell’esercizio di impresa commerciale), alle società semplici ed equiparate, ai non residenti senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, quando il reddito si considera prodotto nello stesso territorio – come redditi diversi e assoggettati a tassazione, con la medesima aliquota applicabile alle attività finanziarie (26%). In tema di territorialità, la circolare ricorda che si considerano prodotti in Italia i “redditi diversi” (articolo 67 Tuir) derivanti da “attività svolte” nel territorio dello Stato e da “beni” che si trovano nello stesso territorio. Rientrano dunque nella nuova disciplina anche i redditi realizzati da soggetti non residenti se relativi a cripto-attività detenute nel nostro Paese presso prestatori di servizi o intermediari residenti in Italia o presso la loro stabile organizzazione se non residente. Nei casi in cui le cripto-attività, o meglio le chiavi che danno accesso alle stesse, siano detenute “direttamente” dal soggetto tramite supporti di archiviazione, quali ad esempio chiavette usb, senza l’intervento degli intermediari o prestatori di servizi sopramenzionati, il reddito si considera prodotto in Italia se il supporto di archiviazione si trova nel territorio dello Stato.A tal fine, si presume che il reddito sia prodotto in Italia, se il soggetto che detiene il supporto di archiviazione è ivi residente nel periodo di imposta di produzione del reddito.Resta ferma la facoltà per il contribuente di provare l’effettivo luogo di localizzazione del supporto di archiviazione. In considerazione della modifica del regime fiscale, il Bilancio 2023 ha quindi previsto la possibilità, per coloro che già detenevano cripto-attività al 1° gennaio 2023, di rideterminare il costo o il valore di acquisto delle stesse, a condizione che il predetto valore sia assoggettato a una imposta sostitutiva del 14%, con il versamento dell’intero importo o della prima rata entro il prossimo 15 novembre 2023. La legge di bilancio, inoltre, ha offerto la possibilità di prevenire possibili contestazioni, in sede di controllo sul passato, per i contribuenti che non hanno indicato nella propria dichiarazione annuale dei redditi le cripto-attività detenute al 31 dicembre 2021 nonché i redditi sulle stesse realizzati, o che hanno violato gli obblighi di monitoraggio fiscale, non indicando, nel quadro RW della propria dichiarazione, i redditi derivanti dalle cripto-attività realizzati  entro il medesimo termine. Questi possono regolarizzare la propria posizione presentando un’apposita istanza di emersione e versando un’imposta sostitutiva pari al 3,5% del valore delle stesse cripto-attività detenute al termine di ogni anno o al momento del realizzo, nonché l’ulteriore somma pari allo 0,5% per ciascun anno del predetto valore a titolo di sanzioni e interessi.A tal proposito, in relazione alle modalità e ai termini di presentazione della domanda, la circolare rimanda al provvedimento direttoriale dello scorso 7 agosto, con il quale è stato anche approvato l’apposito modello, insieme alle istruzioni e allo schema per la relazione di accompagnamento e la relativa documentazione probatoria. Il modello di regolarizzazione, firmato digitalmente, va presentato, insieme alla ricevuta di pagamento degli importi dovuti, dall’interessato o da un professionista incaricato, all’Agenzia Entrate entro il 30 novembre 2023, tramite invio all’indirizzo di posta elettronica certificata della direzione regionale territorialmente competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente relativo all’ultimo anno d’imposta interessato dalla procedura (gli indirizzi Pec sono elencati nell’allegato 4 del richiamato provvedimento). Il versamento delle somme va effettuato in un’unica soluzione entro la data di presentazione dell’istanza (30 novembre 2023), tramite modello F24, utilizzando i codici tributo, istituiti con la risoluzione n. 50/E dello scorso 9 agosto:“1718” per l’“Emersione delle cripto-valute – articolo 1, commi da 138 a 142, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 – Sanzione per violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale”“1719” per l’“Emersione delle cripto-attività – articolo 1, commi da 138 a 142, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 – Imposta sostitutiva dovuta sui valori delle cripto-attività oggetto dell’istanza di regolarizzazione”.È esclusa la compensazione. Infine, il legislatore ha disposto una disciplina ad hoc in materia di imposta di bollo sui rapporti aventi a oggetto le cripto-attività. In particolare, ha previsto l’applicazione del tributo, nella misura del 2 per mille annuo del valore delle stesse attività, anche per le comunicazioni periodiche alla clientela sui prodotti finanziari.Su questo tema, la circolare odierna ricorda che se il cliente è un soggetto diverso da persona fisica, l’imposta è dovuta nella misura massima di 14 euro.Il valore da assoggettare al Bollo è quello al termine del periodo di rendicontazione o, in caso di mancata rendicontazione, quello riferibile al 31 dicembre di ogni anno, come rilevabile dall’intermediario o dal prestatore di servizi che applica l’imposta. In assenza di tale valore è necessario fare riferimento al costo di acquisto delle cripto-attività.

  • Rimborso IVA del terzo trimestre 2023: modello TR da trasmettere entro il 31 ottobre
    on 16 Ottobre 2023

    <br>I contribuenti IVA che hanno realizzato nel trimestre solare un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso di questa somma (o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi), devono presentare il modello TR entro la fine del mese successivo, quindi entro il 31 ottobre per il III trimestre dell’anno. La presentazione dell’istanza deve avvenire telematicamente e l’utilizzo del credito per importi superiori a 5.000 euro deve avvenire, salvo apposizione del visto di conformità, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza. Si ricorda che l’art. 38 bis del DPR 633/72 prevede la possibilità di chiedere a rimborso o di utilizzare in compensazione orizzontale il credito IVA maturato in ciascuno dei primi 3 trimestri dell’anno, quando l’importo è superiore a 2.582,28 euro e se: si esercitano esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l’effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni. Tale possibilità è stata estesa anche alle operazioni in reverse charge e a quelle in regime di split payment; si effettuano operazioni non imponibili per un valore superiore al 25% del volume d’affari; si effettuano acquisti ed importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi dell’ammontare complessivo degli acquisti e delle importazioni di beni e servizi imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Tra i beni ammortizzabili non si considerano i canoni di leasing di beni strumentali; in tal caso il diritto al rimborso dell’IVA viene riconosciuto solo alla società concedente in quanto proprietaria dei beni (Ris. n. 392/E del 23/12/2007); si effettuano in un trimestre solare, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, riferite alle seguenti attività: prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali; prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni di servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni indicate nell’articolo 19, comma 3, lettera a-bis del Dpr n. 633/1972 (articolo 8 della legge comunitaria 217/2011. Se il contribuente rientra in una delle casistiche sopra descritte, potrà chiedere il rimborso o comunicare la richiesta di compensazione presentando, entro il mese successivo al trimestre in cui è maturato il credito e per via telematica, l’apposito modello IVA TR. Possono chiedere il rimborso anche i soggetti non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, identificati direttamente (articolo 35-ter del Dpr n. 633/1972) o che hanno nominato un rappresentante residente nel territorio dello Stato.

  • Il rimborso IVA non è ammesso anche quando la stabile organizzazione non interviene
    on 13 Ottobre 2023

    <br>La Cassazione, con la sentenza n. 25685 depositata lo scorso 4 settembre 2023, ha confermato che la presenza di un'effettiva e operativa stabile organizzazione in Italia da parte di un soggetto non residente è ostativa all’istanza di rimborso IVA “diretto”. La Corte di Cassazione, pertanto, sembrerebbe assumere una posizione netta rispetto a quella adottata dall’Agenzia delle Entrate (i.e. FAQ del 12/07/2010), in base alla quale i soggetti passivi non residenti dotati di una stabile organizzazione in Italia non possono accedere alla procedura di rimborso “diretta” - prevista per i soggetti passivi non residenti stabiliti in un altro Stato UE, ai sensi dell’art. 38-bis2 del D.P.R. 633/72 -  ma devono avvalersi delle modalità disciplinate dall’art. 38 bis del D.P.R. 633/72, tranne nei seguenti casi: la stabile organizzazione del soggetto passivo non residente si limiti ad effettuare acquisti e importazioni in Italia senza il compimento di operazioni attive; Il soggetto passivo non residente per gli acquisti e le importazioni effettuati in Italia non si sia avvalso della stabile organizzazione. Il parere dell’Agenzia delle Entrate, quindi, sembrerebbe essere stato superato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 25685, nella quale tratta la questione relativa ad una società non residente, con stabile organizzazione in Italia, che si è vista negare il rimborso dell’IVA a credito sulle operazioni passive, rilevanti in Italia ed effettuate senza il coinvolgimento della stabile organizzazione. La Corte di Cassazione è stata chiamata a stabilire se la presenza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato incidesse ai fini della procedura da attuare per il rimborso IVA, ovvero se la società estera dovesse esercitare in Italia tutti i diritti relativi all’IVA direttamente come soggetto passivo UE oppure tramite la stabile organizzazione. Nella pronuncia la Corte di Cassazione ribadisce quanto affermato dalla Corte di Giustizia (C.Giust. UE 16 luglio 2009 C-244/08), ovvero il principio secondo cui sono due le modalità di recupero dell’IVA, vale a dire mediante detrazione o mediante rimborso, e che la legittima modalità dipende essenzialmente dal luogo di stabilimento del soggetto passivo che ha effettuato acquisti di beni o servizi o importazioni nel territorio dello Stato e che il criterio dello stabilimento è dato dalla presenza o meno di un centro di attività stabile. Alla luce di quanto sopra, se il soggetto è dotato di un centro di attività stabile in Italia, può esercitare il diritto alla restituzione dell’IVA solo attraverso della detrazione, a prescindere da chi abbia acquistato i beni/servizi, se la casa madre o la stabile organizzazione.  La Corte di Cassazione, quindi, nega il rimborso dell’IVA in capo alla società non residente, in quanto l’esistenza e la sua operatività della stabile organizzazione italiana sul piano degli adempimenti fanno confluire la posizione del soggetto passivo UE nella stabile organizzazione. In ultimo, e sulla base della sentenza di cui sopra, possiamo stabilire che è la mera esistenza della stabile organizzazione nel territorio dello Stato a comportare l’esclusione dal diritto al rimborso IVA, anche qualora non vi sia un intervento della stessa stabile. Possiamo concludere, quindi, che un eventuale credito IVA sarà recuperato solo attraverso il meccanismo di detrazione della stabile organizzazione. Le opinioni espresse nel presente contributo sono da ritenersi proprie dell’autore e non si riferiscono in alcun modo alla società di riferimento.

  • Titolare effettivo: semplice con la pratica DIRE
    on 13 Ottobre 2023

    <br>Abbiamo inoltrato il 12.10.2023 tramite DIRE due pratiche (per testare il tutto) relative al titolare effettivo, la compilazione è di una semplicità estrema in quanto il commercialista accede alla procedura tramite login e password di Telemaco,  i dati della società vengono “derivati” dalle risultanze del registro imprese. Per gli indirizzi del titolare effettivo vengono suggeriti nel menu a tendina, la nazione, provincia, città, via di residenza del titolare effettivo. Peraltro la pratica è stata evasa nel giro di un’ora.  Nella sezione “firma ed invia” i dati da indicare sono quelli del soggetto tenuto alla comunicazione (esempio l’amministratore); può essere scaricata e salvata  la distinta e “girata” via e email all’amministratore invitandolo a firmarla digitalmente  e restituire il file firmato allo  studio (formato con estensione P7m), in modo da poter poi completare la pratica e trasmetterla.  Quindi il consiglio è di compilare la pratica, salvarla, inviare la distinta da firmare all’amministratore e, quando ricevuta, allegarla alla pratica e procedere all’invio (i diritti i segreteria di 30 euro vengono addebitati sul conto Telemaco del commercialista che trasmette). Non è necessaria alcuna firma digitale da parte del commercialista.  E’ stato predisposto un tutorial raggiungibille a questo link.   

  • La comunicazione del titolare effettivo entro l’11 dicembre 2023
    on 13 Ottobre 2023

    <br>E’ stato pubblicato il 9 ottobre 2023 in G.U. n. 236 il decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy 29 settembre 2023 , che definisce la piena operatività del registro dei titolari effettivi. L’invio del nuovo adempimento potrà essere effettuato fino all’11 dicembre 2023, in quanto  le prime comunicazioni vengano fatte entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultimo decreto. I soggetti obbligati all’adempimento sono: le società di capitali (spa, sapa, srl, cooperative e società di mutuo soccorso), le persone giuridiche private (fondazioni, associazioni riconosciute e comitati riconosciuti) i trust (trattasi dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali di cui all’ del D.Lgs. n. 231/2007) e i soggetti ad essi assimilati. Il cliente è tenuto a fornire per iscritto, sotto la propria responsabilità, tutte le informazioni necessarie e aggiornate per consentire ai soggetti obbligati di adempiere agli obblighi di adeguata verifica, anche quelli del titolare effettivo. L’individuazione del titolare effettivo deve essere effettuata con l’ausilio del cliente, che sarà solitamente l’esecutore della società o dell’ente, cioè il suo rappresentante legale, ma spesso non il titolare effettivo. I dati del titolare effettivo da comunicare sono: il nome e cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza ed il codice fiscale (ove attribuito) attraverso un mezzo idoneo come la dichiarazione del cliente o a mezzo PEC. La comunicazione deve essere trasmessa tramite il servizio DIRE del Registro Imprese. Eventuali variazioni inerenti la titolarità effettiva dovranno essere effettuate entro 30 giorni dal compimento dell’atto che dà luogo a variazione (esempio vendita quote, cambiamento del presidente della società ecc.). I dati e le informazioni dovranno essere confermati entro 12 mesi dalla data della loro prima comunicazione o dall’ultima comunicazione della loro conferma. Per le società chiamate, tenute alla redazione e presentazione del bilancio presso il registro delle imprese, la conferma dei dati potrà essere effettuata contestualmente al deposito del bilancio. La comunicazione va inviata direttamente e firmata digitalmente dal legale rappresentante e non può essere delegata, ad esempio, all’intermediario, anche se probabilmente saranno gli intermediari a effettuare l’invio delle comunicazioni, con al fianco i clienti, dotati di firma digitale. L’omessa comunicazione delle informazioni sul titolare effettivo al Registro delle imprese sarà punita con la sanzione amministrativa da 103 a 1.032 euro. Se la comunicazione avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza dei termini prescritti, la sanzione amministrativa pecuniaria è ridotta ad un terzo. Per l’individuazione del titolare effettivo occorre fare riferimento all’art. 1, comma 2, lett. pp), del d.lgs.231/2007.

  • Antiriciclaggio: UIF, dati statistici del I semestre 2023
    on 2 Ottobre 2023

    <br>dal sito https://uif.bancaditalia.it. Nel periodo in esame la UIF ha ricevuto 77.693 segnalazioni di operazioni sospette, in aumento del 4,7 per cento rispetto a quelle pervenute nel primo semestre del 2022, seppur in calo rispetto al picco registrato nel semestre precedente (-4,4 per cento). Il principale apporto segnaletico è stato fornito dalla categoria banche e Poste, che ha inviato più della metà delle segnalazioni ricevute (54,5 per cento), anche se in calo di oltre 3 punti percentuali rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente. In aumento il contributo degli Istituti di moneta elettronica (14,3 per cento del totale), dei prestatori di servizi di gioco (8,1 per cento) e dei notai e Consiglio Nazionale del Notariato (4,6 per cento). Nel periodo in esame l'Unità ha complessivamente analizzato e trasmesso agli Organi investigativi 78.219 segnalazioni, in aumento del 7,7 per cento rispetto al primo semestre del 2022; l'Unità ha inoltre valutato 89 istanze di sospensione, 14 delle quali con esito positivo (15,7 per cento del totale), per un valore complessivo di 3,2 milioni di euro. Le segnalazioni antiriciclaggio aggregate (dati SARA) registrano, per la prima volta a partire dal secondo semestre 2020, una contrazione degli importi complessivi dei versamenti e dei prelievi (rispettivamente -2,7 per cento e -2,8 per cento rispetto al semestre precedente). La diminuzione degli importi è influenzata principalmente dai settori primario e secondario della produzione, nonché dai servizi al di fuori del commercio. La UIF ha avviato 11 accertamenti ispettivi nei confronti di diverse tipologie di operatori, appartenenti anche al comparto non finanziario. Sono stati effettuati, inoltre, accertamenti cartolari su diverse tematiche che hanno interessato complessivamente 12 soggetti obbligati. Nel primo semestre 2023 l'Autorità giudiziaria ha inviato alla UIF 190 richieste di informazioni e ha ricevuto dall'Unità 416 note di risposta, in linea di continuità con gli scambi informativi del primo semestre dello scorso anno. Per quanto concerne lo scambio di informazioni con le FIU estere, le richieste inoltrate dalla UIF hanno fatto registrare un incremento del 10 per cento rispetto al semestre precedente, mentre si registra un lieve calo nel numero delle richieste ricevute. A maggio la UIF ha emanato i nuovi indicatori di anomalia per agevolare l'intera platea dei soggetti obbligati nell'individuazione delle operazioni sospette. Visualizza il quaderno dell’UIF

  • Autotrasportatori: riduzione accise III trimestre 2023
    on 2 Ottobre 2023

    <br>Con nota  5922285 del 28.09.2023 sono state rese note le istruzioni, il modello ed il software per la richiesta dei benefici relativi alla riduzione accise del III trimestre 2023.  L’articolo 61 del Decreto Legge 1/2012 ha introdotto modificazioni all’articolo 3 comma 1 del D.P.R. 277/2000, cosicché l’istanza per accedere al beneficio può essere presentata dal 1° al 31 ottobre 2023. La Legge 28 dicembre 2015 n. 208, articolo 1, comma 645 (Legge di Stabilità 2016) prevedeva che a decorrere dal 1° gennaio 2016 il beneficio non spettasse per i veicoli di categoria EURO 2 o inferiore, successivamente la Legge 160/2019 comma 630 disponeva che a decorrere dal 1° ottobre 2020 il rimborso non spettasse per i consumi dei veicoli di categoria euro 3 od inferiore; infine a decorrere dal 1° gennaio 2021 il rimborso non spetta per i consumi dei veicoli di categoria euro 4 o inferiore (art. 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2019, n. 160). Per la classificazione dei veicoli si consulti la tabella classificazione euro. In seguito a tale introduzione nella dichiarazione trimestrale di rimborso è stata inserita la dicitura “dichiara che il gasolio consumato per cui si chiede il beneficio non è stato impiegato per il rifornimento di veicoli di categoria Euro 4 o inferiore”.  Si rammenta inoltre che in sede di conversione del D.L. 29.5.2023 (Legge 26.7.2023 n. 95) è stato inserito l’articolo 3 quinquies con il quale il gasolio paraffinico (HVO) viene equiparato fiscalmente al gasolio commerciale, in merito alle accise ed al rimborso delle accise (vedi anche pagina 3 della Nota).  La riduzione delle accise relativa al III trimestre 2023  è pari ad euro 214,18 per mille litri di prodotto relativo ai  consumi dal 1° luglio  al 30 settembre 2023. L’articolo 8 del Decreto Legge 124/2019 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2020, un limite quantitativo di gasolio consumato da ciascun veicolo; come riportato al paragrafo VI della nota tale limite è stato fissato in un litro di gasolio per ogni chilometro percorso da ciascun veicolo: risulta quindi fondamentale il dato sulla percorrenza chilometrica di ciascun veicolo per il quale il beneficio non sarà più riconosciuto oltre il consumo di un litro per ciascun chilometro percorso e,  per questo motivo, sono state apportate le relative modifiche al quadro A1 della dichiarazione dove nella colonna “chilometri percorsi” dovranno essere indicati i chilometri percorsi da ciascun veicolo nel periodo 1° luglio al 30 settembre ed i litri consumati nel medesimo periodo. Infine per le imprese comunitarie obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia, nel modello di dichiarazione (dopo frontespizio, quadri e legenda) è stata inserita una tabella riportante per gli stati di appartenenza alla UE l’ufficio delle Dogane competente a ricevere la dichiarazione.  Si rammenta inoltre che: nel settore dell’autotrasporto (in conto proprio o in conto terzi) svolta da persone fisiche o giuridiche il beneficio riguarda i veicoli con massa complessiva pari o superiore alle 7,5 tonnellate e di categoria superiore ad euro 4; gli autotrasportatori possono documentare gli acquisti di carburante unicamente con fattura;  si richiama la nota n. 64837 del 7 giugno 2018 della Direzione Centrale legislazione e procedure accise ed altre imposte indirette dell’Agenzia delle Dogane relativa alla confermata obbligatorietà, per la fruizione del rimborso, dell’indicazione nella fattura elettronica (art. 1, comma 917, della legge 27.12.2017, n. 205) della targa del veicolo rifornito da impianti di distribuzione carburanti;  la dichiarazione può essere presentata in via telematica entro il 31.10.2023 per i soggetti che si avvalgono del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., le cui modalità di invio sono riportate al paragrafo V della nota, oppure in forma cartacea, in quest’ultimo caso il contenuto della dichiarazione deve essere fornito anche su supporto informatico (CD ROM, DVD, pen drive, USB) unitamente alla dichiarazione stessa; le dichiarazioni prive del supporto informatico saranno considerate irregolari  causando l’interruzione del procedimento di riconoscimento del credito; il codice tributo per effettuare la compensazione con modello F24 corrisponde al 6740;  la compensazione è ammessa (salvo comunicazioni pervenute da parte dell’Ufficio) decorsi 60 giorni dal ricevimento della dichiarazione da parte dell’Ufficio - in caso di trasmissione a mezzo del servizio postale è opportuno effettuare l’invio con raccomandata con avviso di ricevimento in modo da conoscere la data di ricezione da parte dell’Ufficio (articolo 4 comma 2 del D.P.R. 277/2000); se quindi spedisco la raccomandata il 31 ottobre e l’Ufficio la riceve il 6 novembre 2023, il credito sorge il 5 gennaio 2024 (60 giorni dopo la ricezione da parte dell’Ufficio) per il credito riconosciuto non opera la limitazione alla compensazione prevista dall’art. 1, comma 53, della Legge 244/2007; il termine per procedere alla compensazione del credito di imposta scadrà il 31 dicembre 2024 (entro l’anno solare successivo a quello in cui è sorto, ai sensi articolo 4 comma 3 del D.P.R. 277/2000 così come modificato dall’articolo 61 comma 1 lettera b del Dl n. 1 del 24 gennaio 2012) e qualora il credito non venga utilizzato entro tale termine occorrerà presentare istanza di rimborso entro il 30 giugno 2025; il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile (articolo 2 D.P.R. 277/2000). In relazione al termine di presentazione della dichiarazione è opportuno richiamare il contenuto della nota dell’ Agenzia delle Dogane R.U. 62488  del 31 maggio 2012, paragrafo  A, nella quale si ha modo di leggere che “La legge 244/2012, inserendo il comma 13-ter nell’art. 3 del D.L. n.16/2012, ha disposto una modifica all’art. 3, comma 1, del D.P.R. n.277/2000 intervenendo ad eliminare la previsione della decadenza quale sanzione per la mancata presentazione della dichiarazione entro il prescritto termine del mese successivo alla scadenza del trimestre solare di riferimento.  In sostanza, il sopraindicato termine, in assenza di qualificazione, non assume carattere di perentorietà e, conseguentemente, la presentazione tardiva della dichiarazione da parte degli esercenti non preclude il riconoscimento del rimborso e dà avvio al previsto procedimento.  In tale evenienza, inoltre, il limite temporale per l’utilizzo in compensazione del credito (art. 4, comma 3, D.P.R. n.277/2000) sarà determinato in base alla data di riconoscimento del medesimo per effetto del formarsi del silenzio assenso o del provvedimento espresso dell’Ufficio delle Dogane. Pertanto, a titolo meramente esemplificativo, in caso di dichiarazione relativa al primo trimestre dell’anno 2012 presentata tardivamente nel mese di aprile 2013, non potrà essere precluso all’esercente il riconoscimento del beneficio che potrà essere utilizzato, ai sensi dei commi 1 e 2, art. 4, del D.P.R. n. 277/2000, fino al 31 dicembre 2014. Da tale termine decorrono, poi, i sei mesi entro i quali (30 giugno 2015) deve essere richiesto il rimborso in denaro per la fruizione delle eccedenze qualora non sia stato utilizzato integralmente in compensazione. Alla luce del mutato quadro giuridico, in riferimento al riconoscimento del beneficio correlato al decorso del tempo, si precisa che l’esercente l’attività di trasporto ha l’onere di presentare comunque l’apposita dichiarazione entro il termine di decadenza biennale fissato, a valenza generale, dall’art. 14, comma 2, del D.lgs. n.504/95, decorrente dal giorno in cui il rimborso stesso avrebbe potuto essere richiesto (nel caso sopra esemplificato, inizio decorrenza del termine: 1.4.2012)”.

  • Whistleblowing obbligatorio per molti, ma non per tutti
    on 26 Settembre 2023

    <br>Con l’avvicinarsi della scadenza del 17 dicembre 2023, molte società di consulenza informatica stanno promuovendo i loro servizi per gestire il processo di segnalazione, valutazione, gestione ed archiviazione documentale delle pratiche di Whistleblowing, con informazioni a corredo che talvolta generano equivoci. Riprendiamo quindi quanto già anticipato nei mesi scorsi. Whistleblowing è un termine di chiara origine anglosassone utilizzato per individuare il soggetto che, pur restando nell’anonimato, segnala al datore di lavoro pubblico o privato la possibile commissione di violazioni penali, civili od amministrative. Il D.Lgs. n. 24/2023, attuativo della direttiva europea 2019/1937, ha recentemente introdotto importanti novità, raccogliendo in un unico testo normativo l’intera disciplina dei canali di segnalazione e delle tutele riconosciute ai segnalanti, sia del settore pubblico che privato.   In particolare, l’’art. 2 co. 1 lett. q) del D.L.vo n. 24/2023 prevede che la nuova disciplina si applichi alle imprese: che nell’ultimo anno abbiano impiegato almeno 50 dipendenti (lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato) ; che adottino il modello di organizzazione e gestione previsto dal D.Lgs. 231/2001, anche nel caso in cui abbiano impiegato meno di 50 dipendenti nell’ultimo anno; che operino in settori tassativamente indicati (servizi, prodotti, mercati finanziari; sicurezza dei trasporti; tutela dell’ambiente; prevenzione del riciclaggio e del terrorismo), anche ove abbiano impiegato meno di 50 dipendenti nell’ultimo anno. Per il calcolo della media annua dei lavoratori impiegati negli enti del settore privato, occorre fare riferimento, di volta in volta, all’ultimo anno solare precedente a quello in corso, salvo per le imprese di nuova costituzione per le quali si considera l’anno in corso. Le imprese che occupano almeno 250 dipendenti sono tenute ad adeguarsi alle previsioni del Decreto già dallo scorso 15 luglio 2023. Le altre imprese obbligate possono beneficiare di un’estensione del termine per l’adeguamento fino al 17 dicembre 2023. Restano escluse dall’obbligo le imprese che rispettano tutte queste 3 condizioni: nell’ultimo anno NON abbiano almeno 50 dipendenti non abbiano adottato un modello di organizzazione e gestione previsto dal D.Lgs. 231/2001 non operino in settori tassativamente indicati (servizi, prodotti, mercati finanziari; sicurezza dei trasporti; tutela dell’ambiente; prevenzione del riciclaggio e del terrorismo); Tutte le novità introdotte sono illustrate in un report elaborato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione. Clicca qui Il D.Lgs. n. 24/2023 obbligava l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ad adottare, entro tre mesi dalla sua data di entrata in vigore, apposite Linee Guida relative alle procedure per la presentazione e la gestione delle segnalazioni esterne. Tali Linee Guida sono state approvate dal Consiglio di ANAC nell’adunanza del 12 luglio 2023 con la delibera n. 311 e sono ora consultabili al seguente link.

  • La sanificazione nel post pandemia: le indicazioni dell’Inail
    on 18 Settembre 2023

    <br>L’INAIL ha pubblicato una Guida sulla SANIFICAZIONE NEL POST PANDEMIA – LA STANDARDIZZAZIONE DEI PROCESSI, di circa 158 pagine, che si riferisce in generale a tutti i settori di attività: attività produttive, bar, ristoranti, supermercati, scuole, trasporto pubblico. La finalità è quella di sensibilizzare gli interessati nei processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro. Link alla Guida. Tutte le attività lavorative comportano dei rischi in grado di causare un danno ed il datore di lavoro ha la responsabilità di valutare tutti i rischi e di adottare tutte le misure di prevenzione e protezione utili a prevenire infortuni e malattie professionali.Preliminarmente occorre fare chiarezza sui termini che vengono utilizzati e spesso confusi: la Pulizia è il procedimento atto a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti chiusi (se non industriali, generalmente indicati con il termine inglese indoor), è l’operazione meccanica/chimica che consente di rendere le superfici visibilmente pulite; la Disinfezione, invece, è il complesso di procedimenti e operazioni atti a sanificare determinati ambienti mediante la distruzione o inattivazione dei microrganismi patogeni. Un disinfettante per definirsi tale, deve essere registrato presso il Ministero della Salute come Presidio medico chirurgico o Biocida. Esistono sul mercato alcuni formulati solamente disinfettanti oppure detergenti-disinfettanti; la Sanificazione, infine, indica il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e di disinfezione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore. La Guida, a pagina 32, effettua ulteriori distinzioni tra i vari prodotti (detergenti, detergenti alcalini cioè sgrassanti, prodotti per la pulizia a secco, attivatori biologici) dettando i requisiti per gli stessi (cioè la conformità ai Decreti) nonché alle macchine ed utilizzate, alla carta tissue (carta igienica, asciugatutto, tovagliame, fazzoletti, lenzuolini medici, rotoli industriali).Prosegue il documento illustrando la pianificazione degli interventi di pulizia, quella ordinaria, periodica, straordinaria; il documento di valutazione dei rischi verrà allegato al contratto di appalto con l’impresa di pulizie indicando le modalità del servizio, la frequenza delle operazioni etc., accompagnato dalle relative schede di sicurezza. Viene consigliato di incaricare una persona che monitori il risultato e che segnali eventuali inadeguatezze alla ditta che svolge il servizio o a chi incaricato delle pulizie, con controllo mensile attraverso un Verbale di Controllo (pag. 47). Il documento prevede l’informazione, la formazione e l’addestramento dei lavoratori nei processi di pulizia e sanificazione e altri rischi (pag. 54, es. primo soccorso – antincendio), la formazione e addestramento per la sicurezza sul lavoro del personale addetto alle pulizie (pag. 56), la movimentazione manuale dei carichi, il corretto utilizzo delle attrezzature (spazzatrice, lavasciugapavimenti, monospazzola, aspirapolveri, battitappeto, idropulitrice etc.).A pagina 116 viene trattato l’argomento dei rischi derivanti dalla mancata sanificazione degli impianti di climatizzazione; tra gli agenti biologici che spesso contaminano gli impianti e che sono in grado di causare patologie nell’uomo, sono compresi diversi generi di batteri (i.e. Stafilococchi, Pseudomonas, Legionella e altri gram negativi), funghi (i.e. Cladosporium, Penicilium, Alternaria, Fusarium, Aspergillus ecc) e loro residui (endotossine, micotossine), virus (i.e. Rhinovirus, Adenovirus, Coronavirus e virus influenzali, etc.), derivati vegetali e animali (peli di animali, acari e pollini).Prosegue il documento illustrando la cura e la pulizia delle mani (pag. 119) rammentando che gli igienizzanti per la cute non possono vantare azione disinfettante, il termine igienizzante viene utilizzato solo per indicare il fine di rendere igienica – ovvero pulita – la cute, eliminando le sostanze nocive (in parte anche microrganismi) presenti (cosa ben nota nel periodo COVID nel quale era enorme la confusione tra gel igienizzate e disinfettante); vengono quindi illustrate le caratteristiche dei dispositivi individuali di protezione (DPI), la sorveglianza sanitaria per gli addetti alle pulizie e sanificazione all’interno di aziende.  Negli allegati (pag. 135) vengono illustrate le modalità degli ambienti non sanitari e, in particolare a pagina 137 e 138 le modalità per gli uffici, nei quali è possibile riscontrare concentrazioni eccessive di polveri, batteri, virus, funghi e allergeni di varia natura (microbi, acari, pollini) provenienti dall’esterno e veicolati all’interno attraverso gli impianti di aerazione e le finestre o introdotti involontariamente dagli stessi occupanti. Sono, inoltre, fonte di contaminazione chimica e biologica il materiale cartaceo, gli arredi, i tendaggi, le coibentazioni, gli impianti di climatizzazione e le attrezzature da ufficio. La trasmissione degli agenti biologici può avvenire principalmente per inalazione di bioaerosol o per contatto con superfici e oggetti contaminati e i possibili effetti per la salute spaziano dai disturbi delle vie respiratorie, le allergie, le infezioni, alla Sick Building Sindrome (SBS, sindrome ad ampio spettro sintomatologico, astenia, rinite, debolezza, irritazione delle mucose e febbre, senza apparenti cause specifiche che si risolvono abbandonando l’ambiente insalubre o inquinato) e alle Building Related Illness (BRI, patologie come asma, polmonite da ipersensibilità, febbre, rinosinusite e infezioni per le quali è identificabile uno specifico agente causale). La recente pandemia di Covid-19, inoltre, ha posto la pulizia delle superfici, specialmente quelle di uso più comune e promiscuo, al centro delle procedure igieniche da adottare per prevenire la diffusione del contagio. A pagina 137 e 138 viene riportata una check list delle aree e superfici da pulire, a pagina 144-145 vengono fornite le indicazioni per i servizi igienici ed infine, a pagina 154-155, vengono riportate le frequenze di intervento standard per tipologia di ambiente.

  • Prestazioni occasionali settore congressi, fiere, eventi, stabilimenti termali e parchi di divertimento: tutto quello che serve sapere, in breve
    on 15 Settembre 2023

    <br>Il contratto di prestazione occasionale è utilizzato per avvalersi di servizi lavorativi di natura saltuaria, la cui durata limitata non giustificherebbe l'impiego di un lavoratore con contratto a tempo indeterminato. Recentemente, la normativa in materia è stata aggiornata e pertanto procediamo con una sintesi delle caratteristiche di questa interessante forma contrattuale. Lavoro Autonomo Occasionale vs Contratto di Prestazione Occasionale La prestazione occasionale può essere autonoma o regolata tramite un contratto di prestazione occasionale. Nonostante le apparenti somiglianze, ci sono delle importanti distinzioni. Il lavoro autonomo occasionale ha un limite di compenso massimo di 5.000 euro, non ci sono restrizioni alla durata minima della prestazione, e il compenso è netto entro tali limiti. D'altro canto, il contratto di prestazione occasionale ha un tetto di compenso più elevato (fino a 15.000 euro), tuttavia, il datore di lavoro è tenuto a pagare una quota di contributi sull'importo e la prestazione giornaliera deve avere una durata minima. Nonostante la natura più flessibile di questi contratti, la legge regola rigorosamente la procedura di attivazione del contratto di prestazione occasionale. Il rispetto di tali regole è fondamentale per evitare pesanti sanzioni. Tipologie di Contratto di Prestazione Occasionale Esistono due tipi principali di contratto di prestazione occasionale, entrambi applicabili alla medesima prestazione: Libretto di Famiglia (LF): utilizzabile da individui in qualità privata, non nell'esercizio di attività professionali o imprenditoriali, e da società sportive. Contratto di Prestazione Occasionale (CPO): utilizzabile da imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, associazioni, fondazioni, e altri enti privati, oltre che dalle pubbliche amministrazioni, per rispondere a esigenze temporanee o eccezionali, rispettando i vincoli economici e di durata previsti dalla legge. Ogni tipologia corrisponde a una diversa sezione INPS per il completamento degli adempimenti necessari. Riferimenti per le Aziende Le aziende che possono ricorrere alle prestazioni occasionali sono quelle che non hanno impiegato più di 10 lavoratori a tempo indeterminato nel semestre precedente. Questo limite è esteso a 25 per le aziende operative nei settori dei congressi, fiere, eventi, stabilimenti termali e parchi divertimento. Inoltre, non possono ricorrere alle prestazioni occasionali le aziende dei settori agricolo, edile e affini, delle cave e miniere, quelle che eseguono lavori di escavazione o lavorazione materiale lapideo, e le imprese nel settore delle torbiere. Inoltre, sono escluse le aziende che lavorano nell'ambito di appalti di opere o servizi, e quelle che hanno più di 10 lavoratori a tempo indeterminato in forza. Limiti Economici I limiti economici per le prestazioni occasionali sono i seguenti (riferiti all'anno civile): a) per ciascun lavoratore: massimo 5.000 euro netti, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, di cui massimo 2.500€ con un singolo utilizzatore e fino a massimo 280 ore annue; Solo gli Steward delle manifestazioni sportive possono percepire 5.000 euro da un singolo utilizzatore. b) Per ogni datore di lavoro: massimo 10.000 euro netti, con riferimento alla totalità dei lavoratori (15.000 euro per gli utilizzatori che operano nei settori dei congressi, delle fiere, degli eventi, degli stabilimenti termali e dei parchi di divertimento Compenso Il compenso è stabilito dalle parti, ma non può essere inferiore al minimo legale di 9,00 euro netti per ogni ora di lavoro. Ogni prestazione deve durare almeno 4 ore al giorno (ovvero 36 euro netti). Il datore di lavoro è tenuto però a pagare anche i contributi sulle ore lavorate, e per ogni ora il costo da sostenere è di 12,41€. In tale costo sono compresi: 9,00 euro (compenso minimo); 2,97 euro di contributi Gestione separata INPS; 0,33 euro di contributi Inail; 0,12 euro di oneri gestionali. Come si attiva il contratto di prestazione occasionale? Che sia il cittadino, l’azienda o il Consulente del Lavoro ad attivare la prestazione, la procedura prevede: la registrazione, sul sito INPS, dei dati anagrafici del datore di lavoro (utilizzatore), del lavoratore (prestatore) e della prestazione. È necessario inoltre indicare l’IBAN al quale il lavoratore riceverà il pagamento della prestazione. La definizione delle ore e delle giornate di lavoro, e il versamento anticipato del compenso tramite pagoPa Una volta eseguita la prestazione, entro 15 giorni sarà direttamente l’INPS a versare, sul conto corrente indicato in anagrafica, l’importo previsto al netto dei contributi versati dal datore di lavoro.

  • Ravvedimento speciale entro il 2 ottobre 2023
    on 8 Settembre 2023

    <br>Il 2 ottobre (in quanto il 30 settembre cade di sabato) scade il termine per poter usufruire del cosiddetto ravvedimento speciale, agevolazione introdotta dalla Legge di bilancio 2023, articolo 1, commi 174-178, Legge 197/2022. Il ravvedimento speciale permette di definire in via agevolata le violazioni afferenti ai dichiarativi validamente presentati per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2021 o precedenti, con riferimento ai tributi amministrati dall’Agenzia Entrate. Si deve trattare di violazioni non formali e non rilevabili dal controllo automatizzato, non costatate alla data di versamento di quanto dovuto o della prima rata con atto di liquidazione, di accertamento o di recupero, di contestazione ed irrogazione delle sanzioni, comprese le comunicazioni ex art. 36 ter del D.P.R. 602/1973. Per poter utilizzare il ravvedimento speciale occorre aver validamente presentato la dichiarazione, entro in termini ordinari o con un ritardo non superiore ai 90 giorni, per quanto infedele. Le violazioni possono essere sanate presentando una dichiarazione integrativa entro il 2 ottobre 2023, tramite la quale le violazioni commesse vengono rimosse, ed è necessario altresì versare la maggiore imposta dovuta, le sanzioni e gli interessi, eventualmente anche in forma rateale, come di seguito richiamato. I benefici del ravvedimento speciale sono significativi: la sanzione minima edittale viene ridotta ad 1/18. Tale sanzione, che normalmente si assesta al 90% (salvo il caso di violazione inerente agli obblighi dichiarativi di redditi di fonte estera, nel qual caso la sanzione minima è del 120%), anziché godere delle riduzioni previste nel caso di ravvedimento operoso ordinario, variabili a seconda del momento in cui il ravvedimento viene posto in essere, si riduce al 5% (pari al 90% / 18). Un ulteriore vantaggio è quello della possibilità di versare l’imposta dovuta, le sanzioni come sopra determinate, e gli interessi, in forma rateale, in massimo otto rate trimestrali. Il versamento deve avvenire nel rispetto delle seguenti scadenze: prima o unica rata entro il  2 ottobre 2023; in caso di scelta per il pagamento rateale le successive rate scadranno in data: seconda rata martedì 31 ottobre 2023; terza rata giovedì 30 novembre 2023; quarta rata mercoledì 20 dicembre 2023; quinta rata 1° aprile 2024; sesta rata 1°luglio; settima rata lunedì 30 settembre 2024 ottava e ultima rata venerdì 20 dicembre 2024. Nel caso di pagamento rateale, sulle rate successiva alla prima sono dovuti gli interessi di rateazione, calcolati al tasso del 2% annuo. In merito invece agli interessi per ritardato pagamento, la norma non prevede alcuna eccezione a quelle che sono le regole generalmente applicabili in materia di ravvedimento operoso ordinario. Gli interessi dovuti, quindi, al fine di determinare le somme dovute, dovranno essere calcolati tenendo in considerazione il tasso legale e non un tasso fisso. Si riepiloga l’evoluzione nel tempo del tasso legale di interesse: Anno 2018: 0,30% Anno 2019: 0,80% Anno 2020: 0,05% Anno 2021: 0,01% Anno 2022: 1,25% Anno 2023: 5,00% Il versamento delle somme dovute dovrà essere effettuato utilizzando i codici tributo individuati dalla Risoluzione dell’Agenzia Entrate 6/E/2023.

  • La comunicazione delle somme dovute a seguito di Definizione Agevolata
    on 29 Agosto 2023

    <br>Entro il prossimo 30 settembre 2023, l’Agenzia Entrate – Riscossione trasmetterà ai contribuenti che ne hanno fatto richiesta la Comunicazione delle somme dovute per la Definizione agevolata. Per i soggetti con la residenza, la sede legale o la sede operativa nei territori indicati dall’allegato n. 1 del “Decreto Alluvione”, la comunicazione avverrà entro il 31 dicembre 2023. La Comunicazione delle somme dovute contiene le seguenti informazioni: l’accoglimento o l’eventuale diniego della domanda di adesione; l’ammontare complessivo delle somme dovute a titolo di Definizione agevolata (“Rottamazione-quater”); la scadenza dei pagamenti in base alla scelta che è stata indicata in fase di presentazione della domanda di adesione: in un’unica soluzione, entro il 31 ottobre 2023; oppure, in un numero massimo di 18 rate (5 anni) consecutive, di cui le prime due, con scadenza il 31 ottobre e il 30 novembre 2023. Le restanti rate, ripartite nei successivi 4 anni, andranno saldate il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024. La prima e la seconda rata saranno pari al 10% delle somme complessivamente dovute a titolo di Definizione agevolata, le restanti rate invece saranno di pari importo. Il pagamento rateizzato prevede l’applicazione degli interessi al tasso del 2 per cento annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023. i moduli di pagamento precompilati; le informazioni per richiedere l’eventuale domiciliazione dei pagamenti sul conto corrente. In caso di accoglimento della dichiarazione di adesione, relativamente ai debiti per i quali vi è un importo da pagare a titolo di Definizione agevolata (lettere tipo AT e AP), la Comunicazione contiene il piano con la ripartizione dell’importo dovuto in base alla soluzione di pagamento, scelta al momento dell’adesione (fino ad un massimo di 18 rate). Nel caso in cui il piano sia ripartito in più rate, il contribuente riceverà in allegato alla Comunicazione fino a dieci moduli per il pagamento delle rate. Prima della scadenza dell’undicesima rata, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà gli ulteriori moduli di pagamento da utilizzare per i pagamenti successivi.

  • Costituzione di una start up innovativa mediante conferimento di un brevetto
    on 27 Luglio 2023

    <br>Ai sensi della normativa di riferimento (DL 179/2012, art. 25, comma 2) una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:  è un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni  ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia  ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro  non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione  non distribuisce e non ha distribuito utili  ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico  non è risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda Infine, una startup è innovativa se rispetta almeno 1 dei seguenti 3 requisiti soggettivi: 1.      sostiene spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione; 2.      impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale); 3.      è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato. In particolare, nel caso in cui il requisito soggettivo fosse rispettato mediante la dotazione di un brevetto (o un software registrato) precedentemente intestato ad uno dei soci fondatori, si potrebbero configurare diverse soluzioni: costituire una “normale” società a responsabilità limitata, farsi intestare il brevetto e poi, a quel punto, chiedere l’iscrizione nella sezione speciale delle start up innovative; costituire la start up innovativa (Srl) a mezzo di conferimento del brevetto. In questo caso la società potrà essere direttamente iscritta nella sezione speciale delle start up innovative, ma sarà necessaria una perizia giurata dove si quantifica il valore del brevetto ai fini del conferimento; chiedere all’Agenzia Entrate, quando la società non è ancora costituita, il rilascio del codice fiscale per costituenda società. Con il codice fiscale si potrà chiedere all’ufficio brevetti la reintestazione del brevetto stesso. Al momento della costituzione della società si potrà chiedere l’iscrizione nella sezione speciale delle start up innovative, allegando come prova del requisito la richiesta di reintestazione fatta all’ufficio brevetti. Segnaliamo di prestare molta attenzione al fatto che la Start up non deve risultare costituita a seguito di una fusione, scissione, cessione (o conferimento) di azienda o di ramo d’azienda.